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Prezzi carburanti: il Governo promette la stretta sui rincari

Il ministro Urso: “Rafforziamo il monitoraggio per impedire speculazione su benzina e diesel”

Urso, prezzi carburanti
Foto di: Mimit

Stop a speculazioni sui carburanti. Lo promette il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine delle riunioni con la Commissione di allerta rapida dei prezzi, convocate per affrontare i rincari sui prodotti energetici (compresi benzina e diesel) dopo lo scoppio della crisi in Medio Oriente.

Come segnala Quotidiano Energia (QE), anche oggi si registrano aumenti alla pompa, con la verde self-service venduta in media a 1,749 euro/litro (€/l) e il gasolio – sempre come media self-service – venduto a 1,875 €/l. Ancora più alti i prezzi al rifornimento servito (1,883 €/l la benzina e 2,004 €/l il diesel) e in autostrada.

Carburante Self-service Servito
Benzina 1,749 €/l 1,883 €/l
Diesel 1,875 €/l 2,004 €/l

“Rincari ingiustificati”

Si tratta di rincari che, come sottolinea il Ministero (Mimit), “non risultano ancora giustificati da una reale carenza di prodotto raffinato”, ossia il petrolio, con cui si producono i carburanti per auto.

“Per questo – dichiara Urso – abbiamo rafforzato il monitoraggio di Mister Prezzi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione, per impedire che le tensioni in Medio Oriente diventino un pretesto per speculazioni o rincari ingiustificati, e predisposto con il ministro (dell’Economia, ndr) Giorgetti un immediato piano operativo di intervento della Guardia di Finanza”.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo urso, presiede la Commissione di allerta rapida dei prezzi contro i rincari dei carburanti
Foto di: Mimit

Il Ministero fa anche sapere che, fino alla fine di questa fase d’incertezza, la Commissione di allerta rapida dei prezzi si riunirà ogni venerdì per “proseguire le attività di monitoraggio nei settori dell’energia e dei carburanti, al fine di garantire trasparenza e un’adeguata tutela dei consumatori”.

La posizione dei sindacati

Dal canto loro, i sindacati dei benzinai Faib-Fegica chiedono che il Governo “pretenda dalle compagnie petrolifere rispetto per la comunità che le ospita e permette loro sempre – in condizioni di pace e di guerra – di fare un business altamente remunerativo: prima di tutto sul piano finanziario, ma anche ricerca, estrazione, raffinazione e distribuzione continuano incessantemente a fare la loro parte nei ricchi bilanci delle aziende”.