Il monovolume non perderà la simpatia dell’antenata, ma sarà elettrico e molto più tecnologico

La sfida più intrigante e impegnativa per i designer di automobili consiste nel realizzare una vettura che prima non c’era, del tutto nuova, a cui dovranno cucire una personalità ben definita lavorando senza riferimenti e fonti di ispirazione. Per questo motivo è relativamente facile disegnare una nuova generazione della Golf, perché il modello ha oltre 40 anni di storia, ma non lo è altrettanto immaginare una vettura che Volkswagen non ha mai costruito in precedenza, come ad esempio un monovolume alimentato a batterie, che farà parte della nuova gamma di vetture a zero emissioni in vendita a partire dal 2019: la casa tedesca ha annunciato di voler introdurre una serie di auto elettriche, basate su una meccanica costruttiva specifica e da affiancare ai modelli tradizionali. Per prima arriverà una classica berlina a cinque porte, ma nel 2020 verrà lanciato anche un pulmino di lunghezza media che possiamo chiamare il "nuovo Bulli".


Lo stile è un salto negli anni '50


In questo caso i designer non sono partiti da zero, con il rischio di ottenere un risultato non in linea con la tradizione e gli stilemi, ma hanno scelto linee vintage e il richiamo a una Volkswagen molto popolare e fortunata: il Transporter del 1950, noto anche come Bulli. Il risultato finale non dovrebbe allontanarsi troppo dalla nostra ricostruzione grafica, che abbiamo realizzato basandoci sulle informazioni trapelate e sul prototipo Budd-e, mostrato ad inizio 2016. Il nuovo Bulli avrà quindi una vetratura molto generosa e conserverà le forme arrotondate del frontale, privo di una vera e propria mascherina: il tratto caratteristico del muso sarà il grosso logo circolare. I fanali saranno montati in posizione rialzata, come sulla Budd-E, mentre le portiere laterali scorrevoli rappresentano una soluzione pressoché obbligata per un veicolo di questa categoria.


Meccanica specifica e batterie sotto il pavimento


La nuova generazione del Volkswagen Bulli sarà basata sulla meccanica costruttiva MEB, rivolta a tutti i futuri modelli a zero emissioni: le batterie ad esempio si troveranno al centro della struttura, sotto il pavimento, quindi non ruberanno spazio né all’abitacolo e nemmeno al vano bagagli. Un’altra novità della base MEB consiste nel posizionamento anteriore dell'unità per l'aria condizionata e il riscaldamento, dove libera qualche centimetro utile per il cruscotto ed i passeggeri. La plancia sarà molto tecnologica e futuristica, grazie alla presenza di ampie superfici touch, mentre non è sicuro che vedremo alcune suggestioni della Budd-E: il prototipo adottava la connessione ad internet per controllare l’impianto casalingo di domotica e per acquistare on line i ricambi dell’auto. Le batterie della vettura definitiva saranno dotate della ricarica veloce, che secondo indiscrezioni permetterà di recuperare 300 chilometri di autonomia in 15 minuti.

Fotogallery: Nuovo Volkswagen Bulli, l'icona vintage torna ad emissioni zero