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La visione di Volvo per il 2035

Michele Crisci, Presidente di Volvo Italia, illustra un quadro chiaro e convincente per il futuro del marchio

Volvo
Foto di: Volvo

Per capire dove sta andando Volvo non serve guardare alle normative 2035 quanto piuttosto concentrarsi sulle strategie che verranno rafforzate già dal 2026. È in questo arco temporale in cui le scelte della Casa svedese sull’elettrificazione, sulla tecnologia e sull’organizzazione industriale vengono messa alla prova dai fatti: mercati sempre più frammentati, regole europee in evoluzione e una domanda che cresce a velocità molto diverse da Paese a Paese.

Il futuro, per Volvo, quindi, non è un esercizio teorico ma una questione di decisioni concrete, alcune già prese. Ce ne ha parlato Michele Crisci, presidente del brand in Italia, in occasione di un bilancio di fine anno.

Una strategia chiara: regionalizzazione ed elettrico come asse portante

Il primo punto fermo è proprio la regionalizzazione. Cina, Europa e Stati Uniti sono oggi tre mondi automotive diversi, con regole, clienti e aspettative non sovrapponibili. La globalizzazione, su questo, ha fallito. Volvo lo riconosce apertamente e lavora per differenziare linguaggio, prodotti e approccio commerciale, pur mantenendo un’identità forte all’interno del gruppo Geely che continua a ruotare attorno a sicurezza, design e tecnologia.

In questo quadro, l’elettrico non è una scelta ideologica ma una decisione industriale. I numeri globali parlano chiaro: è l’unica alimentazione in crescita a doppia cifra, con una quota mondiale destinata a superare il 40% entro il 2030. Anche il recente dibattito europeo sul possibile passaggio dal 100% al 90% di riduzione della CO₂ al 2035 cambia poco la sostanza: per arrivare a valori medi di flotta intorno ai 12 g/km, l’unica strada realmente praticabile resta quella delle auto a zero emissioni allo scarico. Per Volvo, quindi, la direzione non cambia.

Prodotti, tecnologia e il nodo italiano tra 2025 e 2026

La strategia prende forma concreta nella gamma. EX30 ed EX90 hanno aperto una nuova fase, seguite dall’arrivo della ES90, berlina elettrica ad alto contenuto tecnologico, e soprattutto dalla EX60, che dal 2026 affianca la XC60 ed è un modello chiave per i volumi globali. Il debutto della EX60 segna anche un'evoluzione tecnologica: architettura a 800 Volt, già arrivata su ES90, e piattaforma software avanzata con soluzioni di sicurezza inedite, come la cintura adattiva capace di modulare la protezione in base alla corporatura degli occupanti.

Accanto all’elettrico puro, i plug-in hybrid mantengono un ruolo preciso ma limitato: non strumenti per centrare gli obiettivi ambientali, bensì una fase di transizione “educativa” verso l’elettrico, con autonomie EV in crescita attese proprio nel 2026. Le XC60 e XC90 beneficeranno di un'evoluzione del powertrain mentre, più avanti, è attesa la nuova XC70, un grande crossover che ha già debuttato in Cina con la tecnologia ibrida ricaricabile range extender.

In Italia, però, resta il problema strutturale del mercato: bassa penetrazione delle BEV, incentivi poco efficaci e una transizione affidata soprattutto a flotte e noleggio. Volvo ne è consapevole e guarda al breve periodo con realismo: il futuro si costruisce oggi, non tra dieci anni, e il vero banco di prova sarà la capacità di trasformare la visione elettrica in risultati concreti già dal 2026.

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