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SUV troppo pesanti per le barriere degli anni '90, non reggono più

Nel 2024 oltre 3.000 morti sulle strade italiane: AISICO e ANSFISA chiedono un rinnovo urgente

SUV troppo pesanti per le barriere degli anni '90
Foto di: AISICO

Le barriere stradali italiane sono ferme agli standard degli anni ’90, progettate per contenere veicoli mediamente pesanti circa 1.200 kg. Oggi, però, la realtà delle nostre strade è completamente diversa: SUV e auto elettriche spesso superano i 1.800 kg.

Questo aumento di massa non è un dettaglio tecnico: significa che in caso di incidente molte barriere potrebbero non reggere, esponendo automobilisti e passeggeri a rischi maggiori. La sicurezza stradale, insomma, rischia di essere compromessa proprio dalle infrastrutture che dovrebbero proteggerci.

AISICO, azienda italiana leader nella sperimentazione e certificazione dei sistemi di sicurezza stradale, evidenzia come il quadro normativo sia rimasto fermo a più di trent’anni fa. "Abbiamo aggiornato motori, elettronica, batterie e tecnologie di guida, ma le barriere sono rimaste uguali - spiega Ottavia Calamani, CEO di AISICO -. È come se avessimo evoluto le auto senza evolvere ciò che deve salvarci quando la tecnologia fallisce".

Cosa dicono i numeri

I dati dell’Istat dicono che nel 2024 in Italia si sono contati 3.030 morti sulle strade, 233.853 feriti e 173.364 incidenti, con un aumento del 4,1% rispetto all’anno precedente.

Un trend che evidenzia quanto sia urgente adeguare le infrastrutture, soprattutto considerando che l’Unione Europea si è posta l’obiettivo di dimezzare le vittime della strada entro il 2030.

Serve un aggiornamento

Per SUV e auto elettriche, la sicurezza non dipende solo da prestazioni, autonomia o sistemi avanzati di guida assistita. La capacità di sopravvivenza in caso di incidente passa anche da barriere in grado di resistere a masse superiori ai 1.800 kg. Aggiornare normative e infrastrutture non è solo una questione tecnica, ma un passo concreto per salvare vite e ridurre i rischi sulle strade italiane.

Per affrontare il problema, ANSFISA, in vista della Giornata Mondiale del Ricordo delle Vittime della Strada (16 novembre), ha emesso una circolare destinata ad ANAS, Regioni, Province e Comuni, avviando un censimento delle barriere stradali e definendo le priorità di intervento entro il 2026. L’obiettivo è aggiornare le infrastrutture e introdurre strumenti digitali per monitorarne continuamente lo stato.