Incidente al volante: il trauma toracico
In caso di sinistro, fra le più frequenti lesioni al corpo c’è proprio quella al busto
LESIONI LETALI
La mortalità avviene immediatamente dopo l’evento traumatico per lesioni massive che non lasciano spazio a possibilità di trattamento, ricorda l’esperto: “È questo il caso di lesioni cerebro-spinali, cardiache o dell’aorta. L’unica possibilità di limitarle sta nella prevenzione con misure legislative e nella progettazione della viabilità e dei veicoli. Un secondo picco di mortalità si evidenzia nelle prime quattro ore. Le cause di morte più frequenti in questa fascia sono l’emopneumotorace, gli ematomi extra o subdurali, le fratture pelviche o delle ossa lunghe e i traumi addominali. La mortalità in questa fascia dipende ampiamente dalla tempestività e dalla qualità dei soccorsi”.INTERVENTO RAPIDO
Si è affermato dunque il concetto di “golden hour”. L’organizzazione territoriale dei soccorsi, la standardizzazione dei trattamenti e la capillare formazione degli operatori del soccorso possono fare molto per ridurre questo carico di mortalità. Infine, Ferrara, “un terzo picco di mortalità si registra per le >conseguenze del trauma tra una e 4 settimane dallo stesso, ma si ritiene che anche questo picco possa essere ridotto con un efficace e corretto trattamento precoce del trauma”. Circa il 60% dei pazienti con trauma toracico maggiore muore in pochi minuti o prima di raggiungere un ospedale. Nella maggioranza di questi casi si tratta di lesioni cardiache e vascolari massive. Dei pazienti che raggiungono l’ospedale, muore circa il 4-8% se è coinvolta la sola parete toracica, il 10-15% se è coinvolto un altro organo e fino al 35% se sono coinvolti due o più organi.QUALCHE DETTAGLIO MEDICO
In fase di valutazione una lesione toracica, deve essere considerata multicavitaria fino a prova contraria. Non esiste infatti una struttura anatomica che separa il torace dal collo allo stretto superiore, che si estende dalla cartilagine cricoidea fino al giugulo. Inferiormente, illustra Ferrara, “il diaframma ha inserzione dall’ottava vertebra toracica alla prima lombare, ma con l’inspirazione la cupola può risalire fino a livello della proiezione della quinta vertebra toracica. Per questo motivo una lesione situata tra l’ombelico e il capezzolo (4° spazio intercostale) anteriormente, o il margine inferiore della scapola posteriormente, interessa potenzialmente il torace e l’addome”. Le cavità pleuriche possono accogliere imponenti quantità di sangue o versamento (quando si osserva solo l’obliterazione del seno costofrenico sono già presenti dai 350 ai 500 ml), e le emorragie possono progredire rapidamente a shock emorragico. Al contrario, nel pericardio sono sufficienti 100-200 ml che si raccolgano acutamente per causare ostacolato ritorno venoso al cuore (tamponamento cardiaco).LA CINTURA E' SACRA
I traumi toracici possono essere da lesione penetrante, chiusi o combinati e possono portare effetti sia sulla funzione respiratoria che circolatoria ed emodinamica. I traumi chiusi possono avvenire per impatto diretto (la cui entità è regolata dalla nota relazione Forza = Massa x Accelerazione) o per impatto indiretto (lesioni da scoppio in acqua), o ancora possono determinare per effetto di brusche accelerazioni e decelerazioni, possibili lesioni da torsione o rotazione. L’airbag frontale - mette in guardia l’esperto - è una protezione che funziona all’84% solo se sono inserte le cinture di sicurezza. In caso contrario la protezione è minimale, se non addirittura lesiva, per maggiore contiguità del torace al punto di esplosione dell’airbag. In molti casi l’airbag che esplode in assenza di urto, per manomissione o violenta concussione sul clacson può determinare trauma facciale.[Da “ Manuale di Fisiologia Clinica alla guida”, Piccin Ed. 2013, coordinato da Aldo Ferrara Cap. II I traumi toracici, di Contardo Vergani, Giancarlo Roviaro]
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