La prova della Nissan Skyline GT-R con cui è nato "Godzilla"
La GT-R R32 ha dato inizio al mito della Skyline moderna. Una jdm avanzata nella tecnologia di guida e con un 6 cilindri da paura
Se la Nissan Skyline è diventata il mito che è oggi tra tutti gli appassionati di tutto il mondo, è (anche) per merito suo. Certo, la generazione R34 apparsa nella saga di Fast & Furious ha dato un bel boost alla popolarità del mondo, ma il soprannome di "Godzilla" è stato affibbiato per la prima volta alla R32.
Lanciata nel 1989, la sua versione da corsa si "divorava" letteralmente gli avversari in pista, lasciandoli indietro di uno o due secondi al giro. Ed ecco spiegato perché i giornalisti nipponici dell'epoca la descrissero come il mitico lucertolone del cinema.
È il momento di ripercorrere la storia della GT-R R32, quindi, e di salire a bordo di una delle auto più iconiche della scena JDM.
Nissan Skyline GT-R R32 (1994), gli esterni
Per gli standard attuali, la Skyline GT-R R32 è una sportiva relativamente compatta: il modello di serie misura 4,54 m in lunghezza, 1,76 in larghezza e appena 1,34 in altezza.
Nissan Skyline GT-R R32 (1994)
La carrozzeria della Nissan è squadrata, con superfici tese e un'impostazione tipicamente anni '90. Niente forme esasperate o soluzioni decorative fini a sé stesse: la R32 ha un aspetto muscoloso e funzionale, che comunica immediatamente la sua vocazione sportiva.
Nissan Skyline GT-R R32 (1994), il tre quarti posteriore
Il dettaglio più riconoscibile è probabilmente al posteriore, dove troviamo gli iconici fanali sdoppiati circolari, diventati una firma stilistica ripresa anche dalle generazioni successive della GT-R.
Poi c'è l'alettone, altro simbolo del modello. Non è soltanto una questione estetica: è stato studiato per gestire i flussi d'aria, ridurre le turbolenze e limitare il sollevamento del retrotreno alle alte velocità.
Nissan Skyline GT-R R32 (1994), gli interni
Salendo a bordo si entra in un mondo molto diverso da quello delle sportive moderne. L'abitacolo è essenziale, con tanta plastica, pochi fronzoli e una disposizione dei comandi pensata soprattutto per chi guida. Non cerca di impressionare con materiali lussuosi o schermi giganteschi: qui l'obiettivo è mettersi al volante e partire.
Nissan Skyline GT-R R32 (1994), la plancia
I sedili a guscio presentano fianchetti pronunciati, pensati per contenere il corpo durante la guida più dinamica. Davanti al conducente, la strumentazione principale è raccolta in un quadro semplice e leggibile.
Al centro della plancia ci sono tre strumenti analogici ausiliari: indicatore della pressione del turbo, temperatura dell'olio motore e voltmetro. Informazioni importanti per tenere sotto controllo il funzionamento della meccanica, soprattutto quando si decide di sfruttare il potenziale del sei cilindri biturbo.
Non manca una soluzione sorprendentemente moderna per l'epoca: il climatizzatore automatico digitale, una rarità tra le vetture presentate tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 (l'esemplare in prova è del 1994, ultimo anno di produzione della R32). Interessante anche la disposizione dei comandi di fari e tergicristalli, azionabili attraverso interruttori al posto delle classiche leve, così da poterli utilizzare senza allontanare le mani dal volante.
Nissan Skyline GT-R R32: se ne cercassi una usata?
La Nissan Skyline GT-R R32 è una sportiva da cercare con attenzione sul mercato dell’usato. Il suo 2.6 sei cilindri in linea biturbo RB26DETT e la trazione integrale ne hanno fatto un’icona, ma prima dell’acquisto è importante valutare manutenzione, eventuali modifiche e passato del singolo esemplare.
