Free-climbing, imperatori e turismo balneare

Verso il cuore del Tirreno


Parto da Itri alle 10, dopo una colazione rilassata e abbondante, e già il viaggio mi sorprende: a velocità di crociera mi godo la splendida tratta panoramica che collega Itri a Sperlonga. Il tragitto è una successione di colori che cambiano mano a mano che mi avvicino alla prima meta. Dal marrone e verde caldo rassicurante dei monti Ausoni e Aurunci al bianco e celeste accecanti del centro storico di Sperlonga a strapiombo sul mare. Per l'alloggio a Sperlonga ho scelto l'Hotel Aurora, un luogo raccolto e dall'atmosfera familiare. Arrivo nel parcheggio e l'entrata è un patio che assomiglia ad un piccolo giardino botanico in piena fioritura. Appena entrata vedo dalle vetrate esterne il mare, lì a due passi. Anche la mia camera affaccia sulla spiaggia. "Che meraviglia addormentarsi e svegliarsi con il rumore delle onde", penso dentro di me. L'atmosfera dell'hotel mette subito a proprio agio, forse perché non è troppo grande, forse perché è arredato come una casa al mare, con mobili di legno chiaro, maioliche e fiori ovunque. Hanno anche un delizioso appartamento con vetrate sul mare e un patio raccolto che accede direttamente alla spiaggia. Perfetto per una vacanza in famiglia con tanti bambini o tanti amici.


A casa dell'imperatore


Sperlonga è un gioiello da passeggiare con calma tra i vicoletti romantici del centro storico alto, ma è anche accerchiata da spiagge di tutte le misure e per tutte le esigenze, anche per chi vuole il contatto più fisico con la natura. E' conosciuta da tutti per esempio la spiaggia dei Trecento Gradini, da sempre meta di naturisti. Io non ho voglia di faticare per arrivare ad una spiaggia solitaria, quindi scelgo di fare la prima passeggiata sul bagnasciuga proprio accanto alla Villa estiva dell'Imperatore Tiberio. Si può fare il bagno proprio lì davanti e sognare i fasti e gli eccessi della nobiltà romana. Per avere una visione dall'alto basta camminare un po' dalla via Flacca e, accanto al Museo Archeologico che conserva reliquie architettoniche e statue della villa, c'è un breve percorso nel parco della Riviera di Ulisse, da cui senza fatica si raggiunge una veduta panoramica che permette di ammirare la grandezza e immaginare l'opulenza della "seconda casa" di un imperatore. Sullo sfondo, poi, vedo il promontorio del Circeo, dove - secondo l'Odissea - Ulisse sbarcò con i suoi compagni, che furono poi trasformati in maiali dall'ammaliatrice Maga Circe.


Free-climbing sulle falesie


Non sono così pigra, ma…il fatto è che il mio primo appuntamento del pomeriggio è con Marco Nescatelli, un free climber professionista che mi insegnerà nel giro di poche ore a scalare una falesia! L'appuntamento è sempre sulla Via Flacca, la strada panoramica che collega Sperlonga e Gaeta, nota dai tempi dell'Impero romano come la via che fece fiorire i commerci e il turismo. Marco non parla molto, ha un atteggiamento orientale che io conosco e apprezzo per le mie frequentazioni delle arti marziali cinesi. Il suo approccio però è perfetto, perché mi dice solo l'essenziale e mi fa concentrare sul mio equilibrio motorio, già durante la camminata di mezz'ora che ci porta alla base di una montagna a picco sul mare. La camminata, in effetti, è il primo esercizio per imparare a scalare. Marco cerca soprattutto di rendere questa mia iniziazione alla scalata un'esperienza positiva, senza traumi e stress da prestazione. Arrivati ai piedi della falesia mi imbraga, mi appende a un metro da terra e mi fa prendere confidenza con la roccia e con il mio corpo che "cammina" in verticale! Nel giro di un'oretta riesco a salire da sola di almeno venti metri senza sforzi ginnici, solo camminando sulla parete nel modo corretto per mantenere l'equilibrio. Una fusione dolce e senza traumi con la montagna che mi sostiene e il mare che mi osserva dal basso (molto dal basso!). Un'esperienza adatta a chi deve superare la paura del vuoto.Sembrerà assurdo per chi l'ha solo visto fare, ma insegnato così il free climbing è accessibile a tutti…anche per me che cammino solo quando rimango a piedi con la macchina e devo cercare un tabaccaio aperto!


Una cena "sensoriale" e istruttiva


Questa iniezione di autostima e adrenalina mi ha messo molta fame e, visto che ormai il sole è tramontato, torno velocemente in hotel per correre in un ristorante che sta proprio all'ingresso di Sperlonga alta…e vado anche di fretta, prima che chiuda la cucina, visto che – anche se sono solo le 21,30 - la stagione estiva non è ancora decollata e i locali chiudono presto. Da "Martini sul ponte" è il ristorante che ho scelto, e ci metto poco ad accorgermi di aver fatto la scelta giusta. Mi accoglie Marco Martini, il proprietario, che con un sorriso simpatico mi permette di infilarmi in cucina ad osservare Claudio, lo chef, che mi prepara due piatti speciali che è difficile gustare altrove: innanzitutto i sassolini, una pasta (dalla forma intuibile dal nome) fatta di pasta e farina, che assorbe e si amalgama perfettamente con un condimento di pomodorini, vongole e fasolari pescati la mattina stessa. Marco, inoltre, mi insegna qualche trucco per distinguere le vongole pescate da quelle di allevamento che siamo abituati a mangiare nei ristoranti turistici: "Quelle buone sono grandi e hanno le due valve separate", mi confida. Il secondo piatto è sempre frutto del pescato locale ed è un pesce azzurro molto gustoso, il sauro, tipico della zona e cucinato in filetti con le olive locali, i pomodorini e del pane abbrustolito che assorbe il brodetto di pesce.


Un ristoratore appassionato - Marco non è il solito ristoratore, ama il suo lavoro e si capisce dai racconti appassionati delle sue ricerce enogastronomiche. Annaffia le mie portate con un meraviglioso olio DOP delle collline pontine (Impero) che ha appena vinto il premio come miglior olio italiano. Mi fa assaggiare un vino bianco Sauvignon di Velletri, molto ricco di aroma, prodotto in quantità limitata da un appassionato e folle viticoltore di Velletri (Matteo Ceracchi, Piana dei Castelli) che ama talmente la sua terra da rischiare ogni anno con una vinificazione tardiva…non a caso il suo vino si chiama "Follia!". Il pane, poi, non è il solito pane, ma quello vero, prodotto da una pasta madre che potrebbe essere la mia bisnonna. Che dire: questa non è stata una cena ma un'esperienza sensoriale! Grazie Marco e Claudio! Ci salutiamo con una chiacchierata istruttiva sulle mete che mi aspettano domani. Dicono che la discesa al mare dei trecento gradini non sia solo la meta degli amanti della natura, ma anche dei pescatori, che si accampano su quelle spiagge rocciose anche in inverno per pescare il miglior pesce della zona.


La prima giornata è finita ed è stata anche abbastanza piena! Domani mi aspetta Gaeta!

Fotogallery: Sulla Costa Tirrenica tra Sperlonga e Gaeta.