Per l'auto storica italiana il 2026 è un anno speciale
L’Automotoclub Storico Italiano festeggia 60 anni a Roma tra istituzioni, appassionati e nuove iniziative
L'auto entra sempre più nel mondo delle istituzioni e viene riconosciuta come parte importante della nostra cultura. A Roma, nella Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca “Giovanni Spadolini” del Senato, è stata presentata la giornata che dà il via alle celebrazioni per i 60 anni dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI), l’associazione che riunisce chi ama e si occupa di auto e moto d’epoca.
All’incontro erano presenti rappresentanti del Parlamento e del settore auto, tra cui la Vice Presidente del Senato Licia Ronzulli, la Senatrice Elena Murelli, la Vice Presidente ASI Agnese Di Matteo e il Presidente ASI Alberto Scuro, a dimostrazione di quanto questo tema stia attirando sempre più attenzione.
Le celebrazioni andranno avanti nei prossimi mesi con diversi appuntamenti. Tra questi anche l’arrivo di un francobollo dedicato ai 60 anni dell’ASI, annunciato da Agnese Di Matteo come segno del valore riconosciuto a questo mondo.
Il programma si chiuderà a settembre a Misano con un grande evento dedicato alle auto e moto storiche, dove appassionati, collezionisti e operatori si ritroveranno per festeggiare insieme la loro storia.
L’idea di un patrimonio che unisce cultura e innovazione
Il titolo dell’iniziativa, “1926-2026: 60 anni di Automotoclub Storico Italiano, l’Italia e il valore del patrimonio culturale motoristico”, ha messo al centro il ruolo dei veicoli storici come elemento di continuità tra passato e futuro. Non si tratta soltanto di conservazione, ma di un patrimonio che racconta l’evoluzione industriale, sociale e culturale della mobilità in Italia.
Nel suo messaggio, la Senatrice Licia Ronzulli ha sottolineato proprio questo aspetto, evidenziando la capacità del Paese di trasformare la memoria in opportunità: “L’Italia crede nella propria continuità storica ed è capace di trasformare la memoria in futuro, ma anche di generare nuove opportunità, nuova occupazione e sviluppo a partire da ciò che è riuscita a preservare dall’oblio del tempo con passione e determinazione”.
I 60 anni di ASI presentati al Senato
Durante l’incontro è emerso anche il tema delle politiche europee legate alla mobilità e alla sostenibilità. La Senatrice Elena Murelli ha evidenziato il lavoro dell’Intergruppo Parlamentare per il Motorismo Storico, impegnato nel promuovere una posizione alternativa rispetto a determinate misure del Green Deal europeo, in particolare sul tema della circolazione dei veicoli storici.
Secondo Murelli, questi veicoli rappresentano una parte importante dell’identità industriale italiana: “Il nostro obiettivo è creare un’alternativa alla libera circolazione anche con l’uso dei bio-carburanti ma anche con azioni di tutela dei marchi storici”. Un approccio che punta a coniugare sostenibilità e salvaguardia della memoria produttiva del Paese, senza ridurre il valore culturale dei veicoli d’epoca.
Dalla collezione Bertone alla fruizione pubblica della storia
Un altro punto centrale della presentazione ha riguardato il lavoro di tutela e valorizzazione delle collezioni storiche. L’Onorevole Cristina Rossello ha ricordato il ruolo dell’ASI nel rendere accessibili al pubblico patrimoni unici come la collezione Bertone, riportata a Torino grazie all’impegno dell’associazione. Un’operazione che ha permesso di preservare non solo veicoli, ma anche archivi e documenti fondamentali per la storia del design e dell’ingegneria italiana.
Rossello ha sottolineato come questo tipo di attività rappresenti una forma di memoria condivisa: un patrimonio privato che diventa collettivo, fruibile e utile alla comprensione dell’evoluzione del settore automobilistico.
Il Presidente dell’ASI, Alberto Scuro, ha posto l’accento sulla necessità di superare le divisioni interne al settore per costruire una rete più solida e rappresentativa. “Il nostro intento è di superare i divisionismi che troppo spesso alimentano lo stesso settore e creare una rete di connessioni capace di rappresentare il motorismo storico come uno dei valori portanti del nostro Paese riconosciuto anche all’estero”, ha spiegato.
Scuro ha inoltre evidenziato come i sessant’anni di attività dell’associazione abbiano rappresentato un percorso continuo di valorizzazione non solo dei veicoli, ma anche delle competenze che li hanno resi possibili: carrozzieri, ingegneri, designer e imprese che hanno contribuito a costruire una parte fondamentale della storia industriale italiana.
Fotogallery: I 60 anni di ASI presentati al Senato
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