I fari sono uno degli elementi più importanti di un’auto non solo se si parla di look e design. Per quanto banale possa sembrare, i fari non devono essere belli da vedere, ma anche funzionali per segnalare la posizione dell’auto in ogni condizione.

Nonostante si siano costantemente evoluti negli anni, quindi, il loro ruolo non è cambiato. Così come le leggi, che è necessario conoscere per non avere problemi con le forze dell’ordine e per viaggiare in sicurezza.

Le differenze tra le varie luci

Segnalare la propria presenza sulla strada è fondamentale per migliorare la sicurezza e ridurre gli incidenti. Non si tratta solo di una questione di buon senso, ma come detto è anche un obbligo di legge. Esistono tre tipi di luci su un’auto:

  • Luci di posizione: di solito poco luminose e caratterizzate da una grafica LED nelle auto più recenti;
  • Fari anabbaglianti: possono essere alogene, a LED, allo xeno o Matrix LED e permettono di illuminare una buona porzione di strada;
  • Fari abbaglianti: sono le luci più luminose in assoluto e vanno utilizzate solo quando non ci sono altri veicoli di fronte sulla stessa corsia e/o in quella opposta.

L'obbligo di utilizzare i fari anabbaglianti ha origine dalla direttiva UE 97/28, recepita in Italia tramite il decreto del 14 novembre 1997.

Molto particolare è il discorso delle luci diurne, note anche come DRL (daytime running lights). Queste ultime sono obbligatorie sulle vetture omologate a partire dal 2011 e hanno sostituito gradualmente le luci di posizione.

Foto - Alfa Romeo Tonale 1.5 hybrid prova su strada

Le luci diurne dell'Alfa Romeo Tonale

Audi RS 3 Sportback (2021) im Test

Le luci diurne dell'Audi RS3

Le luci di posizione e luci diurne possono svolgere la funzione di faro anabbagliante di giorno e in condizioni di perfetta visibilità. In caso di pioggia, neve, foschia o altre condizioni (per esempio, l’attraversamento di una galleria) è obbligatorio inserire gli anabbaglianti.

Di solito, le DRL anteriori si accendono in automatico non appena si avvia l’auto (i LED posteriori, invece, restano spenti in tanti casi). Per accendere le luci di posizione e gli anabbaglianti è necessario intervenire sugli appositi comandi, che di solito sono montati a sinistra del volante su una leva o su un pannello.

C’è anche da dire che le auto più moderne hanno una funzione automatica che rileva la luminosità e agisce direttamente sull’accensione o spegnimento dei fari anabbaglianti.

Per capire quale tipo di luce è inserita basta guardare la relativa spia sul quadro strumenti.

Le luci di posizione sono indicate da una spia verde composta da due elementi e tre linee, mentre gli anabbaglianti presentano un’icona verde con una serie di linee rivolte verso il basso. Infine, gli abbaglianti sono di colore blu e hanno le linee dritte.

Luci diurne (a sinistra), luci anabbaglianti (al centro), luci abbaglianti (a destra)

I colori

Le luci hanno colori specifici, determinati per legge, poiché ogni colore comunica un messaggio chiaro agli altri conducenti. Modificare questi colori potrebbe confondere gli altri automobilisti e violare le normative stradali, comportando multe fino a 357 euro.

Le luci di posizione, che variano in base alla loro posizione sul veicolo, includono la luce anteriore (gialla o bianca), laterale (arancione) e posteriore (rossa).

Quindi, qualsiasi modifica alle luci di posizione non solo è illegale, ma mette anche a rischio la sicurezza degli altri conducenti, poiché compromette la comunicazione visiva.

DS 7 2022

Le luci diurne della DS 7

Fiat 500 elettrica

Le luci diurne della Fiat 500 elettrica

Luci di posizione: cosa dice il Codice della Strada

Secondo il Codice della Strada, è obbligatorio attivare le luci di posizione nelle condizioni di scarsa visibilità e da 30 minuti dopo il tramonto a 30 minuti prima dell'alba, sia in città che su strade extraurbane. Chi non ha una vettura dotata delle DRL, è tenuto a tenere sempre accesi gli anabbaglianti.

Chi non rispetta queste regole rischia multe da 42 a 173 euro e la possibile decurtazione di un punto, soprattutto in caso di bassa visibilità.

Occhio anche alle modifiche estetiche. Se si decide di installare delle luci diurne aftermarket, è necessario utilizzare un kit omologato e farlo montare da un’autofficina di riparazione autorizzata. Ad essa spetta l’onere di certificare il montaggio attraverso la compilazione di un modulo ad hoc.