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Suzuki Swift (2025) , perché comprarla e perché no

Facile alla guida e con un prezzo competitivo, la Swift è il simbolo di una semplificazione apprezzabile.

Suzuki Swift (2025), perché comprarla e perché no
14:18
Foto di: Motor1 Italy

In un'epoca di grandi sofisticazioni – anche tecnologiche - la Suzuki Swift è un'auto che bada al sodo da quando è nata. Sono infatti 20 anni che la piccola giapponese si evolve, e oggi, con la settima generazione e il motore 1.2 mild hybrid, continua a essere razionale, tecnologica il giusto, a un prezzo competitivo.

Dunque vediamo insieme perché comprarla e perché no.

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Dimensioni | Interni | Guida | Consumi | Prezzi

Pregi e difetti

Verdetto

7.5 / 10
Ci piace Non ci piace
Facilità di guida Soglia di carico pronunciata e distante 
Prezzo competitivo Manca piastra wireless 
Spazio a bordo ampio relativamente alle dimensioni   Assenza di tasche dietro i sedili 

La Suzuki Swift non è una sorpresa. Negli anni ha percorso una strada evolutiva che conferma i suoi punti forti e le sue caratteristiche. È un'auto piacevole e semplice da guidare, nel senso più positivo del termine. Fluidità di marcia, reattività tra le curve, svolte immediate anche strette la rendono una perfetta tuttofare su dimensioni racchiuse. Il prezzo a cui bisogna sottostare è una qualche mancanza a livello di dotazioni, tecnologiche ma non solo.

Suzuki Swift (2024)

Suzuki Swift, perché comprarla e perché no

Dimensioni, bagagliaio e spazio

Dimensioni compatte che si mantengono ben al di sotto della soglia dei 4 metri, con anche una larghezza contenuta, poggiano su un vestito contrapposto tra elementi di spicco e linee aerodinamiche. La Swift è infatti lunga 3 metri e 86 per poco più di uno e settanta di larghezza e poco meno di uno e 50 di altezza.

All'anteriore la calandra sporge in maniera evidente, mentre ai lati sono presenti i proiettori con firma ottica a Led per le luci diurne ma anche a incandescenza per gli indicatori di direzione. Sotto all'altezza del paraurti, due sagomature per convogliare meglio i flussi.

Il cofano poggia a palpebra sul passaruota che apre a una fiancata pulita, con solo una linea di cintura marcata e una zona superiore dove la linea del tetto scende fino al posteriore. Alcune tolleranze negli assemblaggi sono però marcate, soprattutto lato cofano e lunotto, che è piccolo e raccolto sopra un paraurti bombato e un gruppo ottico posteriore riprogettato. Cerchi da 16 riempiono comunque la zona dei passaruota.

Suzuki Swift (2024)

Suzuki Swift: la configurazione del bagagliaio anche con sedili abbattuti

Lo spazio è buono per quattro, non di più viste le dimensioni. Il bagagliaio ha una capacità sufficiente anche se non è il migliore della categoria, ha forme regolari, ma con qualche riserva...

La soglia di carico è abbastanza lontana e il gradino molto profondo. D'altro canto, per trovare spazio serve cercarlo se non in lunghezza, quantomeno in profondità. Lo spazio è abbastanza regolare con degli svasi alle estremità. La cappelliera è amovibile ma non c'è posto per riporla. I sedili si abbattono in configurazione 40:60. Presente luce alogena e gancio, ma non anelli.

L'ingresso a bordo è agile e comodo. Spazio per la testa ce n'è in abbondanza, così come per le ginocchia e i piedi, anche per la configurazione dei sedili. Spazio per un quinto in realtà c'è ma questo implica dei sacrifici soprattutto per l'altezza delle ginocchia. Non c'è un bracciolo centrale così come non sono presenti bocchette d'areazione, ma in compenso una presa USB.

Le misure

 

Fuori

 

Lunghezza

3,86 metri

Larghezza

1,73 metri

Altezza

1,48 metri

Passo

2,45 metri

Dentro

 

Bagagliaio

265 / 589 litri

Plancia e comandi

L'abitacolo è coerente con quanto detto finora. Razionale sì, ma ora è più articolato nei volumi, soprattutto nella plancia. I materiali plastici sono rigidi ma l'organizzazione ergonomica è funzionale.

Rispetto alla precedente generazione il passo in avanti è chiaro. Al posto di uno schermo integrato ora c'è uno poggiato sì, ma più grande. La plancia è più articolata e pur mantenendo materiali plastici, non pregiati, la lavorazione migliora la qualità percepita a bordo. La trama a rombi in negativo è un esempio. Al centro c'è il sistema di climatizzazione con tasti fisici, una zona dove riporre lo smartphone, ma senza carica a induzione, due prese USB C e USB. Zona svuota tasche in contingenza con la leva del cambio.

Il cassetto portaoggetti è molto profondo ma sia lui che le tasche interno porta non hanno rivestimenti per contenere oggetti. La regolazione dei sedili, ben imbottiti, è a leva. Questi però, sono dotati di riscaldamento. Manca un bracciolo. Avrebbe fatto comodo, anche come pozzetto ulteriore.

Suzuki Swift (2024)

Suzuki Swift: la plancia con il sistema infotainment

Il display da 9 pollici di diagonale, orientato verso il guidatore, ha un firmware veloce e immediato. Rallentamenti non sono stati ravvisati nel passaggio tra un menu e l'altro. Si gestiscono navigazione, sistemi di aiuto alla guida - anche se un po' arzigogolato - gestione dei flussi di guida e consumi in tempo reale - questi molto utili. A livello infotainment presente Radio FM. Si può connettere però Android Auto e Apple CarPlay. Tutto si gestisce con tasti touch affogati nello screen. Comodi a livello responsivo, meno a livello ergonomico. Su tutti, il volume. Un rotore sarebbe stato più comodo.

