Quale futuro per l'aftermarket auto?
Uscito senza danni dalla pandemia ora si prepara ad affrontare la sfida dell'elettrico, ecco come
Si è chiusa l'edizione 2022 di Autopromotec, manifestazione dedicata al mondo dell'aftermarket auto in scena a Bologna dal 25 al 28 maggio. Un appuntamento che ha chiamato a raccolta oltre 1.300 espositori e visto andare in scena numerosi incontri e workshop con addetti ai lavori, per fare il punto sullo stato di salute del settore.
Un settore che, come evidenziato nell'incontro "Aftermarket outlook throughout and beyond disruptions" - al quale hanno partecipato Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e CLEPA (European Association of Automotive Suppliers) ha dimostrato di aver superato senza particolari scossoni il periodo della pandemia. Ora però c'è l'avvento dell'elettrico da affrontare, con nuove sfide.
Opportunità dalla crisi
Un fattore che ha permesso al mondo dell'aftermarket di continuare a reggere anche negli ultimi 2 anni è stato quello dell'anzianità del parco auto italiano, tra i più vecchi d'Europa e quindi sempre bisognoso di pezzi di ricambio provenienti sia dalle Case, sia da aziende indipendenti. Un trend che, come evidenziato nel corso del convegno, durerà almeno per i prossimi 5 anni.
Non è però tutto oro quel che luccica: secondo quanto evidenziato da Nicola Morzenti, Partner della società di consulenza strategica Roland Berger, il mercato indipendente ha subito una contrazione per quanto riguarda i margini. Le cause sono quelle già note al resto del mondo auto: incertezza sui volumi produttivi dovuta alla carenza di chip, il protrarsi della pandemia e la guerra in Ucraina, col conseguente aumento dei costi delle materie prime e dell’energia. Trend sui quali l'industria non ha controllo e che potrebbero portare ulteriori incertezze in futuro.
La sfida elettrica
Se il presente quindi è ricco di incertezze per la situazione geopolitica, l'industria automotive guarda al futuro parlando la lingua dell'elettrico, una sfida sia per i costruttori sia per le aziende dell'aftermarket. Se infatti le auto elettriche montano componenti di maggiore valore rispetto ai modelli con motori a combustione, dall'altra richiedono - come più volte sottolineato - meno manutenzione, con conseguente diminuzione del fatturato per le aziende terze.
C'è poi la digitalizzazione, altro grande focus per la mobilità del futuro, con buone opportunità per l'aftermarket indipendente, che deve però fare i conti con la voglia di espansione delle Case costruttrici e con dati che attualmente sono "chiusi". Un elemento questo che dovrà essere discusso dagli enti regolatori, per permettere una competitività a 360°, aperta anche all'esterno.
Elettrificazione e connettività aprono però le porte a una possibilità di diversificazione, così da ampliare il proprio raggio d'azione, tornando così ad aumentare i profitti, dando nuove boccate d'ossigeno al mondo dell'aftermarket, che potrà comunque contare su una flessibilità di servizi, potendo agire su differenti modelli di differenti brand.
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