Omoda 5 (2026), perché comprarla e perché no
Il SUV compatto cinese (anche ibrido) offre spazio e una buona dotazione di serie a un prezzo allettante. Qualcosa però può migliorare
La Omoda 5 è un SUV compatto cinese (Omoda fa parte del gruppo Chery), che promette di essere ben fatto, spazioso e anche efficiente grazie a un motore full hybrid particolare. Tutto questo con una buona dotazione di serie e un prezzo allettante.
È davvero così? Scopriamola insieme in questo Perché Comprarla, vediamo come è fatta, come va e quanto consuma.
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Dimensioni | Interni | Guida | Consumi | Prezzi
Pregi e difetti
| Ci piace | Non ci piace |
| Dotazione di serie | Il passeggero non ha un comando per la regolazione del volume a portata di mano |
| Qualità percepita di buon livello | Sterzo leggero e poco preciso |
| Sistema ibrido: insonorizzazione e efficienza | Infotainment poco reattivo e dalla grafica migliorabile |
L’offensiva cinese è iniziata ed è indubbio che sul mercato stiano arrivando modelli altamente competitivi da cui i generalisti europei dovrebbero guardarsi bene le spalle. La Omoda 5 è sicuramente tra questi, un’auto concreta e razionale ma al tempo stesso ben fatta, con una dotazione di primo livello e un prezzo allettante in relazione all’offerta.
Omoda 5 SHS-H (2025), il posteriore
In più ha una gamma motori diversificata, dal benzina, per chi vuole risparmiare qualcosa e non fa tanti chilometri, all’elettrico passando per l’ibrido full, un sistema efficiente in grado di battagliare anche con i più esperti giapponesi. Potrebbe fare da prima auto di famiglia per una coppia al massimo con un figlio, altrimenti potrebbe essere una buona seconda.
Dimensioni, bagagliaio e spazio
Partiamo dalle dimensioni: la Omoda 5 è lunga meno di 4 metri e mezzo, larga poco più di 1 e 80 e alta circa 1,60, misure che la posizionano all'interno del segmento dei C SUV. Da fuori sembra più piccola di quanto sia in realtà, dentro però si sta comodi e anche il bagagliaio non è male, in linea con quanto offrono le concorrenti.
Si parte da circa 440 litri con il vano che è regolare nelle forme. Il piano non può essere regolato su più livelli ma sotto c’è un piccolo doppiofondo dove eventualmente si riesce a nascondere qualcosa, peccato però non ci sia lo spazio per la grande cappelliera quando la si toglie che quindi deve viaggiare in superficie insieme ai bagagli. Per la gestione del carico ci sono quattro anelli e una presa da 12V, ma nessun gancio.
Omoda 5 SHS-H (2025), il dettaglio dei sedili anteriori
Dietro l’accesso non è dei più agevoli e bisogna stare attenti a non sbattere la testa. Una volta dentro però si sta bene e anche i più alti, considerate che io supero il metro e 90, hanno diversi centimetri sia per le ginocchia che per la testa. Al centro un bambino può viaggiare senza problemi, con il posto che è più stretto ma il pavimento è quasi piatto per cui non toglie spazio ai piedi. Meglio ovviamente viaggiare in quattro magari sfruttando il bracciolo che ha due portabicchieri integrati. Sul tunnel ci sono le bocchette dell’aria e due prese di ricarica.
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Le misure |
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Fuori |
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Lunghezza |
4,45 metri |
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Larghezza |
1,82 metri |
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Altezza |
1,58 metri |
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Passo |
2,61 metri |
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Dentro |
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Bagagliaio |
442 / 1.149 litri |
Plancia e comandi
Se c’è una cosa in particolare su cui i cinesi stanno lavorando bene è la qualità percepita all’interno, con assemblaggi solidi e materiali piacevoli da toccare. E questo Omoda 5 lo conferma: Sulla plancia si alternano plastiche lucide lavorate a finiture in simil legno e che ricordano l’alluminio, contrasti esaltati dall’illuminazione a LED personalizzabile. Sulla fascia centrale corre la simil pelle, la stessa che si ritrova sui sedili e sull’interno porta, e ci sono attenzioni interessanti per la categoria come l’impianto audio Sony e l’aletta parasole allungabile.
Omoda 5 SHS-H (2025), la plancia
La leva del cambio è sul piantone dello sterzo e questo ha permesso di ricavare tanto spazio per i portaoggetti: al centro ci sono la piastra per ricaricare ad induzione il telefono, che è anche ventilata, e due portabicchieri. C’è poi un vano a scomparsa rivestito in moquette e, sotto il tunnel, una grande vasca con diverse prese, una 12V e due USB di cui una di tipo C, e anche il rotore che serve per disattivare l’airbag del passeggero. Sono nella media poi il cassetto davanti al sedile di destra - vicino c’è anche un gancio - e le tasche delle portiere, mentre il vano sotto il bracciolo è molto grande.
