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Furgone elettrico batte diesel? Sì, ma a certe condizioni

I furgoni elettrici più economici dei diesel. Uno studio di Motus-E valuta il costo di utilizzo dopo 6 anni e 480.000 km

Elettrico contro Diesel, il verdetto del TCO
07:36
Foto di: Motor1 Italy

Quando si sceglie un furgone, il prezzo di listino è quasi sempre il primo parametro valutato. Ma per un veicolo commerciale il vero costo non è quello indicato sul contratto di acquisto: è quello che si sostiene durante tutta la vita operativa del mezzo. Carburante, manutenzione, assicurazione, tasse e valore residuo possono infatti modificare completamente il bilancio finale.

A provare a mettere ordine nei numeri è lo studio “Il TCO per la logistica e il trasporto pubblico locale” realizzato da Motus-E nell’ottobre 2025 che analizza e mette a confronto il costo totale di possesso dei veicoli diesel ed elettrici prendendo in considerazione anche i commerciali leggeri, ovvero i furgoni fino a 3,5 t di massa complessiva. L’analisi considera un periodo di utilizzo di 6 anni, una percorrenza di 80.000 km all’anno e l’acquisto del veicolo senza considerare incentivi.

Lo studio diventa così uno strumento più che valido per capire se e quanto (e quando) il passaggio all'elettrico sia conveniente, superando l'ostacolo iniziale del prezzo di listino e analizzando l'intera vita del veicolo, considerando tempi e modi di utilizzo. 

Il prezzo d’acquisto resta il primo scoglio

Il primo elemento che emerge è quello più evidente: il furgone elettrico costa di più. Secondo i listini presi come riferimento dallo studio (anno 2025), un furgone diesel di medie dimensioni ha un prezzo di circa 27.000 euro, mentre un modello equivalente con motore elettrico arriva a circa 43.000 euro.

La differenza iniziale è quindi di 16.000 euro, una cifra importante soprattutto per artigiani e piccole imprese. Distribuita però su sei anni di utilizzo equivale a circa 2.700 euro all’anno.

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Per analizzare correttamente i costi di un furgone bisogna andare oltre il prezzo di acquisto

Foto di: Motor1.com

Inoltre, il calcolo dello studio non considera eventuali incentivi all’acquisto. Per i veicoli commerciali nuovi  delle categorie N1 e N2, ad esempio sono stati reintrodotti contributi pubblici previsti dal DPCM Automotive, e già erogabili attraverso piattaforma ecobonus con importi più elevati proprio per i veicoli a zero emissioni. A questi possono aggiungersi eventuali agevolazioni regionali.

Un altro elemento da considerare è il valore residuo: dopo sei anni il veicolo non viene considerato completamente ammortizzato. Lo studio attribuisce un valore residuo pari a circa il 25% del prezzo iniziale sia per diesel sia per elettrico. Il maggior prezzo di partenza del modello elettrico si traduce quindi anche in un valore di rivendita più alto.

Il carburante è la voce che cambia il risultato

Il vero punto di svolta del confronto riguarda però i costi energetici. Per un furgone diesel lo studio considera un consumo medio di circa 0,08 litri/km. Con una percorrenza di 80.000 km annui, significa circa 6.400 litri di gasolio ogni anno.

Con un prezzo del diesel stimato in circa 1,70 euro/litro (i dati sono sempre riferiti al 2025), la spesa complessiva arriva a circa 11.000 euro all’anno, per un totale vicino ai 65.300 euro in sei anni, a cui bisogna aggiungere il costo dell’AdBlue necessario per i moderni motori Euro 6.

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LA differenza di costo fra ricarica "domestica" o aziendale può essere davvero significativa

Foto di: Motor1.com

Per il furgone elettrico il costo della ricarica dipende, invece, soprattutto da dove viene effettuata. Con una ricarica prevalentemente in sede attraverso un contratto business, la spesa complessiva nei sei anni è stimata in circa 29.000 euro.

La differenza può però essere significativa: passando dalla ricarica domestica o aziendale alla rete pubblica, il costo annuo può variare indicativamente tra 4.000 e 7.200 euro, con una spesa su sei anni compresa tra circa 24.000 e 43.000 euro. Anche nello scenario più oneroso, secondo lo studio, il costo dell’energia per un furgone elettrico resta comunque inferiore rispetto al diesel.

Manutenzione, bollo e altri vantaggi incidono sul bilancio

Il vantaggio dell’elettrico non riguarda soltanto il costo dell’energia. La struttura meccanica più semplice permette di ridurre gli interventi di manutenzione.

Secondo le stime considerate nell’analisi, la manutenzione annuale di un furgone diesel può oscillare tra 500 e 800 euro, mentre per un elettrico si scende indicativamente tra 200 e 500 euro, grazie alla minore presenza di componenti soggetti a usura.

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i costi di manutenzione di un elettrico di norma sono inferiori rispetto a quelli di un furgone diesel

Anche la fiscalità può giocare un ruolo. I veicoli commerciali elettrici beneficiano dell’esenzione dal bollo per i primi cinque anni su tutto il territorio nazionale, mentre dal sesto anno pagano una quota ridotta. In alcune regioni l’esenzione può essere permanente.

A questo si aggiungono vantaggi difficili da quantificare: accesso alle ZTL, possibilità di parcheggi agevolati, maggiore facilità nel partecipare a gare di aziende e grandi committenti sempre più attente ai criteri ESG e alla riduzione delle emissioni.

Dopo sei anni l’elettrico costa meno del diesel

Sommando tutte le principali voci di costo – acquisto, valore residuo, energia, manutenzione, assicurazione, bollo e AdBlue – lo studio arriva a un risultato significativo. Su sei anni di utilizzo e 480mila km complessivi, il costo totale di possesso stimato è:

  • Furgone diesel: circa 85.000 euro
  • Furgone elettrico: circa 70.000 euro

La differenza è quindi di circa 15mila euro a favore dell’elettrico, pari a circa 2.500 euro all’anno di risparmio, senza considerare incentivi o agevolazioni. Analizzando invece soltanto il costo chilometrico, il diesel arriva a circa 0,18 euro/km, mentre l’elettrico si ferma a circa 0,15 euro/km.

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Quando dovrete acquistare il prossimo furgone valutate prima quanti km farete e quindi calcolate il TCO

Foto di: Renault

Il dato più interessante riguarda però la percorrenza: secondo lo studio, il punto di equilibrio economico si trova intorno ai 160 km giornalieri. Al di sotto di questa soglia, dal solo punto di vista economico, il vantaggio dell’elettrico può ridursi.

Non esiste un furgone elettrico conveniente per tutti

La conclusione dello studio di Motus-E è quindi meno scontata di quanto possa sembrare. La domanda non è semplicemente se un furgone elettrico convenga o meno, ma a chi convenga.

Scarica qui lo studio completo

Per chi percorre molti km ogni giorno, può ricaricare in sede e utilizza il mezzo con continuità, il vantaggio economico può essere concreto. Per chi, invece, usa poco il furgone poco, percorre distanze ridotte o non dispone di infrastrutture di ricarica adeguate, il passaggio all’elettrico potrebbe non essere ancora la scelta più razionale.

Il TCO, in fondo, serve proprio a questo: spostare il ragionamento dal prezzo di acquisto al costo reale del lavoro quotidiano.