BMW M2, essenza Motorsport

Non capita tutti i giorni di poter guidare un'auto che sa regalare emozioni da vera sportiva. La BMW M2 è così: aggressiva, precisa, efficace, veloce, mostruosa. E riassumendo in una sola parola: perversa. In un'epoca di aumento di pesi e dimensioni, la M2 rimane compatta ma superpotente, e promette prestazioni da brivido, nel solco della tradizione di scuola BMW Motorsport. Vediamo come va nella prima prova su strada.


Com'è


La BMW M2 si fa guardare anche da ferma. E' lunga come le grandi berline di una volta, 4,62 m, ma mantiene una certa compattezza, guadagnando rispetto alla precedente Serie 1 M Coupé qualche millimetro di carreggiata, 55 davanti e 80 dietro. Le linee sono più morbide, ma nel doppio rene davanti c'è traccia del design dei cerchi, enormi e fucinati da 19" con gomme racing Michelin diverse tra anteriori (245/35) e posteriore (265/35) e pinze blu Compaund M in bella evidenza. Un'occhiata anche dentro: cuciture Motorsport, sedili sportivi, su pannelli porta e freno a mano. Un po' meno cura dei dettagli rispetto ad altre M, soprattutto per quel che riguarda i materiali: come dire che qui la parola d'ordine è soprattutto il piacere di guida.


Come va


Già sulla strada normale, tenere a bada la M2 non è semplicissimo: è da esperti, e può aiutare l'elettronica, con i settaggi Comfort, Sport e Sport Plus e il controllo di stabilità disinseribile totalmente o parzialmente. Non si pu&ograve...