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E se la E-Car di Stellantis fosse la nuova Fiat Panda?

La fabbrica è la stessa della Pandina e le dimensioni saranno pressoché identiche

Fiat Pandina e-car Stellantis
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

E così Stellantis avrà la sua E-Car o, per dirla nel linguaggio della Commissione Europea, la sua Small Affordable Car. Un'auto piccola, economica ed elettrica. Verrà prodotta in Italia (una buona notizia per la nostra industria), nello specifico a Pomigliano d'Arco, dove attualmente nasce la Fiat Pandina (fu Fiat Panda) destinata a uscire di scena non prima del 2027.

Il mercato non resterà però orfano della Panda (o Pandina, resta da vedere quale nome verrà scelto). Qualche tempo fa Olivier Francois (numero uno di Fiat) aveva annunciato l'erede dell'attuale generazione, di fatto sul mercato dal 2012 e rinnovata nel corso degli anni con vari facelift e model year, da vendere a un prezzo di circa 15.000 euro. Quindi si, pare proprio che la prossima E-Car firmata Fiat sarà proprio la nuova Panda.

Tirare le somme 

Basta fare 1+1: Stellantis ha annunciato la sua E-Car arriverà nel 2028, quindi un anno dopo la fine della produzione dell'attuale Fiat Panda. E sarà prodotta proprio dove la bestseller italiana ha casa. In più il Gruppo ha detto che il prezzo sarà intorno ai 15.000 euro. Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova, diceva la regina del mistero Agatha Christie. 

Fiat Panda Pandina

Fiat Panda Pandina

Mancano conferme ufficiali, che potrebbero arrivare tra un paio di giorni in occasione dell'Investor Day di Stellantis, ma tutti gli indizi portano a questa conclusione. E hanno decisamente molto senso. Ecco perché.

In primis il nome: Fiat Panda (pardon Pandina) esiste dal 1980 e da allora ha accompagnato i modelli più economici della Casa. Un nome che a livello di immagine ha poco da invidiare a modelli come Golf, 911, Polo, Corolla. Conosciuto e riconosciuto da molti (tutti) fa parte della storia di Fiat e sappiamo bene come oggi molti costruttori europei, specialmente per rispondere all'avanzata cinese, si ancorino sempre più al proprio passato. Fiat in primis (la 500 ne è un altro esempio).

C'è poi la questione fabbrica: se tutto andrà come da programmi Pomigliano d'Arco terminerà di sfornare l'attuale Pandina verso il 2027 (o anche dopo, tutto naturalmente dipende dal mercato e dalle opportunità) e pensare di fermare completamente le linee di produzione non è fattibile. Un conto è farlo per aggiornarle così da permettere l'arrivo di un nuovo modello, un altro è uno stop a tempo indeterminato. Inoltre si stratta di un impianto specializzato in auto piccole e si tratterebbe quindi di una riconversione e non di un completo stravolgimento delle linee produttive.

Fiat Grande Panda Turbo 100

Fiat Grande Panda

Foto di: Fiat

Piccola è la Pandina piccola sarà la prossima E-Car. E se è vero che da regolamento europeo la lunghezza massima per rientrare nella nuova categoria, chiamata M1E, è di 4,2 metri i 3,68 dell'attuale generazione sono perfetti per ogni tipo di città. 

La Fiat Panda è per sempre

Tutti elementi che, ripetiamo, sono frutto di nostre intuizioni e idee e che devono ancora trovare conferme ufficiali. Certo, rimane viva l'ipotesi di una vita su un doppio binario: Fiat Pandina termica tenuta in vita anche oltre il 2027 e la sua controparte elettrica ad affiancarla per qualche tempo, per poi prenderne completamente il posto.

Il risultato nel lungo termine potrebbe quindi essere di avere una Fiat Panda (Pandina) solo elettrica, lasciando alla Grande Panda il compito di proporre anche powertrain elettrificati. Certo, tutto starà nella piattaforma scelta per la futura E-Car Stellantis. Leapmotor potrebbe fornire quella della T03 (il cui prezzo parte da 17.300 euro) oppure potrebbe essere scelta la Smart Car (multi energia) di Grande Panda, Citroen C3 e compagnia. 

Leapmotor T03

Leapmotor T03

Foto di: Leapmotor

Certo è che quello delle E-Car è un tema che ci troveremo a trattare sempre più spesso, nella speranza che possa essere davvero il modo per risollevare un'industria auto europea in crisi, alla ricerca di soluzioni per sopravvivere all'invasione di concorrenti cinesi e a regole europee che - ancora oggi - guardano all'elettrico come unica soluzione per il futuro.