Davanti il posto di guida, il sistema è analogico: giri motore, velocità, livello olio e benzina, tutto come un tempo. C'è un piccolo monitor dove si possono valutare elementi di gestione della vita a bordo.

I tasti – tanti – sulle razze del volante permettono di gestire infotainment (comodo quello per silenziare) e gli aiuti alla guida. Un po' disordinati nella loro disposizione, anche per quel satellite subito dietro.

Come va e quanto consuma

Parola d'ordine: sfruttabilità. La Suzuki Swift su strada è un prodotto immediato e semplice da usare. Sotto il cofano il motore 1.2 aspirato da 83 CV è uno degli elementi chiave.

Ha un cilindro in meno rispetto al passato, ma ha un buon brio, una progressione costante e un allungo che arriva a poco più di 5000 giri. E poi si apprezza la sua ottima elasticità data dalla sua natura aspirata, abbinata anche alla rapportatura del cambio.

Certo, non ha prestazioni assolute, lo 0-100 si copre in 11 secondi circa, ma non è il suo mestiere. E a questo, va aggiunta anche la praticamente assenza di vibrazioni, cosa non così scontata per un 3 cilindri.

Suzuki Swift (2024)

Suzuki Swift: come va su strada

Immediatezza dicevo, e si percepisce dalla taratura di diversi elementi: il primo, la frizione morbida, leggera, con un punto di stacco molto in alto, voluto. Anche perché la pedaliera è in basso e con la regolazione della seduta, non si ha quell'effetto di sollevamento della gamba troppo accentuato.

Altro elemento: il cambio con innesti a corsa corta per cambiate fluide anche nel quotidiano. Una prima e una seconda un po' più lunghe per usarle senza troppi strattoni nel traffico, così come la quinta, per quando si va fuori. Però questo, sulla ripresa, un pochino impatta.

Ha un volante con un certo peso, ma lo sterzo è progressivo con un punto morto centrale evidente. Il motivo? È legato anche al peso: poco più di 900 chili a secco. Questo la rende agile e reattiva in inserimento di curva, con un anteriore veloce e un posteriore a ponte torcente che segue, ottimizzato anche da una taratura delle sospensioni tendente al rigido.

Suzuki Swift (2024)

Suzuki Swift, come va su strada

Suzuki Swift (2024)

Suzuki Swift, il propulsore

Per non renderla troppo reattiva e troppo nervosa, soprattutto a velocità autostradali quindi, si è pensato a un comando volante che filtrasse certi movimenti. Il risultato è un'auto con un giusto equilibrio tra divertimento tra le curve extraurbane e facilità e immediatezza nel quotidiano, tanto più che il diametro di sterzata è comunque di poco inferiore ai 10 metri. Questo significa svolte anche molto strette in città in piena facilità.

Per quanto detto è scomoda? No. Gli pneumatici da 16 con questa spalla assorbono piuttosto bene buche e sconnessioni. La frenata è buona negli spazi, anche se avrei preferito un po' più di mordente sul pedale, e invece, quella sensazione di leggerezza nella prima fase di attacco è evidente.

Visibilità ottima sia davanti che di lato. Anche dietro, tutto sommato si vede bene, ma in più ci sono anche telecamere e sensori per le manovre.

Insonorizzazione? Buona ma fino a circa 110 km/h, a quel punto, i fruscii dai montanti si avvertono.

In città abbiamo percorso 20,5 km con un litro di benzina. In autostrada a velocità di codice si sta sui 17 mentre in extraurbano si toccano i 22,5. Il tutto per una media di circa 20 km al litro che corrispondono a 5 litri ogni 100 km.

Suzuki Swift (2024)

Suzuki Swift, la prova su strada

Versione provata

 

Motore

1.2 mild hybrid aspirato

Potenza

83 CV

Coppia

111 Nm

Cambio

Manuale a 5 marce

Trazione

anteriore

Prezzi e concorrenti

La Swift in versione Waku ha un prezzo base chiavi in mano di 20.900 euro. Il modello in prova, 1.2 Top costa 22.500 euro. Si può arrivare fino anche al top di gamma con allestimento sempre Top, ma 4 ruote motrici, che raggiunge quota 24.500 euro 

Di City car sotto la soglia o interno ai 4 metri, con un prezzo confrontabile, ce ne sono diverse, pur con caratteristiche tecniche proprie. La prima se valutiamo i mild hybrid  è la Grande Panda,  Valutate anche la cugina, la Citroen C3, anche se si sforano di poco i 4 metri. E.  questo punto inseriamo anche la Pandina considerando il prezzo. Più piccolina, sempre lato Stellantis ci sono, con attitudini diverse, la pandina o la 500 ibrida, 20 cm in meno, prezzo paragonabile.  A Oriente guardate la Hyundai i10, benzina o gpl  
 
Dal giappone, a questo punto, potete guardare a un full hybrid come quello della Yaris. 3.90 circa di lunghezza.  Alternative elettriche confrontabili? Direi la Renault 5 visto che la base parte da poco più di 24mila euro, o a seconda dell’allestimento,  La Leapmotor T03, la Inster o la Byd Dolphin.

Suzuki Swift 4x4 (2024)

Suzuki Swift, dettaglio posteriore

Foto di: Motor1.com

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