Vi spiego cosa c'è dietro il nuovo frontale delle Renault
Non è solo un simbolo: il nuovo logo bidimensionale racconta la storia, nasconde la tecnologia e firma il design del futuro
C’è chi mette un semplice logo sul cofano, o una scritta. Renault no: preferisce una scultura, e astratta. Da sempre, il marchio francese ha fatto della sua losanga – o rombo, se preferite – un segno forte, quasi una firma al centro del volto dell’auto.
Oggi quel segno cambia di nuovo: diventa piatto, pieno, semplice. Niente cornici cromate, niente rilievi, solo un disegno grafico preciso, bidimensionale, che riprende il passato e guarda al futuro.
Una scelta estetica, ma non solo: dietro quella forma si nascondono anche sensori, radar e tutto ciò che serve alle auto moderne. In più, è perfetta per i modelli elettrici, che non hanno più bisogno di una griglia aperta sul muso, ma che sono in cerca di identità.
Il rombo Renault ha più di cento anni, ma non li dimostra
Le prime versioni risalgono agli anni ’20, quando il cofano delle auto era lungo e affusolato, e il radiatore stava nascosto dietro una punta frontale sporgente. Proprio su quella piega centrale veniva applicata la losanga, seguendone l’inclinazione.
Un modo semplice ma geniale per integrare forma e funzione, creando un segno unico, riconoscibile da lontano. Negli anni il logo è cambiato decine di volte, ma ha sempre conservato quella geometria in movimento, fatta di linee che si aprono e si chiudono, come un origami mosso dal vento.
Un logo che torna piatto, ma si prende la scena
Sulla nuova Renault 4 E‑Tech Electric, per esempio, è lui il protagonista: centrale, pulito, luminoso, perfettamente inserito in un frontale quasi privo di aperture. Anche sulla Renault 5 il gioco è lo stesso: il passato torna sotto forma di stile, ma con dettagli moderni.
Renault 5 E-Tech: la nuova losanga al centro del frontale piatto
Renault Clio, losanga al centro della mascherina sportiva ma ripetuta come un pattern
E pure sulla nuova Clio 2025 la losanga è ovunque, non solo al centro del frontale, ma anche come micro-motivo nei fori delle prese d’aria: tanti piccoli rombi ripetuti, disegnati con rigore grafico, che non servono solo a “fare scena” ma rafforzano l’identità visiva dell'auto.
È un esempio di come un dettaglio funzionale possa diventare anche firma estetica, senza forzature.
Un piccolo dettaglio che racconta tante cose
La nuova losanga è una risposta a un mondo che cambia: meno griglie, meno cromature, più attenzione ai materiali e alla tecnologia nascosta.
Ma è anche una lezione di stile: dimostra come un segno semplice, se ben usato, possa portarsi dietro una storia intera, e al tempo stesso diventare qualcosa di nuovo. Renault lo ha capito, e ha trasformato il suo logo in un vero protagonista del design.
Fotogallery: Renault Clio (2025)
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