Ronin: quando l’automobile fa cinema
Inseguimenti, scontri, acrobazie in auto, tutto in presa diretta
Fra i numerosi film che parlano di automobili o che fanno dell’auto uno dei punti focali per raccontare lo svolgersi della trama va annoverato senz’altro Ronin, la pellicola del 1998 diretta da John Frankenheimer e interpretata, fra gli altri, da Robert de Niro, Jean Reno e Natascha McElhone. Il film, ambientato a Parigi e nel sud della Francia, racconta la storia di una banda di mercenari incaricati di rubare una misteriosa valigetta. In un susseguirsi di colpi di scena e abili mosse per entrare in possesso della valigia, il gruppo non si fa mancare inseguimenti e acrobazie varie in auto, con una serie di sequenze che gli appassionati del genere considerano da antologia.
Frankenheimer, regista fra l’altro del classico Grand Prix (1966), torna con abilità sul tema automobilistico, affidandosi alla squadra di stuntman e piloti di Jean-Claude Lagniez, un discepolo del grande Remy Julienne. Il film deve essere credibile, con inseguimenti veri, veri incidenti e nessun intervento di effetti speciali o computer grafica. Per ottenere il miglior risultato vengono ingaggiati fino a 300 stuntman e quasi 2.000 comparse che guidano vetture molto veloci e particolari come un’Audi S8 quattro (D2) “con protossido”, una BMW M5 (E34) ed una rara Mercedes 450 SEL 6.9, supercar in incognito degli Anni ‘70. Tutte sono impegnate in lunghe sequenze in presa diretta con salti, sgommate, drifting ed evoluzioni mozzafiato, contornate da una serie di vetture francesi come Peugeot 406, 605, Citroen Xantia e XM. Il risultato è grande cinema, almeno per chi apprezza il realismo di queste scene d’azione.
Frankenheimer, regista fra l’altro del classico Grand Prix (1966), torna con abilità sul tema automobilistico, affidandosi alla squadra di stuntman e piloti di Jean-Claude Lagniez, un discepolo del grande Remy Julienne. Il film deve essere credibile, con inseguimenti veri, veri incidenti e nessun intervento di effetti speciali o computer grafica. Per ottenere il miglior risultato vengono ingaggiati fino a 300 stuntman e quasi 2.000 comparse che guidano vetture molto veloci e particolari come un’Audi S8 quattro (D2) “con protossido”, una BMW M5 (E34) ed una rara Mercedes 450 SEL 6.9, supercar in incognito degli Anni ‘70. Tutte sono impegnate in lunghe sequenze in presa diretta con salti, sgommate, drifting ed evoluzioni mozzafiato, contornate da una serie di vetture francesi come Peugeot 406, 605, Citroen Xantia e XM. Il risultato è grande cinema, almeno per chi apprezza il realismo di queste scene d’azione.
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