Il nuovo sistema rileva, oltre alla velocità media, anche le caratteristiche fisiche del veicolo. Ecco tutto quello che c’è da sapere

Appena in tempo per l’esodo estivo, su alcune tratte autostradali è stato riacceso oggi il sistema che calcola la velocità media dei veicoli in transito. Un sistema noto fino a oggi come Tutor ma che adesso prende il nome di SICVe PM. Il cambiamento, come sapete, è legato alla causa intentata da un’azienda toscana per violazione del brevetto. Questioni di relativo interesse per gli automobilisti, molto più curiosi di sapere come funziona il nuovo sistema. Ecco tutti i dettagli.

La media è ciò che conta

Come il Tutor, anche il SICVe-PM perdona un momentaneo superamento della velocità consentita, ma è implacabile se l’automobilista corre troppo per un tratto di strada prolungato, ovvero di minimo 20 km.

Due rilevamenti dai quali non si scappa

Come si calcola la velocità media? Tutti i veicoli vengono registrati da telecamere montate sulle “porte” (gli archi metallici che passano sopra la carreggiata e che già ospitavano il Tutor): una volta in entrata e una volta in uscita. La distanza percorsa divisa per il tempo impiegato a percorrerla fornisce il dato della velocità media, che non deve essere superiore al limite autostradale prescritto per quel tratto (quindi non per forza 130 km/h), scarto incluso.

SICVe-PM, come funzionano i nuovi Tutor

Una tecnologia a prova di errore

La metodologia di funzionamento del SICVe-PM riduce praticamente a zero la possibilità di confondere due veicoli in transito, perché il riconoscimento esatto della loro targa e di altre caratteristiche fisiche del veicolo (sotto il dettaglio) su ciascuna delle unità periferiche, in un determinato tratto stradale/autostradale e in un arco temporale circoscritto - senza la necessità di identificarli univocamente attraverso la targa - mette al riparo da sorprese.

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Differenze con il Tutor

Il Tutor si basava sul riconoscimento della targa dei veicoli in transito nella tratta monitorata. La nuova tecnologia - PlateMatching - determina se un veicolo rilevato dalle due unità periferiche (in ingresso e in uscita) è in sospetta infrazione, senza però identificarlo in quanto il sistema non utilizza tecniche di riconoscimento automatico delle targhe. Questo procedimento, fondamentale per inviare il verbale, avviene successivamente a livello centrale, una volta che le unità periferiche hanno inviato i dati.

Vantaggi del nuovo sistema

Per qualcuno potrebbe essere uno svantaggio ma, per la sicurezza di tutti, un sistema di rilevamento delle infrazioni più preciso è un passo avanti oggettivo. Con il SICVe-PM non verrà ripresa solo la targa ma saranno registrate, per esempio, anche eventuali scritte sui mezzi, adesivi, dispositivi luminosi posteriori, etc.. Queste caratteristiche fisiche vengono successivamente “incrociate” con le immagini registrate in uscita, aumentando in modo esponenziale l’efficacia del sistema.

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