Pratica come (e di più) la Tipo da cui deriva, robusta e affidabile, per molti è l’auto aziendale negli anni Novanta

Stando ai luoghi comuni, l’affidabilità non sarebbe tra i pregi delle auto italiane, specialmente di quelle anni Ottanta e Novanta, anzi. Una fama conquistata evidentemente sul campo, ma ciò non significa che non ci possa essere qualche eccezione. Una di queste è la Fiat Tempra, il cui nome è quanto mai azzeccato: la tempra, in siderurgia, è il trattamento di brusco raffreddamento cui vengono sottoposti i metalli dopo la lavorazione ad alta temperatura, al fine di consolidarne le caratteristiche. E la Tempra è davvero una macchina temprata per durare nel tempo, come dimostra il basso indice di guasti segnalato dai clienti nel corso della sua carriera e, non di meno, dalle recensioni che tuttora si trovano sull’usato. Sorella maggiore della Tipo (e “cugina” di Alfa Romeo 155 e Lancia Dedra), ne ripropone lo schema meccanico, sebbene “spalmato” su una carrozzeria a tre volumi, o station wagon. Ecco la sua storia, di buon successo: oltre 1.000.000 esemplari prodotti fra il 1990 e il 1997.

Giù la sponda, su tutto

Per capire lo spirito della Tempra, vale la pena partire da un particolare di cui artigiani, padri di famiglia e sportivi si sono innamorati a prima vista: al bagagliaio della station wagon si accede grazie a una doppia apertura, il classico portellone e la sponda ribaltabile, che non solo abbassa la soglia di carico, ma la appiattisce completamente. Le belle notizie non finiscono qui, per chi deve caricare tanto e di tutto, perché il volume a disposizione è davvero tanto e ben sfruttabile, grazie al lunotto praticamente verticale. I numeri dicono circa 550 litri, 1.600 a sedili posteriori abbattuti. Capacità che scende (non di molto) a circa 500 per la 3 volumi, la quale a sua volta può avere i sedili posteriori abbattibili. Spaziosa, la Tempra lo è anche per i passeggeri: come sulla Tipo, dietro ci sono cm in abbondanza per testa, spalle, piedi e ginocchia. Quanto basta per farne una dei veicoli preferiti da artigiani e famiglie, ma anche sportivi con necessità di traporto di attrezzature ingombranti. 

Family feeling e aerodinamica

La base meccanica è quella della Tipo, ma il design, quanto meno davanti, ricorda più la Uno. Quanto alla coda della 3 volumi, alta e massiccia, non è apprezzata da tutti e, di sicuro, toglie un po’ di visibilità, ma è anche uno dei segreti dell’ottima penetrazione aerodinamica della Tempra: il Cx è di 0,297, valore di assoluto rispetto per l’epoca, che consente punte velocistiche relativamente buone, in rapporto alla potenza, al pari delle percorrenze chilometriche. La 1.6 benzina da 75 CV (con iniezione single point, sostituito poi dal 1.600 multipoint da 90 CV) fa registrare 11,6 km/l a 130 km/h costanti e supera i 175 di velocità massima. La parte del leone, soprattutto fra i professionisti e le aziende per i propri dipendenti, la fa però il diesel 1.9, in versione aspirata e turbo: 65 CV per il primo e 82 (poi 92) per il secondo. I tempi dei diesel “sprint” devono ancora iniziare… Altri motori disponibili sulla Tempra sono il 1.400 e il 1.600, entrambi disponibili, almeno inizialmente, sia a carburatore sia a iniezione. Ci sono un 1.8 da 110 CV e un 2.0, declinato in tre versioni: iniezione meccanica (97 CV), iniezione elettronica (113 CV) e iniezione elettronica e 16 valvole (125 CV). Il top di gamma è rappresentato invece dal 2.0 turbo da 165 CV. Non manca una versione a trazione integrale, con motore 2 litri benzina e carrozzeria station wagon. 

Un restyling verso la modernità

Nel 1994 la Tempra viene migliorata, con un occhio alla sicurezza: viene introdotta la versione HSD (High Safety Drive), che di serie offre  l'HSD (High Safety Drive) ABS a quattro canali, airbag lato guida, pretensionatori per le cinture di sicurezza anteriori, correttore dell'assetto dei fari. Su tutte le versioni il volante viene modificato per poter ospitare l’airbag. Come sulla Tipo, uno degli elementi distintivi della Tempra, nell’abitacolo, è la strumentazione digitale, che però nel corso della carriera viene lentamente abbandonata, sulla base proprio delle preferenze dei clienti. A proposito di accessori, la lista da cui attingere è piuttosto lunga fin dall’inizio. Tra le altre cose si possono avere gli alzacristalli elettrici posteriori, i fari fendinebbia, il computer di bordo e l’ABS, sulle ruote anteriori per le meno potenti e su tutte e 4 per 1.8, 2.0 e 1.9 TD.

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