Codice della strada, cosa cambia per over 85, smartphone e pedoni
Il Ministero corregge la rotta sugli anziani e conferma la stretta su distrazioni e strisce, ecco gli ultimi aggiornamenti
Le limitazioni annunciate per gli automobilisti over 85 non entreranno nel nuovo Codice della strada. Dopo giorni di bozze e simulazioni su divieto di autostrada, raggio massimo di 100 km da casa e tasso alcolemico zero per gli ultraottantacinquenni, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha chiarito il 23 agosto 2026 che quel pacchetto non comparirà nel testo definitivo della riforma.
La stessa riforma, invece, conferma la linea più severa su smartphone alla guida e pedoni distratti, con multe più alte e maggiori decurtazioni di punti patente. La legge 25 novembre 2024 n. 177, in vigore dal dicembre 2024, ha già irrigidito il quadro per l’uso del cellulare al volante, mentre gli schemi di decreto delegato che ridisegnano il Codice restano in consultazione pubblica nell’estate 2026 e potranno ancora ritoccare importi e casistiche.
Smartphone alla guida, nuovo reato di distrazione generica
Nelle bozze del nuovo Codice compare la distrazione generica come violazione autonoma: distogliere lo sguardo dalla strada, anche senza provare l’uso di un singolo dispositivo, diventerebbe una fattispecie specifica con sanzione ipotizzata di 150 euro e 5 punti in meno sulla patente. Il passaggio sposta il focus dal singolo apparecchio al comportamento, dando agli agenti uno strumento più diretto rispetto all’attuale articolo 173 del Codice.
Per l’uso di smartphone, tablet o PC portatili durante la marcia, le ipotesi in bozza indicano una multa di 250 euro, 5 punti di decurtazione e 15 giorni di divieto di guida. La cornice oggi già in vigore con la legge 177/2024 prevede per il cellulare alla guida sanzioni da 250 a 1.000 euro, da 5 a 10 punti e sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi, con aggravamenti in caso di recidiva.
Per ricevere un multa salata basterebbe "solo" distrarsi alla guida o aggirare il blocco degli schermi durante la marcia
Le stesse cifre ipotizzate si applicherebbero anche a chi guarda video su schermi con i blocchi di sicurezza aggirati, mentre le simulazioni che portano le sanzioni a quasi 1.700 euro restano ricostruzioni giornalistiche e non valori fissati in norma, come si inserisce nel dibattito più ampio sui sistemi di bordo e sull’uso del telefono in auto già affrontato da Motor1.com.
Pedoni distratti e cuffie, cosa prevedono le bozze
La riforma affronta anche chi attraversa senza attenzione, tipizzando l’uso dello smartphone durante il passaggio sulle strisce come comportamento sanzionabile in modo più chiaro rispetto all’attuale richiamo generale alla prudenza. Le nuove norme punterebbero a colpire i casi in cui lo sguardo resta fisso sul display, con multe dirette al pedone che ostacola il flusso o crea situazioni di pericolo.
Nel pacchetto rientra anche l’uso di cuffie alla guida che, nelle ipotesi di nuovo Codice, verrebbe trattato come forma di distrazione paragonata al telefono, con sanzione indicativa di 150 euro e 5 punti. In parallelo, la riforma aggancia in modo più stretto entità delle sanzioni e eccesso di velocità, prevedendo importi crescenti al crescere dei km orari oltre il limite e un riordino degli impianti di controllo, tema già emerso quando si è parlato di stretta su multe e autovelox nel Codice della strada, insieme all’obiettivo di una banca dati nazionale che raccolga i dispositivi omologati.
Anziani alla guida e tempi della riforma
Sulla guida degli anziani, il quadro oggi applicato resta quello di una serie di interventi precedenti sul rinnovo della patente. Per le categorie AM, A e B dopo gli 80 anni occorre l’accertamento dei requisiti psicofisici ogni due anni presso i medici abilitati, senza obbligo generalizzato di visita in Commissione medica locale, come indicato anche dal Portale dell’Automobilista. Le bozze discusse in agosto non modificano questa disciplina di base, dopo la precisazione ufficiale del Ministero sul ritiro delle ipotesi più restrittive per gli over 85.
La consultazione sui decreti delegati che riscrivono il Codice della Strada prosegue nell’estate 2026, con date di chiusura e approvazione circolate soprattutto come orizzonti politici più che come scadenze giuridiche vincolanti. Fino all’adozione definitiva dei testi, importi e decurtazioni possono ancora cambiare, ma la direzione è già tracciata: quadro sanzionatorio irrigidito per l’uso di smartphone e dispositivi a bordo, prime sanzioni dirette per i pedoni distratti e conferma delle regole attuali sul rinnovo patente in età avanzata, mentre il dibattito su controlli e infrastrutture procede anche sul fronte delle barriere stradali e della sicurezza delle nostre strade.
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