Versatile e con tante soluzioni intelligenti, punta su tecnologia e efficienza

Dopo 10 anni di onorato servizio, per il Peugeot Partner Tepee è arrivato il momento della pensione. A sostituire il multispazio del Leone arriva il nuovo Peugeot Rifter, che viene presentato al Salone di Ginevra 2018 e arriva sul mercato a partire dalla seconda metà dell’anno. Un taglio netto col passato non soltanto per quanto riguarda il design, che ora si rifà ai modelli più recenti della Casa francese e anche al mondo dei crossover, ma anche in termini di qualità e attenzione costruttiva per poter rivaleggiare ad armi pari con tutte le altre categorie di auto da famiglia.

Parola d'ordine: praticità

E’ sicuramente il motivo principale per cui viene scelta un’auto di questo tipo e allora è normale che il Rifter, che si basa sulla piattaforma EMP2 del gruppo PSA, punti tutto sulla versatilità degli spazi. Due lunghezze disponibili (440 o 475 cm, con passo maggiorato) e configurazione a 5 o 7 posti, per cominciare, e poi un nuovo sistema di apertura delle portiere scorrevoli, che riduce gli ingombri per gli occupanti. Il vano di carico parte da un minimo di 775 litri e diventa a prova di trasloco se i sedili della versione lunga sono ripiegati: ben 4.000 litri. Non si contano poi i vani portaoggetti e le altre soluzioni pensate per semplificare la vita di tutti i giorni, come per esempio il lunotto apribile separatamente dal portellone.

Un po' 3008, un po' 308

Peugeot ha voluto dare al Rifter un’impostazione da auto di famiglia più che quella di un derivato di un veicolo commerciale. Il look strizza l’occhio allo stile dei SUV, con piastre sottoscocca in simil alluminio, barre sul tetto, protezioni in plastica grezza e un’altezza da terra superiore rispetto al passato. Fuori le luci diurne a LED a sviluppo verticale ricalcano il nuovo family feeling dei nuovi modelli del Leone, e come questi infatti il Rifter si potrà avere anche nelle versioni GT Line con dettagli specifici. Gli interni, invece, sono dominati dall’ormai conosciuto iCockpit, inedito su questo segmento, con volante compatto e appiattito, schermo touch da 8” a portata di mano e un quadro strumenti alto che integra l’head up display. Per il resto, linee pulite per sfruttare al meglio gli spazi e tanta superficie vetrata.

Tanta tecnologia, anche sotto il cofano

La gamma motori del nuovo Rifter, tutta omologata secondo lo standard Euro 6.2, si articola sul 1.2 PureTech turbobenzina negli step da 130 CV con cambio EAT8 e 110 CV con il manuale e poi sul 1.5 diesel BlueHDi con potenze da 75, 100 e 130 CV, anche questo disponibile con l’automatico a 8 rapporti. Più avanti arriverà anche la versione a trazione integrale, sviluppata in collaborazione con Dangel, mentre le altre possono contare comunque sull’Advanced Grip Control, che agisce sullo slittamento delle ruote aumentando la motricità, abbinato all’Hill Descent Control. Non è comunque stata tralasciata la dotazione di dispositivi di ausilio alla guida: tra le altre cose, ci sono il cruise control adattivo, l’avviso di superamento di corsia involontario, la frenata automatica e l’avviso per l’angolo cieco.