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Il piacere di guida si può misurare oggettivamente?

L’Università di Oxford e Polestar avviano una ricerca per analizzare dati biometrici e comportamento

Il piacere di guida si può misurare
Foto di: Motor1 Italia visual (AI-assisted)

Il piacere di guida può essere misurato scientificamente? Questa domanda è alla base del nuovo progetto avviato da Polestar insieme all’SDG Impact Lab dell’Università di Oxford per provare a trasformare in dati concreti le sensazioni provate al volante, analizzando reazioni fisiche e cognitive dei guidatori durante l’utilizzo di un'auto ad alte prestazioni del marchio svedese.

La ricerca coinvolgerà un team multidisciplinare unirà competenze di ingegneria e psicologia sperimentale per studiare le risposte fisiologiche, cognitive e comportamentali dei partecipanti durante la guida.

Attraverso l’analisi dell’attività cerebrale, dei dati biometrici e dei comportamenti osservati, il progetto punta a capire se entusiasmo e coinvolgimento alla guida possano essere osservati e quantificati in modo scientifico.

Oltre il rumore del motore

Secondo i promotori dello studio, la diffusione delle auto elettriche rende sempre meno centrali alcuni elementi storicamente associati al piacere di guida, come il rumore del motore termico. L’obiettivo è quindi individuare nuovi parametri legati all’esperienza complessiva al volante, in linea con una mobilità più sostenibile.

“Questo Progetto dimostra come la ricerca accademica possa generare un impatto concreto al di fuori dell’università”, ha detto Alexander Betts, Pro-Rettore e cofondatore dell’Oxford University Impact Lab.

La ricerca aiuterà lo sviluppo delle future Polestar

Lo studio è già in corso(terminerà a luglio 2026) e includerà una sessione di test dinamici sul circuito svedese di Gotland Ring prevista per giugno. I risultati verranno presentati nell’autunno del 2026 durante un evento dedicato all’Università di Oxford. Parallelamente, Polestar realizzerà anche una serie video in quattro episodi per raccontare il progetto e il lavoro svolto dai ricercatori.

Per il marchio svedese, controllato dal gruppo Volvo-Geely e specializzato in auto elettriche premium ad alte prestazioni, questa ricerca rappresenta un ulteriore passo nella definizione di una nuova idea di performance. Un approccio già visibile nella recente Polestar 5, Gran Turismo elettrica a quattro porte sviluppata sulla piattaforma Performance Architecture del marchio.

“Polestar ha già dimostrato di essere un punto di riferimento in termini di design e sostenibilità, ora è il momento di guidare anche l’evoluzione delle prestazioni”, ha spiegato Christian Samson, Head of Product Attributes di Polestar. Secondo il manager, i dati raccolti potranno essere utilizzati dagli ingegneri per affinare ulteriormente dinamica di guida e comportamento delle future vetture elettriche.

Fotogallery: Polestar 5 al Salone di Monaco 2025