Verificare la storia della vettura può aiutare a evitare brutte sorprese, soprattutto quando si tratta di un’auto importata. Con carVertical, attraverso targa o numero di telaio, è possibile consultare le informazioni documentate disponibili e cercare eventuali riscontri su chilometraggio, danni e precedenti registrazioni.
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Nissan Skyline GT-R R32 (1994), la guida
La parte più interessante arriva quando si gira la chiave e prende vita il leggendario RB26DETT, un sei cilindri in linea da 2,6 litri sovralimentato da due turbocompressori. Nissan dichiarava 280 CV e 353 Nm, anche nel contesto del cosiddetto gentlemen's agreement tra costruttori giapponesi sulla potenza ufficiale delle sportive. Il propulsore, inoltre, è noto per l'elevato potenziale di elaborazione: con interventi adeguati si possono raggiungere circa 500 CV, mentre le preparazioni più estreme superano ampiamente i 1.000 CV.
Nissan Skyline GT-R R32 (1994), il 2.6 RB26DETT
I due turbocompressori lavorano in parallelo, ognuno al servizio di tre cilindri. La scelta privilegia l'erogazione agli alti regimi, una caratteristica pensata anche in funzione dell'impiego in pista. Sotto i 3.500-4.000 giri il motore può sembrare relativamente pigro, complice il turbo lag; poi la spinta cresce con decisione e accompagna il guidatore fino a circa 8.000 giri. Il risultato è un'accelerazione coinvolgente, con uno 0-100 km/h in circa 5 secondi e una massa intorno ai 1.400 kg.
Nissan Skyline GT-R R32 (1994), la prova di Motor1.com
La trasmissione manuale a cinque rapporti contribuisce in modo decisivo all'esperienza. La leva ha una consistenza meccanica, gli innesti sono precisi e ogni cambiata richiede un gesto vero, senza filtri. Il sound del sei cilindri accompagna la progressione, trasformando l'accelerazione in qualcosa da ascoltare oltre che da sentire. E, a tal proposito, a ogni cambiata - quando si solleva il piede dall'acceleratore - si avverte nitidamente il fischio dei turbo, la firma sonora più riconoscibile delle jdm di quest'epoca.
La R32 è a trazione posteriore nell'impostazione, ma il sistema ATTESA può trasferire coppia anche all'avantreno, trasformandola in una vettura a trazione integrale quando serve più aderenza. A renderne visibile il funzionamento c'è un indicatore sul quadro strumenti: a zero la spinta è tutta dietro, mentre il valore 50 corrisponde a una ripartizione paritaria tra i due assi.
Nissan Skyline GT-R R32 (1994), la prova di Motor1.com
A completare il pacchetto ci sono le ruote posteriori sterzanti azionate da un sistema idraulico, capaci di ruotare fino a un grado nella stessa direzione di quelle anteriori. Non è tantissimo, ma è comunque una soluzione che contribuisce ad aumentare l'agilità nei cambi di direzione e rende la Skyline molto reattiva.
Guidata sui tornanti della Valtellina, poi, la sensazione è effettivamente quella di trovarsi nelle zone montuose nei dintorni di Tokyo, là dove - probabilmente - la Skyline è stata messa a punto dai tecnici nipponici. E su queste strade la Nissan è decisamente a suo agio, dimostrando una reattività esaltante e un coinvolgimento al volante da vera sportiva analogica.
Non tutto, però, è perfetto: l'impianto frenante di serie richiede un po' di adattamento. Il morso iniziale delle pinze non è particolarmente deciso e, nelle frenate più impegnative, bisogna premere con convinzione sul pedale.
Al netto di tutto, comunque, la Skyline restituisce una connessione diretta tra pilota e macchina, fatta di sensazioni vere, genuine e senza alcun tipo di filtro, con la tecnologia che qui non è mai fine a se stessa, ma valorizza ulteriormente l'esperienza di guida. E tutto ciò spiega perché Godzilla continui a essere un mito.
Fotogallery: Nissan Skyline GT-R R32 (1994), la prova di Motor1.com
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