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La nuova crisi dei chip è sempre più grave

L'olandese Nexperia, uno dei maggiori fornitori di chip, è al centro di uno scontro globale che minaccia "tutti" i marchi europei

L'avvio della produzione della nuova Explorer elettrica nel nuovo Electric Vehicle Center di Colonia

Una nuova crisi dei chip si sta affacciando in maniera prorompente nel mondo dell'auto. Dopo il caos dovuto alla pandemia di Covid - con linee di produzione ferme e modelli senza vari optional - lo spettro di un nuovo blocco nella fornitura di semiconduttori torna a riaffacciarsi. Al centro di questa nuova potenziale emergenza c’è Nexperia, gruppo con sede nei Paesi Bassi e tra i principali fornitori mondiali di chip per uso automobilistico.

Secondo fonti vicine all’industria, le scorte attualmente disponibili potrebbero esaurirsi nel giro di poche settimane, aprendo lo scenario peggiore: fermare gli impianti produttivi in Europa, Nord America e Giappone.

I perché della crisi

A rendere tutto ancora più complicato è il contesto geopolitico in cui la vicenda si inserisce. Dal 2010 Nexperia è controllata dalla cinese Wingtech Technology e proprio questa partecipazione ha fatto scattare l’allarme nei Paesi Bassi: il 30 settembre infatti il Governo nederlandese, grazie a una legge speciale simile al Golden Power italiano (che permette allo Stato di intervenire in operazioni finanziarie e industriali per salvaguardare l'interesse nazionale) e risalente all’epoca della Guerra Fredda, ha di fatto assunto il controllo di Nexperia. 

<p>Un wafer di chip</p>

Un wafer di chip

Una mossa che non è per nulla piaciuta alla Cina: Pechino ha reagito bloccando l’export dei chip Nexperia dai suoi impianti cinesi, aggravando una situazione già delicata. Sul fronte opposto, gli Stati Uniti avevano già inserito Wingtech nella lista nera del Dipartimento del Commercio, temendo un trasferimento di tecnologie sensibili a uso non civile.

Nel frattempo, la stessa Nexperia ha fatto sapere di voler avviare un dialogo costruttivo sia con le autorità cinesi che con quelle americane. È stato anche nominato un CEO ad interim per affrontare la fase più critica.

Intanto l'ACEA, l'associazione europea dei costruttori, ha definito la situazione “potenzialmente devastante” per la produzione automobilistica del continente. Il Direttore Generale, Sigrid de Vries, ha sottolineato come la crisi coinvolga praticamente tutti i marchi europei, vista la diffusione capillare dei chip Nexperia nella catena di fornitura.

“La questione va affrontata in modo pragmatico e con urgenza da tutte le parti coinvolte, a livello internazionale”

Anche negli Stati Uniti cresce la preoccupazione. L’Alliance for Automotive Innovation, che rappresenta i principali costruttori attivi sul mercato nordamericano, ha messo in guardia da una possibile frenata delle linee produttive già a partire dal prossimo mese. Il CEO dell’associazione, John Bozzella, ha dichiarato che un blocco delle spedizioni “non avrebbe solo un impatto sul settore auto, ma anche su altri comparti industriali fortemente dipendenti dall’elettronica di base”.

<p>La Volkswagen Golf nella fabbrica di Wolfsburg</p>

La Volkswagen Golf nella fabbrica di Wolfsburg

La nuova crisi dei chip sta riguardando anche il Giappone, con Nissan e Honda che potrebbero sospendere la produzione di alcuni modelli.

Chip piccoli, conseguenze enormi

I chip prodotti da Nexperia, per quanto “di base” rispetto ai microprocessori ad alte prestazioni, sono essenziali per centinaia di funzioni elettroniche presenti in ogni auto. Vengono impiegati per controllare sistemi di sicurezza, gestione della potenza, illuminazione, ma anche elementi come il volante o gli alzacristalli.

Il nodo critico è che questi semiconduttori, nella maggior parte dei casi, non arrivano direttamente alle case auto, ma sono integrati nei moduli forniti da aziende di primo e secondo livello. Questo rende molto difficile mappare con precisione l’effetto domino di una possibile interruzione delle forniture.

BMW: primi segnali di difficoltà nella catena logistica

La prima a segnalare problemi concreti, come riportato da Automotive News Europe, è stata BMW, che ha dichiarato di aver riscontrato impatti su alcune parti della sua rete di approvvigionamento. L’assemblaggio negli stabilimenti, per ora, prosegue senza ritardi, ma la casa tedesca ha intensificato i controlli per anticipare possibili criticità e, se necessario, attivare contromisure.

<p>La fabbrica BMW di Monaco di Baviera</p>

La fabbrica BMW di Monaco di Baviera

Anche Mercedes, Volkswagen, Stellantis e Renault seguono da vicino l’evolversi della situazione. Alcune di queste, secondo fonti industriali, avrebbero già istituito gruppi di lavoro dedicati a gestire l’emergenza. In particolare Volkswagen ha confermato che alcuni componenti utilizzati nei suoi veicoli contengono chip Nexperia, anche se non forniti direttamente. Stellantis, invece, ha confermato contatti in corso con il produttore olandese e altri partner strategici per comprendere l’eventuale portata della crisi.