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Ci eravamo sbagliati tutti a immaginare le E-Car. Per fortuna

Guardavamo alle kei car giapponesi, invece le E-Car europee esistono da tempo. Ed è una buona notizia

La E-Car europea, il render di Motor1.com
Foto di: Motor1.com

E così l'Europa avrà le sue E-Car o, per usare la terminologia ufficiale, le Small Affordable Cars. Piccole auto economiche. Una nuova categoria nata in quel della Commissione Europea per aiutare i costruttori europei a tornare competitivi.

Come saranno queste nuove auto? Fino a ieri tutti immaginavamo una sorta di copia/incolla delle kei car giapponesi: dimensioni e potenza estremamente ridotte, prezzi bassi e basse emissioni. Avevamo anche preparato un render di quella che sarebbe potuta essere l'idea di E-Car. Bene, ci eravamo sbagliati. Almeno in parte. Per fortuna, aggiungerei.

Dall'Europa, per l'Europa

A lungo discusse, infatti, ora le E-Car cominciano ad assumere una forma definitiva. Ed è quella di modelli che conosciamo già da anni: la nuova categoria denominata M1E infatti comprenderà tutte le vetture elettriche lunghe non più di 4,2 metri. In pratica, tutte le auto di segmento A e buona parte di quelle di segmento B attualmente in vendita, come Fiat Grande Panda, Opel Corsa, Renault 5, Peugeot 208 e - guardando a quello che arriverà nel 2026, Skoda Epiq e Volkswagen ID.Polo.

<p>Il nostro render di quella che pensavamo potesse essere la E-Car. Ci eravamo clamorosamente sbagliati</p>

Il nostro render di quella che pensavamo potesse essere l'idea di E-Car. Ci eravamo clamorosamente sbagliati

Foto di: Motor1.com

Col senno di poi non c'è da stupirsi: si tratta di modelli sui quali i costruttori europei hanno investito e investono molto e Bruxelles non poteva non tenere conto di questo fatto. Creare una nuova categoria da riempire con kei car all'europea sarebbe stato un clamoroso autogol. L'ennesimo segnato da parte di chi dirige la politica del Vecchio Continente. 

<p>Renault 5</p>

Renault 5

Foto di: Renault
<p>Volkswagen ID.Polo, la prova del prototipo</p>

Volkswagen ID.Polo, la prova del prototipo

Foto di: Volkswagen

Quindi sì, le E-Car (pardon, Small Affordable Cars) le avevamo già sotto il naso, non sapevamo però che fossero effettivamente loro. 

Numerosi brand si ritrovano quindi ad avere già un tesoretto in casa, senza dover correre ai ripari ripensando per l'ennesima volta lo sviluppo delle proprie gamme, rincorrendo una politica che troppo spesso si è dimostrata scollegata dalla realtà.

Perché le E-Car sono importanti

La vendita di queste auto permetterà ai costruttori di ottenere dei "supercrediti". In sostanza, le vendite delle E-Car potranno essere sovrastimate per il calcolo della CO2 (in particolare la loro vendita potrà contare per 1,3 volte) emessa dall'intera gamma di modelli immatricolati da ogni marchio.

<p>Fiat Grande Panda</p>

Fiat Grande Panda

Foto di: Fiat

Si tratta di un aspetto decisamente importante per tre motivi. Prima di tutto, la creazione di questa categoria spingerà sempre di più i brand a produrre vetture compatte, limitando la tendenza degli ultimi anni che ha visto tanti modelli ingrandirsi rispetto alle generazioni precedenti.

Un altro aspetto da sottolineare è il fatto che la vendita delle E-Car potrebbe compensare la CO2 emessa dalle vetture termiche - anche sportive - dando così la possibilità di mantenere in vita tante auto amate dagli appassionati. Infine, la presenza di questi "supercrediti" dovrebbe portare le Case a contenere il prezzo di listino delle auto, che potrebbe attestarsi tra i 15.000 e i 20.000 euro per gli allestimenti base.

Dettagli in arrivo

Per avere i dettagli precisi di questa nuova categoria bisognerà aspettare la pubblicazione delle modifiche al Regolamento Europeo 2018/858 che potrebbero arrivare nei prossimi mesi. Una volta concluso questo passaggio, bisognerà attendere l'approvazione del Parlamento Europeo. 

<p>Skoda Epiq</p>

Skoda Epiq

Foto Di: Skoda
<p>Opel Corsa</p>

Opel Corsa

In ogni caso, da Bruxelles dicono che questa nuova normativa resterà bloccata per 10 anni, dando così ai Costruttori un orizzonte temporale stabile per i piani industriali.

La creazione di un quadro chiaro su queste E-Car avrà poi un impatto indiretto anche sulla legislazione dei singoli Stati. Per esempio, potrebbero essere definiti dei sistemi d'incentivi o di agevolazioni fiscali specifiche, così come delle tariffe ridotte per i parcheggi o per l'accesso a determinate zone delle città più grandi. Non resta che attendere aggiornamenti al riguardo.