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Mercato furgoni: febbraio 2026 fermo a -0,1%

Il mercato dei veicoli commerciali leggeri si stabilizza a febbraio 2026. Elettrici al 2,7% e previsioni in lieve calo per l’anno

Febbraio 2026
Foto di: Motor1 Italy

Il mercato italiano dei veicoli commerciali leggeri rallenta ma smette di scendere. Dopo tre mesi consecutivi in flessione, febbraio 2026 chiude, infatti ,con una sostanziale stabilità: le immatricolazioni si fermano a 15.287 unità, appena lo 0,1% in meno rispetto alle 15.309 registrate nello stesso mese del 2025. Un dato che segnala un momentaneo equilibrio del settore, ma che va letto insieme al forte calo che aveva già caratterizzato lo scorso anno, quando febbraio aveva perso il 15,3%.

Nel complesso, il primo bimestre dell’anno resta in territorio negativo: tra gennaio e febbraio sono stati immatricolati 29.563 veicoli commerciali leggeri, il 2,7% in meno rispetto alle 30.379 unità dello stesso periodo del 2025. In un contesto economico ancora incerto, il comparto attende ora l’arrivo dei nuovi incentivi annunciati dal ministero delle Imprese e del Made in Italy che, tuttavia, non sono ancora stati definiti nei dettagli e potrebbero incidere sulle vendite solo nella parte finale dell’anno.

La classifica dei 10 Furgoni più venduti a Febbraio 2026

Posizione Marca Modello Unità vendute
1 Fiat Professional Ducato 1.567
2 Iveco Daily 1.085
3 Ford Transit 1.030
4 Fiat Professional Doblò 999
5 Fiat Professional Scudo 857
6 Ford Transit Custom 815
7 Ford Transit Courier 518
8 Ford Ranger 502
9 Citroën Jumper 350
10 Renault Trafic

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Un mercato che regge grazie al noleggio

La stabilità registrata a febbraio è sostenuta soprattutto dal noleggio a breve termine, che nel mese ha mostrato una crescita significativa. Senza questo contributo il mercato avrebbe chiuso con una contrazione più marcata, pari al 3,5%.

Classifica furgoni più venduti febbraio 2026

Classifica furgoni più venduti febbraio 2026

Foto di: UNRAE

Analizzando la struttura delle vendite, gli enti e le società restano il principale canale con il 41,7% delle immatricolazioni. Crescono invece i privati, che raggiungono il 17,2% di quota, mentre le autoimmatricolazioni mostrano un’accelerazione arrivando al 10,5%. Il noleggio a lungo termine, al contrario, perde terreno e scende al 23,6%, penalizzato dalla flessione delle società captive e degli operatori principali del settore.

Guardando alle prospettive dell’anno, le previsioni indicano un mercato ancora leggermente in calo: nel 2026 si stimano circa 187.000 immatricolazioni complessive, in diminuzione dell’1,1% rispetto alle 189.000 unità registrate nel 2025.

Elettrici in frenata, diesel ancora dominante

Sul fronte delle alimentazioni continua a dominare il diesel, anche se la sua quota è in progressivo ridimensionamento. A febbraio i veicoli a gasolio rappresentano il 77,8% del mercato, quasi cinque punti in meno rispetto a un anno fa. Parallelamente crescono le motorizzazioni alternative: gli ibridi arrivano al 9,8% delle immatricolazioni, mentre i plug-in salgono al 2,4%.

Struttura mercato febbraio 2026

Struttura mercato febbraio 2026

Foto di: UNRAE

I veicoli elettrici puri si fermano invece al 2,7% del mercato. Il dato segna un leggero recupero rispetto a gennaio, ma risulta inferiore al 3,1% registrato nello stesso mese del 2025, segnale che l’effetto degli incentivi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica si è esaurito rapidamente.

Le reazioni di UNRAE

Secondo il presidente di UNRAE, Roberto Pietrantonio, per accelerare davvero la transizione energetica servono interventi più strutturali, come il rafforzamento delle infrastrutture di ricarica dedicate ai veicoli commerciali e un credito d’imposta del 50% per l’installazione di colonnine fast oltre 70 kW nel triennio 2026-2028.

Infografica UNRAE Febbraio 2026

Infografica UNRAE Febbraio 2026

Foto di: UNRAE

Sullo sfondo resta anche il dibattito europeo sulla revisione delle norme sulle emissioni di CO₂ e sulle nuove regole per il contenuto “Made in Europe” nei veicoli elettrici che accedono a incentivi pubblici, un tema su cui l’associazione esprime cautela per il rischio di possibili effetti negativi sulla competitività del settore.

Fotogallery: Mercato Furgoni 2026