Ferrari 308, la vera erede della Dino diventata un’icona pop
Motore V8 centrale, versioni GTB e GTS e il successo oltre l’auto grazie a Magnum P.I.
Molti la conoscono grazie alla serie TV Magnum P.I., altri la confondono ancora con la 328. Cinquant’anni fa, però, Ferrari presentava la 308 come erede diretta della Dino 246 GT. Inizialmente arrivò in versione coupé, con le sigle 308 GTB, poi GTBi e GTB Quattrovalvole. Dal 1977 fece il suo debutto anche la 308 GTS, la variante aperta con tetto Targa removibile, seguita a sua volta dalle versioni GTSi e GTS Quattrovalvole.
Il nome 308 racconta già molto dell’auto: 3,0 litri di cilindrata e otto cilindri. La sigla “GT” sta per Gran Turismo, la “B” identifica la Berlinetta, mentre la “S” indica lo Spider con tetto asportabile. La nascita della 308 è strettamente legata alla scelta di Ferrari di adottare lo schema a motore centrale per le proprie sportive stradali.
L'idea di Enzo Ferrari
Negli anni Sessanta questa disposizione era ormai consolidata in pista, ma restava poco diffusa sulle auto di serie. Enzo Ferrari fece inizialmente sviluppare un prototipo con motore sei cilindri, da cui nacquero i modelli Dino.
Dopo la Dino 206 GT, nel 1969 arrivarono la Dino 246 GT e la versione scoperta 246 GTS. Nel 1974 debuttò la Dino 308 GT4, una coupé 2+2 con motore V8 e carrozzeria firmata Bertone. Rimaneva però un vuoto nella gamma, che Ferrari colmò nel 1975 con la 308 GTB.
Ferrari 308 (1975-1985)
La GTB adottava un telaio più corto rispetto alla Dino 246 GT, con carreggiata più larga, e riprendeva dalla 308 GT4 il V8 montato in posizione trasversale con cambio integrato. Per la prima volta su una Ferrari, gli alberi a camme erano azionati da cinghie dentate. I primi esemplari avevano carrozzeria in vetroresina, ma vista la complessità produttiva Ferrari passò rapidamente all’acciaio. Poco dopo arrivò anche la 308 GTS, con il caratteristico tetto removibile.
Fino al 1980 tutte le 308 GTB e GTS utilizzavano quattro carburatori doppio corpo Weber. La GTB era dotata di lubrificazione a carter secco, mentre la GTS e le versioni successive adottarono il carter umido. Dal punto di vista stilistico, la 308 si ispirava alla 365 GT/4 BB. La velocità massima raggiungeva i 255 km/h, superando quella della Dino 246 GT. Tra il 1975 e il 1981 Ferrari produsse 2.897 GTB e 3.219 GTS: le versioni più ricercate oggi sono le prime, in vetroresina, per il peso inferiore e la maggiore rarità.
Gli Anni '80
Dal 1980, per rispettare le normative sulle emissioni, Ferrari introdusse le versioni 308 GTBi e GTSi, dotate di iniezione meccanica Bosch K-Jetronic. Consumi ed emissioni migliorarono, ma a scapito della potenza. Di queste varianti furono costruiti 2.237 esemplari fino al 1983.
Nel 1982 arrivò l’aggiornamento con testate a quattro valvole: la GTB e la GTS Quattrovalvole recuperarono prestazioni e velocità. Fino al 1985 furono prodotte 748 GTB QV e 3.042 GTS QV. Nello stesso anno la 308 uscì di scena, lasciando il posto alla 328, esteticamente molto simile ma con cilindrata portata a 3,2 litri.
Ferrari 308 (1975-1985)
Parallelamente, dal 1980 Ferrari propose per il solo mercato italiano la 208 GTB e la 208 GTS, con motore V8 ridotto a 2,0 litri per ragioni fiscali. Dal 1982 arrivò anche la variante turbo: la 208 divenne così la serie con il V8 più piccolo mai prodotto dalla Casa.
La notorietà al di fuori del mondo automobilistico arrivò soprattutto grazie alla 308 GTS, protagonista della serie americana Magnum P.I.. Senza un coinvolgimento diretto di Ferrari, i produttori la scelsero perché Tom Selleck, alto e imponente, riusciva a starci comodamente nella versione aperta. Per le riprese furono utilizzati più esemplari di anni e versioni diverse. Alcuni dettagli, come la gestione del tetto Targa nella sigla iniziale, non rispecchiavano la realtà tecnica e vennero corretti nelle stagioni successive.
Fotogallery: Ferrari 308 (1975-1985)
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