Meno sicure e più economiche: per gli USA queste sono le Freedom Car
La proposta arriva dalla Casa Bianca: togliere l'obbligo degli ADAS dalle nuove auto, per tagliare i costi e salvare la privacy
L'amministrazione Trump porta nel dibattito americano un nuovo concetto destinato a far discutere: le "Freedom Car". Non si tratta di un nuovo modello di automobile, ma di una proposta legislativa presentata dal Segretario ai Trasporti Sean Duffy che punta a garantire ai consumatori la possibilità di acquistare e utilizzare veicoli privi di sistemi di assistenza alla guida e senza connettività wireless.
L'iniziativa rientra nel più ampio disegno di legge sui trasporti che il Congresso dovrà esaminare entro la scadenza dei finanziamenti federali prevista per il 30 settembre.
Sicurezza o risparmio?
La proposta vieterebbe ai governi federale, statali, provinciali e locali di imporre l'adozione di tecnologie di guida autonoma o di connettività obbligatoria sui veicoli. L'obiettivo dichiarato è preservare la libertà di scelta degli automobilisti, pur sostenendo parallelamente lo sviluppo delle auto a guida autonoma attraverso test più estesi e un quadro normativo dedicato.
La tecnologia auto negli USA viaggerebbe quindi su due binari paralleli: da una parte la necessità di avere modelli economici, senza software vari per gestire alcun tipo di aiuto alla guida né sistema per connettersi al mondo esterno. Modelli analogici vecchia scuola. Dall'altra l'amministrazione Trump punta ad ampliare i programmi di test per le auto a guida autonoma, rimuovendo i limiti federali alla loro diffusione e promuovendo nuovi quadri normativi progettati specificamente per i veicoli senza conducente.
Pro e contro
Da anni ci diciamo che le auto costano sempre di più non solo per colpa dell'inflazione, ma per via del sempre più nutrito numero di tecnologie presenti, rese obbligatorie da vari organismi nazionali. Pensate all'Europa: monitoraggio dell'attenzione del conducente, frenata automatica d'emergenza e via dicendo: tutti sistemi senza i quali un'auto nuona non può essere venduta nel Vecchio Continente.
Fosse europea la proposta delle Freedom Car porterebbe a una netta revisione della normativa, rendendo possibile la commercializzazione di modelli ben più sguarniti a livello tecnologico. Meno sicuri. Ma siamo sicuri che sarebbero anche meno costosi?
Secondo alcuni analisti rivedere le linee di produzione, eliminando componenti ormai perfettamente integrati all'interno di auto, potrebbe richiedere un esborso extra da parte dei costruttori, riversato poi sul consumatore finale. La soluzione però potrebbere essere ben più semplice di quanto si possa pensare e, per di più, esiste già: spegnere i sistemi senza eliminarli.
Tesla è stata la prima e a ruota in molte Case l'hanno seguita: montare tutto l'hardware necessario per gestire sistemi di guida assistita e vendere poi a parte i software. Un compromesso che potrebbe, nel caso in cui il progetto delle Freedom Cars dovesse andare in porto, salvare capra e cavoli ed evitare anche futuri problemi in caso di cambio di rotta parte della Casa Bianca. L'idea dell'attuale amministrazione statunitense infatti va in netto contrasto con l'Infrastructure Investment and Jobs Act voluto da Joe Biden nel 2021. Chi assicura i costruttori che tra 2, 3 o 4 anni la situazione non cambierà nuovamente, con il ritorno dell'obbligo di avere determinati sistemi di sicurezza a bordo?
Una proposta ancora al vaglio del Congresso
Le Freedom Car fanno parte di un pacchetto più ampio che comprende anche investimenti nella rete autostradale, modifiche ai programmi per il clima e altre misure sulla mobilità. Per il momento si tratta soltanto di una proposta: dovrà essere approvata dal Congresso prima di diventare legge. Il dibattito ruota intorno al difficile equilibrio tra innovazione tecnologica, tutela della privacy e libertà di scelta dei consumatori nel futuro della mobilità statunitense.
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