Porsche, i tagli funzionano: utile confermato nonostante la Cina
Porsche mantiene invariate le previsioni sui margini nonostante i costi in Germania e il calo delle vendite in Cina.
l piano di ristrutturazione di Porsche comincia a produrre risultati concreti. Lo ha reso noto la casa di Stoccarda mercoledì, spiegando che i primi effetti delle misure di risparmio permettono al Marchio di lusso di Volkswagen di confermare le previsioni di utile, nonostante la pressione sui costi in Germania e il calo delle vendite in Cina, come riportato da Reuters.
Alla guida dell'Azienda dallo scorso inizio anno c'è Michael Leiters, chiamato a gestire uno dei processi di ristrutturazione più severi nel settore automotive tedesco, alle prese con la costosa transizione all'elettrico, la concorrenza cinese e le tensioni sui dazi.
Il piano di ristrutturazione e i tagli al personale
Porsche prevede di contabilizzare oneri compresi tra 300 e 400 milioni di euro legati al taglio del 20% del personale entro il 2035, in parallelo a una maggiore disciplina sui costi negli stabilimenti tedeschi.
Una spesa di entità simile è attesa anche nel 2027, mentre gli effetti positivi delle misure dovrebbero materializzarsi a partire dal 2028, secondo quanto dichiarato all'Agenzia dal direttore finanziario Jochen Breckner.
Leiters ha commentato i progressi fatti finora con cautela, sottolineando che restano ancora diversi passaggi da completare prima di considerare il piano concluso.
I conti del primo semestre
Il ritorno operativo sulle vendite di Porsche, dopo aver toccato un minimo storico dell'1,1% nel 2025, è salito al 7,8% nella prima metà dell'anno, superando l'obiettivo fissato dall'azienda per l'intero esercizio, compreso tra il 5,5% e il 7,5%. Alla notizia, il titolo ha guadagnato fino al 4,8% in mattinata, per poi ridimensionare i rialzi fino a restare pressoché invariato rispetto al giorno precedente.
La casa madre Volkswagen ha comunicato i risultati di Gruppo pochi giorni prima, con un utile operativo del secondo trimestre in calo del 9,5%, accolto comunque dagli analisti come un primo segnale di stabilizzazione.
Anche il Gruppo di Wolfsburg sta intensificando i tagli ai costi: l'amministratore delegato Oliver Blume ha proposto altri 50mila esuberi e la possibile chiusura di quattro stabilimenti tedeschi, spiegando che l'urgenza del cambiamento è aumentata con l'avanzata dei concorrenti cinesi in Europa, dopo la perdita della leadership del gruppo in Cina.
Le prospettive: Cina e mercato di lusso
Per Porsche, la Cina era un tempo uno dei mercati più redditizi: le vendite del marchio nel Paese si sono più che dimezzate rispetto al picco del 2021. Leiters ha spiegato che Porsche sta adottando ora un approccio "conservativo" in Cina, concentrandosi maggiormente sulla produzione tedesca per rafforzare l'immagine del marchio.
"Porsche è diversa da molti dei nostri concorrenti"
Ha affermato Michael Leiters, CEO Porsche
Il manager ha ridimensionato le preoccupazioni legate alla crescente concorrenza cinese in Europa, definendola una questione che riguarda principalmente il segmento di massa piuttosto che quello del lusso premium in cui opera Porsche.
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