Vai al contenuto principale

Calo e poi (leggera) crescita: le previsioni sul futuro dell'auto

L'analisi di AlixPartners descrive un settore sempre più regionale e dominato dall'intelligenza artificiale.

Stabilimento auto

L'industria automobilistica mondiale sta entrando in una nuova fase, caratterizzata da mercati sempre più separati tra loro, catene di fornitura regionali e strategie differenti a seconda dell'area geografica. È questo il quadro delineato dall'ultimo Global Automotive Outlook di AlixPartners, società internazionale di consulenza, secondo cui i costruttori dovranno affrontare contemporaneamente il rallentamento delle vendite, la crescente influenza dei marchi cinesi e una nuova rivoluzione tecnologica destinata a trasformare le automobili da veicoli definiti dal software a modelli sempre più basati sull'intelligenza artificiale.

Le previsioni

Secondo lo studio, il 2026 sarà un anno complesso per il settore. La domanda di auto nuove è attesa in calo nei principali mercati mondiali, compresi Stati Uniti e Cina, mentre in Europa le vendite dovrebbero rimanere sostanzialmente stagnanti. Anche il mercato cinese, pur mostrando segnali di graduale ripresa nei volumi, continuerà a essere caratterizzato da una concorrenza molto intensa che spingerà i costruttori locali a espandersi sempre più all'estero. Per le Case automobilistiche occidentali, invece, la Cina rischia di perdere il ruolo di principale fonte di profitti, rendendo necessario rafforzare la competitività nei mercati domestici.

<p>Geely E2, l'auto più venduta in Cina</p>

Geely E2, l'auto più venduta in Cina

Foto di: Geely

"L'automotive per il secondo anno di fila è l'industria più disrupted, soggetta a turbolenze e forze trasformative legate anche a cambiamenti della competizione, della geopolitica e della domanda"

ha commentato Dario Duse, Emea Leader Automotive & Industrial, Italy Country Leader di AlixPartners.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda proprio l'espansione dei marchi cinesi. AlixPartners prevede che nel 2026 le esportazioni raggiungeranno quasi 10 milioni di veicoli, rispetto ai 7,1 milioni del 2025. L'obiettivo, tuttavia, non sarà limitato all'export: nel medio termine le aziende cinesi punteranno sempre più alla produzione locale attraverso joint venture, accordi di licenza e collaborazioni industriali. In Europa questa strategia potrebbe tradursi in una crescita significativa della loro presenza, con una quota di mercato destinata a raggiungere il 17% entro il 2031, sostenuta soprattutto dall'espansione in Paesi come Germania e Francia.

Sempre secondo Duse le vendite auto

Nel 2026 vanno verso una contrazione anno su anno del 4% a 88,1 milioni (da 91,5 milioni nel 2025) con il Nord America in discesa del 3% e la Cina del 10%. È attesa poi una graduale, ma limitata (+2%), crescita a 94,8 milioni al 2030

Dal software all'AI

Lo studio evidenzia inoltre come il settore stia entrando in una nuova fase tecnologica. Dopo l'affermazione delle software-defined vehicle, cioè automobili in cui molte funzioni sono gestite dal software, il prossimo passo sarà rappresentato dalle AI-defined vehicle. In questo scenario, l'intelligenza artificiale avrà un ruolo sempre più centrale nello sviluppo dei veicoli, consentendo sistemi capaci di apprendere, ottimizzare il proprio funzionamento e diagnosticare autonomamente eventuali anomalie. Questa evoluzione, però, richiederà una quantità crescente di semiconduttori, proprio mentre i grandi data center dedicati all'intelligenza artificiale assorbiranno una parte sempre maggiore della produzione mondiale di chip.

Il video di presentazione di Nvidia Cosmos, piattaforma in grado di generare video di ambienti virtuali, per aiutare gli sviluppatori a creare veicoli a guida autonoma.

Per affrontare questa trasformazione, AlixPartners ritiene che le Case automobilistiche dovranno investire non solo nello sviluppo di nuove tecnologie, ma anche in partnership strategiche con aziende del settore elettronico e informatico. Parallelamente, molte imprese potrebbero accelerare la diversificazione verso attività come i sistemi di accumulo per l'energia, l'automazione industriale e il comparto della difesa, nel tentativo di creare nuove opportunità di crescita in un contesto che si preannuncia sempre più competitivo e frammentato.