Si farà oppure no? La risposta è sì, ma è un progetto a lungo termine, vincolato a molte condizioni. Ecco quali

E’ bastata una frase di Marchionne sulla fattibilità di una supercar elettrica da parte di Ferrari (quella nelle immagini è solo un'ipotesi non ufficiale, pubblicata da noi qualche tempo fa), in occasione del Salone di Detroit, per far passare in secondo piano quasi tutto il resto. Non è una novità: ogni volta che il Presidente e CEO di Ferrari (e di FCA) rilascia qualche dichiarazione, questa viene ripresa da tutti i media del mondo - di Italia e USA in modo particolare - con tanto di interpretazioni personali da parte dei giornalisti. Un “gioco” che Marchionne per primo accetta e che spesso usa magistralmente a suo favore. A maggior ragione nei giorni giorni di Salone appena trascorsi, data la presenza, in gran numero, dei media italiani.


Supercar sì, ma intendiamoci sui termini


Ferrari, in quanto tale, non si può accontentare di fare automobili veloci. E nemmeno velocissime. Ferrari significa emozioni quando si va a ruote dritte, ma anche e soprattutto quando iniziano le curve. Al netto del sound, altra questione spinosa, il peso elevato delle batterie, almeno per ora, è il peggior nemico dell’handling, del feeling di guida e del divertimento, oltre che dei freni, in un ipotetico uso in pista. Per questo motivo, ci vorranno ancora anni (ma nessuno sa dire quanti) prima che una supercar, come la intendono a Maranello, diventi realtà. Del resto, lo hanno ammesso lo stesso Marchionne e ingegneri di alto livello non molto tempo fa: un’elettrica è qualcosa a cui Ferrari sta pensando, ma prima ci dev’essere un progresso enorme dal punto di vista delle batterie. Non dev’essere un caso, del resto, se la rivale di sempre, vale a dire Porsche, arriverà a breve con un’elettrica sul mercato, ma con una berlina granturismo, la Mission E.


Qualche “scorciatoia” però è possibile


Detto che il peso, molto più dell’autonomia, è problema numero uno da risolvere nell’ottica dell’auto sportiva, è anche vero che l’evoluzione tecnologica di telai, sospensioni e pneumatici potrebbe accorciare i tempi di arrivo sul mercato. Per quello che riguarda il telaio in senso stretto, Ferrari non ha nulla da imparare nell’uso dei materiali più leggeri e rigidi, capaci dunque di far fronte all’aggravio di peso delle batterie, oltre a compensarlo, almeno in parte. In tema di sospensioni o comunque di controllo dei movimenti della ruota, la chiave pare essere ormai il retrotreno a ruote sterzanti, capace di “alleggerire” e “rimpicciolire”, dal punto di vista del feeling di guida, macchine anche molto grandi. Due esempi? I test drive di Lamborghini Aventador S e Audi A8 ci hanno letteralmente stupito. Si tratta di macchine agli antipodi ma capaci entrambi di "miracoli", nel misto, proprio grazie alle 4 ruote sterzanti. Il tutto, senza dimenticare che il lavoro sempre più a stretto contatto fra Case auto e produttori di pneumatici permette di sviluppare gomme ultra-specifiche e, quindi, adatte anche a un’ipotetica Ferrari elettrica. Ultimo, ma non per importanza: le batterie sono sì pesantissime, ma sono facilmente posizionabili sotto al pavimento della vettura, il che abbassa il baricentro, a tutto vantaggio dell’handling.

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