La Cassazione è dalla parte dei familiari della vittima

Incidente con la strada in cattive condizioni: si ripropone l’eterna “battaglia” fra automobilista e gestore. Il primo reputa il gestore responsabile per i danni che ha subìto la vettura e per le lesioni fisiche; l’altro sostiene che, se il conducente avesse guidato con prudenza, il sinistro non si sarebbe verificato. La questione si fa molto più pesante se l’incidente è mortale: può esserci una controversia fra gestore e familiari della vittima, con un contenzioso estenuante in più gradi di giudizio, sino ad arrivare spesso in Cassazione. È proprio quanto avvenuto nel caso in esame con la sentenza 9161/2018 della Suprema Corte: in una città del Sud, nel 2009, un automobilista è annegato in un sottopasso.

La vicenda in dettaglio

L’uomo si immetteva nel sottopasso mentre diluviava; l'accesso al sottopasso non era impedito da alcuna segnalazione o barriera, sebbene fosse nota l'insufficienza dell'impianto di smaltimento delle acque piovane e si fossero già verificati in quel punto gravi episodi di auto bloccate dall'acqua. Risultato, l’acqua invadeva l'abitacolo causandone l'annegamento. I familiari della vittima accusano il dirigente dell'Ufficio tecnico lavori pubblici del Comune. L’addebito riguardava l’articolo 589 del Codice Penale: era responsabile della morte dell’uomo per negligenza, imprudenza o imperizia. Insomma, omicidio colposo: non ha fatto niente per prevenire il dramma.

Automobilista imprudente? Da prevedere

L’accusato si difendeva in diversi modi e in differenti gradi di giudizio. Si arrivava in Cassazione. Qui il punto chiave era la condotta imprudente degli automobilisti costituisce una condizione che è concretamente prevedibile non solo dagli altri utenti della strada, ma anche dalle autorità preposte alle misure di sicurezza stradali. Il dirigente del Comune doveva mettere in conto che l’automobilista potesse entrare nel sottopasso in auto nonostante la pioggia incessante. Era quantomeno necessario porre un segnale di preavviso, come recita l’articolo 77 del Regolamento al Codice della Strada: obiettivo, allertare i conducenti delle reali condizioni della strada per quanto concerne situazioni della circolazione, meteorologiche o altre indicazioni di interesse dell'utente.

Misure anti-allagamento

Per la Cassazione, inoltre, era compito di curare le criticità delle reti idriche e fognarie, anche per il tramite della ditta affidataria della gestione della fognatura pluviale. E, quindi, di intervenire in situazioni simili, come quella manifestatasi già due mesi prima dell'evento. Risultato: il dirigente è colpevole di omicidio colposo.