Perché l'Italia non può fare a meno del bollo auto (e dell'auto in generale)
Il mondo auto genera il 13,4% delle entrate per lo Stato e il bollo pesa per più di 7 miliardi di euro
L'auto è un bene prezioso per gli automobilisti, ma non solo. Su di lei si basano - e non di poco - anche le casse dello stato. Tra tasse, IVA, accise e via dicendo rappresenta una voce fondamentale al capitolo "entrate". A dirlo sono prima di tutto i numeri ufficiali, messi nero su bianco a fine 2025 dall'ANFIA (l'Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, l'organismo che rappresenta le imprese della filiera automobilistica in Italia), che ha fatto una fotografia del carico fiscale complessivo che grava sul mondo auto.
Numeri che nel 2025 potrebbero salire (i dati definitivi arriveranno tra qualche mese) e che nel 2026 chissà quali picchi raggiungeranno. Ma vediamo com'è la situazione.
Se non ci fosse l'auto...
Prima di tutto la cifra complessiva: nel 2024 gli introiti derivanti dal mondo auto hanno toccato la quota di 83,04 miliardi di euro, registrando una crescita del 4,5% rispetto all'anno precedente. Un ammontare imponente che incide per il 13,4% su tutte le entrate tributarie del Paese. L'Italia si posiziona così ai vertici europei per la pressione fiscale applicata al mondo delle quattro ruote, con un'incidenza del gettito sul Prodotto Interno Lordo pari al 3,7%, contro una media dei principali Paesi del continente che si ferma intorno al 2,9%.
Guidare, ma quanto mi costi
La fetta più consistente delle entrate fiscali generate dagli automobilisti non deriva dall'acquisto del veicolo o dal possesso, bensì dal suo utilizzo quotidiano. Questa fase rappresenta da sola quasi l'80% del totale, superando i 65 miliardi di euro.
A fare la parte del leone sono le tasse sui carburanti (proprio loro, le accise), che da sole portano nelle casse pubbliche quasi 40 miliardi di euro grazie all'aumento dei consumi di benzina e gasolio. Ecco perché non dovete mai credere a chi annuncia tagli strutturali alle accise. E perché ogni volta che si tagliano il Governo deve spostare soldi da altri ministeri, tagliando la spesa pubblica.
Ciononostante, la voce che ha registrato l'incremento più marcato nel 2024 è quella relativa all'IVA su manutenzioni, riparazioni e ricambi, salita di oltre il 15% superando i 14 miliardi di euro. Questo balzo è legato sia all'inflazione sia al progressivo invecchiamento dei veicoli in circolazione - arrivati a oltre 47 milioni complessivi - che richiede interventi sempre più frequenti e costosi in officina.
Tra gli altri capitoli di spesa per chi guida figurano anche le polizze assicurative, i pedaggi autostradali e le contravvenzioni stradali, queste ultime cresciute fino a 4,6 miliardi di euro anche a causa del maggior numero di controlli e dei rincari della sosta nelle città.
| Prelievo fiscale | 2023 (miliardi di euro) | 2024 (miliardi di euro) |
| Carburanti | 39,36 | 39,73 |
| IVA - Manutenzione e riparazione/ acquisto ricambi, accessori e pneumatici | 12,16 | 14,05 |
| Possesso (Bollo Auto) | 7,26 | 7,48 |
| IVA - Acquisto autoveicoli e diritti motorizzazione | 7,50 | 7,90 |
| Altro (parcheggi-contravvenzioni etc) | 4,40 | 4,60 |
| Premi assicurazione RC, furto, incendio | 3,85 | 4,14 |
| Pedaggi autostradali | 2,30 | 2,34 |
| Imposta provinciale di trascrizione (IPT) | 1,77 | 1,88 |
| Lubrificanti | 0,90 | 0,92 |
| Totale | 79,50 | 83,04 |
| Totale entrate tributarie nazionali | 586,60 | 619,68 |
| Incidenza sul PIL | 13,6 | 13,4 |
In attesa di nuovi aumenti
Il restante volume di entrate si divide tra il momento dell'acquisto del veicolo e le spese legate alla sua proprietà. Le immatricolazioni e i passaggi di proprietà hanno generato quasi 10 miliardi di euro: un risultato sostenuto soprattutto dal dinamismo del mercato dell'usato e dall'aumento dei prezzi medi di listino, che hanno compensato il leggero calo delle vendite di auto nuove. Il bollo auto, dal canto suo, ha portato nelle casse regionali circa 7,5 miliardi di euro, con un incremento del 3% dovuto al ridimensionamento di alcune agevolazioni locali per auto storiche e ibride e all'aumento della potenza media del parco vetture. Anche in questo caso chiunque parli di abolizione del bollo auto fa promesse che sa di non poter mantenere.
I dati relativi al 2025 come detto devono ancora essere pubblicati ma le stime dell'ANFIA delineano un quadro di sostanziale stabilità, con un gettito complessivo ipotizzato intorno agli 83 miliardi di euro. A fronte di un calo previsto nelle vendite di vetture nuove e nei consumi di gasolio, il settore continuerà a basarsi sulla tenuta del mercato dell'usato e sulla crescita costante delle spese legate alla manutenzione e ai servizi.
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