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L'auto che ha fatto rinascere Audi

Dopo il periodo bellico, nel 1965, la Casa dei Quattro Anelli presenta al Salone di Francoforte una nuova berlina con motore a 4 tempi

Audi F103 (1965-1972) im Test
Foto di: Motor1.com

Nel 1965, al Salone di Francoforte, Audi presenta la F103: è il modello che segna il ritorno ufficiale del marchio dei quattro anelli dopo la Seconda Guerra Mondiale. Fino a quel momento, infatti, i prodotti di Auto Union si vendevano soprattutto come DKW, legati ai motori a due tempi che negli anni Sessanta apparivano ormai superati.

Il contesto era quello del passaggio di proprietà: Volkswagen aveva rilevato Auto Union nel 1964 e decise di rilanciare lo stabilimento di Ingolstadt. Fondamentale fu anche l’intervento di Daimler-Benz, che pochi anni prima aveva ceduto la società ma lasciato in eredità a Ingolstadt l’esperienza dell’ingegnere Ludwig Kraus e un progetto di motore mai utilizzato a Stoccarda.

La tecnica: addio al due tempi

La nuova Audi nacque sulla base della DKW F102, ma al posto del motore a due tempi adottava un quattro cilindri a quattro tempi con albero a camme in testa. Era un propulsore sviluppato da Mercedes, solido e affidabile, che cambiò subito l’immagine del marchio. Le versioni disponibili andavano dalla Audi 60 alla Super 90, con potenze comprese tra 55 e 90 CV. Le prestazioni, per l’epoca, erano convincenti: velocità massime tra 135 e 160 km/h e uno 0-100 km/h in circa 15 secondi.

Le dimensioni - 4,38 metri di lunghezza, 1,62 di larghezza e passo di 2,49 metri - la collocavano nel segmento medio-basso. Il peso sfiorava la tonnellata, mentre i consumi si attestavano sui 9-11 litri/100 km. Non mancavano, poi, dettagli curiosi: parafanghi smontabili singolarmente, freni a disco accanto al cambio e persino un rivestimento del tetto in materiale plastico lavabile.

Audi F103 (1965-1972) testata

Audi F103 (1965-1972), il posteriore

Foto di: Motor1.com

Alla guida negli anni ’60

A bordo, l’Audi del 1965 mostrava un abitacolo semplice ma funzionale. Di serie offriva il cambio al volante, che consentiva di ospitare tre persone sul sedile anteriore unico, qualcosa che per ai guidatori di oggi risulterebbe insolito e poco preciso, ma all’epoca era considerato un vantaggio pratico. Dal 1969 arrivò poi la leva centrale come optional.

La visibilità era ottima, il volante sottile tipico dell’epoca si impugnava facilmente e l’assetto trasmetteva una certa vivacità. Con il 1.7 litri da 72 CV la F103 toccava i 148 km/h, mostrando una buona elasticità, anche se la frenata richiedeva molta più energia fisica rispetto agli standard attuali.

Audi F103 (1965-1972) testata

Audi F103 (1965-1972), gli interni

Audi F103 (1965-1972) testata

Audi F103 (1965-1972), le ruote

Audi F103 (1965-1972) testata

Audi F103 (1965-1972), il bagagliaio

Foto Di: Motor1.com

Un modello di transizione, ma fondamentale

Guardando oggi alla Audi F103, non si può parlare di rivoluzione tecnica: si trattava pur sempre di un’evoluzione della DKW. Ma il suo significato storico rimane grande. Questo modello infatti permise ad Audi di uscire dall’ombra del passato e di gettare le basi per i grandi successi futuri, a partire dall’Audi 100 del 1968 e dall’Audi 80 del 1972.

Oggi gli esemplari superstiti sono pochissimi: la ruggine e la scarsità di ricambi hanno ridotto drasticamente il numero di vetture circolanti. Resta però il ricordo di un’auto che segnò la rinascita di Audi e aprì una nuova era per il marchio di Ingolstadt.

Fotogallery: Audi F103 (1965-1972)