Ecco come il pianale C-Evo, dopo essere approdato in Cina e USA, fa da base alla Giulia, alla Jeep Cherokee e al prossimo SUV Alfa

L’Alfa Romeo Giulietta, oltre ad essere uno dei modelli di punta del gruppo Fiat (circa 3. vetture l’anno solo in Italia), rappresenta per il Lingotto il primo passo verso una globalizzazione della piattaforma costruttiva che può giovare sul piano dei costi industriali. L’Alfa Romeo Giulietta è infatti la capofila di una serie di modelli già in produzione e altri ancora da presentare che utilizzano il pianale C-Evo in diverse varianti. La piattaforma Compact destinata a vetture compatte con vari tipi di carrozzeria ha già dato vita all’Alfa Romeo Giulietta, alla sua quasi gemella cinese Fiat Ottimo e alle berline Dodge Dart e Fiat Viaggio, una per gli USA e l’altra per la Cina. Ma in questa famiglia C-Evo che si allarga di continuo c’è posto anche per la nuova Jeep Cherokee e per alcune novità molto attese come l’Alfa Romeo Giulia e la SUV Alfa Romeo.

C-EVO, UN PIANALE NATO NEL 2

La storia dell’Alfa Romeo Giulietta e del suo pianale “globale” C-Evo è iniziata nel 2 con un investimento di milioni di euro da parte di Fiat, in cerca di una base adeguata per sostituire l’Alfa 47, e in prospettiva la Piattaforma C di Fiat Bravo e Lancia Delta. Il telaio C-Evo, che ha un passo di 2.634 mm, utilizza anche una piccola percentuale di alluminio, oltre ad acciai altoresistenziali, ed è strutturato per accogliere motore anteriore trasversale e sia trazione anteriore che integrale. Fino ad ora l’unica vettura di questa famiglia ad avere il sistema 4x4 è la nuova Jeep Cherokee, basata però sulla versione a passo lungo (2.692 mm) denominata C-Evo Wide o Compact U.S. Wide (CUSW) che dovrebbe fare da base al prossimo SUV compatto di Alfa Romeo. Sullo stesso pianale “allungato”, noto anche come D-Evo, sono state sviluppate anche Dodge Dart, Fiat Viaggio e Fiat Ottimo, lasciando per il momento il C-Evo alla sola Giulietta.

LE PARENTI CINESI

Il presente e il futuro della più recente piattaforma automobilistica del gruppo Fiat sembra però aver abbandonato la declinazione puramente compatta dell’Alfa Romeo Giulietta ed essersi orientata verso la variante a passo lungo CUSW, come dimostra la recente Fiat Ottimo che ha uno stile hatchback 5 porte molto simile a quello della Giulietta. La seconda vettura cinese nata dall’accordo Fiat-GAC ha infatti un passo di 2.78 mm come la sorella a tre volumi Fiat Viaggio, il più lungo di tutta la famiglia “Compact”. Il motore della Fiat Ottimo è il .4 T-Jet che rientra nella gamma dei 4 cilindri adatti a questo telaio compatto (compreso il 2.4 Chrysler), ma l’arrivo dei V6 Pentastar è nei programmi, come dimostra il 3,2 litri della Jeep Cherokee.

FINALMENTE GIULIA

La tanto attesa Alfa Romeo Giulia, sostituta ritardataria dell’Alfa 59 sarà allo stesso modo realizzata da una costola della Giulietta, utilizzando quel pianale Compact U.S. Wide (o D-Evo) che le farà avere trazione anteriore o integrale e motori a 4 e 6 cilindri (Pentastar). Sarà quindi una “world car” destinata anche al mercato nordamericano che punterà alle massime dimensioni offerte dalla piattaforma, ovvero quei 2.78 mm di passo che la renderanno un po’ più grande della 59. Da questa ulteriore evoluzione “americana” della piattaforma di Giulietta che nel 24 vedrà esordire la nuova Giulia sarà realizzata anche la seconda generazione della Chrysler 2, quella che in versione cabriolet viene venduta oggi in Italia come Lancia Flavia.

SUV COMPATTO, ALFA E MASERATI

L’ultimo figlio di questo grande progetto nato con la Giulietta sarà il SUV compatto Alfa Romeo, come la cugina americana Jeep Cherokee basata sul pianale allargato “CUSW SUV” che può ospitare la trazione integrale e il cambio automatico a 9 marce. Ancora più avvolto nel mistero e nei dubbi è l’arrivo di un ipotetico SUV compatto Maserati che potrebbe condividere la stessa piattaforma, anche se restano dubbi sulla possibilità di dare ad un’architettura a motore trasversale la giusta sportività che merita una vettura Maserati.

Fiat Ottimo, la Giulietta cinese

Foto di: Fabio Gemelli