Jeep Cherokee restyling, la prova con la trazione anteriore

 All'età di quattro anni un essere umano ha ancora tutta la vita davanti. Un'auto, invece, accusa già i primi segni d'invecchiamento. Ed è per questo che la Jeep Cherokee, passati proprio quattro anni dall'ultima “rinfrescata”, si è sottoposta ad un sostanzioso restyling. A partire dal look.

Com'è

Più che lo sguardo, con il frontale maggiormente verticale grazie a nuovo cofano motore e inediti gruppi ottici ora su un solo piano, è il lato B della Jeep Cherokee restyling a stupire: la targa, salita dal paraurti al portellone, rende forse meno personale il posteriore, ma vince 10-0 la sua personale partita con il modello precedente per quanto riguarda il look. Il portellone – in materiale composito, quindi alleggerito – ha ora una maniglia posizionata più in alto e può avere il sistema di apertura assistito (basta sfiorare il fascione con il piede). Non solo: la capacità di carico è aumentata di 70 litri, per un totale di 570 litri (fino al tetto) che diventano 1.555 con i sedili posteriori ribaltati. All'interno, la consolle centrale della Jeep Cherokee restyling è stata ridisegnata: ora la tasca portaoggetti anteriore è più grande, per accogliere al meglio smartphone e altri dispositivi accanto alla porta USB integrata. Il comando del freno di stazionamento elettrico è stato spostato vicino alla cornice del cambio mentre gli allestimenti più ricchi con trasmissione automatica a 9 marce e trazione integrale hanno i paddle al volante. Il quadro strumenti può avere un display TF...