Come va e quanto consuma
Con meno di 4 metri e mezzo di lunghezza la Omoda 5 ha le dimensioni giuste per essere sì abbastanza spaziosa, come avete visto, ma al tempo stesso per muoversi senza problemi in città. Il raggio di sterzata è buono, la visibilità anche ma soprattutto a 180° dato che dietro è limitata dal tetto che scende e dai montanti che sono abbastanza massicci. Questo però non complica le manovre di parcheggio dato che di serie ci sono i sensori sia davanti che dietro e anche la retrocamera. Sull’allestimento top di gamma poi si aggiunge anche il sistema a 360°.
È in questo contesto, per cui un semaforo e l’altro, che si apprezza questo motore, un sistema full hybrid che in Omoda chiamano Super Hybrid. Sotto il cofano ci sono tre motori, un 1.5 a benzina turbo a ciclo Miller molto efficiente da poco più di 140 CV e due elettrici per 224 CV totali, per cui una potenza maggiore rispetto agli altri full hybrid di questo segmento sul mercato. La trazione è anteriore e le prestazioni sono molto buone dato che va da 0 a 100 in meno di 8 secondi toccando una velocità massima di 175 all’ora.
Omoda 5 SHS-H (2025), la prova su strada
Dei due elettrici solo uno è connesso alle ruote, l’altro invece è alimentato dal motore termico e può solo cedere energia alla batteria, per cui è stato pensato apposta per ricaricarla. È un sistema che lavora sia in serie che in parallelo per cui a seconda delle situazioni il benzina o rimane spento o lavora solo per ricaricare la batteria oppure insieme all’elettrico spinge per la massima prestazione.
Dallo schermo centrale poi è anche possibile selezionare un diverso livello di rigenerazione per cui si può personalizzare l’intensità del freno motore a seconda delle situazioni, si può favorire lo scorrimento in contesto autostradale o aumentare al massimo la rigenerazione in città per avere la batteria sempre carica.
Guidando per un po’ di giorni questa Omoda 5 sono stati due gli elementi che mi sono piaciuti: lo spunto, per cui l’accelerazione, dato dalla coppia immediata dell’elettrico sia alle basse che alle alte velocità, e l’assetto che è raffinato con le sospensioni che hanno uno schema Multilink dietro e un MacPherson davanti. È equilibrato per cui assorbe bene le asperità grazie anche ai cerchi da 18 con gomme dalla spalla piuttosto alta e al tempo stesso non soffre troppo i trasferimenti di carico quando si alza il ritmo. Rollio e beccheggio ci sono ma non danno mai fastidio.
Omoda 5 SHS-H (2025), la prova su strada
Mi ha colpito poi l’insonorizzazione, l’abitacolo è ben isolato dal rumore del motore, dai fruscii aerodinamici e dal rotolamento delle gomme. È migliorabile invece lo sterzo che oltre che leggero è poco preciso e distaccato per cui non fa capire bene cosa passa sotto le ruote. Giocando con le modalità di guida però si possono personalizzare alcuni parametri tra cui la risposta dell’acceleratore e il carico volante.
Per quanto riguarda i consumi, in città abbiamo percorso 24 km con un litro di benzina. In autostrada a velocità di codice se ne fanno 16 mentre in extraurbano oltre 20. Il tutto per una media di circa 20 km/litro che corrispondono a 5 litri ogni 100 km.
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Versione provata |
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Motore |
1.5 benzina + elettrico |
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Potenza |
224 CV |
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Coppia |
- |
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Cambio |
Automatico |
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Trazione |
Anteriore |
Prezzi e concorrenti
La Omoda 5 ha un prezzo di listino che parte da poco meno di 27.000 euro per la benzina 1.6 da 147 CV. Per l’ibrida full di questa prova ne servono circa 28 e mezzo, poco più di 35.000 invece per la 100% elettrica. Sono solo due gli allestimenti con il top di gamma che costa 3.000 euro in più.
Omoda 5 SHS-H (2025), il dettaglio della griglia e dei fari a LED
Visto che parliamo di full hybrid, la prima che viene in mente è la Toyota Yaris Cross che è un po’ più piccola della Omoda 5 e costa di più. Ci sono poi la Dacia Duster e la MG ZS, due modelli che fanno del rapporto qualità prezzo il proprio cavallo di battaglia, e anche le coreane Hyundai Kona e Kia Niro. Nel 2026 arriverà poi la Jaecoo 5 ibrida, cugina della Omoda con lo stesso identico motore sotto il cofano.
Fotogallery: Omoda 5 SHS-H (2025), la prova su strada
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