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Auto e lavoro: ecco le figure più a rischio nel 2026

Il 40% dei dirigenti auto teme per il proprio lavoro tra inflazione, tagli e innovazioni tecnologiche come veicoli autonomi e AI

Auto e lavoro: ecco le figure più a rischio
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

L’industria automobilistica sta vivendo uno dei momenti più turbolenti della sua storia moderna, e i dirigenti del settore lo sentono sulla propria pelle. Secondo il AlixPartners 2026 Disruption Index, presentato il 19 febbraio, oltre quattro dirigenti su dieci nell’auto temono per il proprio posto di lavoro, più che in qualsiasi altro settore.

Il risultato riflette i profondi cambiamenti che stanno interessando l’industria: la transizione verso veicoli elettrici e software-defined, l’emergere dei sistemi avanzati di guida autonoma, le tensioni commerciali con la Cina e l’inflazione globale hanno reso la gestione aziendale più complessa e incerta che mai.

Le figure più a rischio

Marchi come Ford, Volkswagen, General Motors e Porsche hanno annunciato tagli di personale nel 2025, confermando che la disruption è percepita non solo come un fenomeno strategico, ma anche come una minaccia concreta per il lavoro.

Il sondaggio ha coinvolto oltre 3.000 dirigenti di livello direttivo o superiore in 11 Paesi, di cui il 60% occupava posizioni in C-suite, in aziende con fatturato minimo di 100 milioni di dollari.

Le figure più a rischio sono quelle legate alla gestione tradizionale della produzione e della supply chain, dove i vecchi modelli di sviluppo dei veicoli sono messi in discussione dall’innovazione tecnologica e dai nuovi cicli di sviluppo più rapidi e complessi. In un settore in cui le decisioni strategiche influenzano direttamente la competitività globale, la paura per la stabilità del lavoro resta alta.

Sfida e opportunità nell’era dell’innovazione

Nonostante il clima di incertezza, ci sono segnali di ottimismo. Il 72% dei dirigenti intervistati vede opportunità nelle tecnologie emergenti: veicoli autonomi, sistemi avanzati di assistenza alla guida, intelligenza artificiale e software-defined car potrebbero generare nuove fonti di ricavo, come abbonamenti digitali e servizi aggiuntivi.

Tuttavia, i lunghi tempi di sviluppo dell’industria auto hanno finora limitato l’uso dell’AI a scopi di aumento del fatturato, relegandola principalmente alla riduzione dei costi, che restano elevati a causa dei materiali e della logistica.

Dan Hearsch, co-leader globale della pratica automotive e industriale di AlixPartners, commenta: “L’introduzione di prodotti radicalmente diversi cambia tutto: requisiti di test, cicli di sviluppo, competenze richieste e tempi di immissione sul mercato. Questo ridefinisce ciò che conta nella gestione dell’azienda e le decisioni da prendere”. Nel settore auto, quindi, rischio e innovazione convivono: capire quali figure sono più esposte è fondamentale per chi lavora oggi nel comparto e per chi deve progettare la mobilità del futuro.