Dietro agli oli sintetici di ultima generazione c'è un lavoro di ricerca iniziato con una scoperta nel 1925

Nella ultra-centenaria storia della Shell - fondata nel 1907 - l'innovazione tecnologica è sempre stata una priorità e il livello attuale di investimenti in ricerca e sviluppo, pari a 1 miliardo di dollari all'anno, è lì a dimostrarlo. Una spesa che è la somma delle azioni di oltre 45.000 tecnici e ingegneri, dislocati nei centri Shell Global Solutions di tutto il mondo. L’approccio Shell alla tecnologia si basa su tre pilastri: innovazione, applicazione delle tecnologie ai prodotti e partnership con aziende leader, grazie a cui può aumentare le proprie competenze, facendo tesoro anche dell'impegno in pista: con Ferrari nella Formula 1, con Ducati nella MotoGP, con Hyundai nel WRC e con BMW nel DTM. Guardando un po' indietro, si scopre che le prime ricerche nel settore della lubrificazione risalgono al 1940, mentre negli anni Sessanta, Shell è stata la prima a lanciare sul mercato gli oli motore “multigrado” per l’utilizzo su tutte le tipologie di veicoli e in qualsiasi stagione.

Una ricerca che viene da lontano

Negli anni Settanta ha poi introdotto sul mercato l’utilizzo di detergenti nella formulazione dei lubrificanti per auto con l’obiettivo di mantenere pulito il motore. La somma di questa storia risulta in un portafoglio di oltre 250 brevetti, di cui gli ultimi appartengono alla tecnologia Gas To Liquids (GTL), cioè un modo innovativo di produrre oli base sintetici, realizzati a partire da gas naturale con la tecnologia brevettata PurePlus. A dire il vero, la storia della tecnologia GTL risale al 1925, quando i chimici tedeschi Franz Fischer e Hans Tropsch svilupparono un metodo di conversione del gas naturale in idrocarburi liquidi, in seguito chiamato con il loro stesso nome. Shell ha avviato la ricerca sulla GTL già nel 1973 e l'ha supportata fino ai giorni nostri: nel 1983 attraverso l'avviamento di un primo impianto pilota all’interno del centro di ricerca di Amsterdam e negli anni Novanta con la realizzazione di un impianto di produzione di GTL in Malesia.

Shell Gas To Liquids
Shell Gas To Liquids

Dal gas naturale all'olio base

Tutto questo è culminato nella costruzione nel 2011 di Pearl GTL, uno degli impianti più grandi e sofisticati mai costruiti nell’ambito dell’industria energetica. Oggi, con una capacità di produzione di 140.000 barili al giorno - di cui 30.000 sono dedicati alla produzione dell’olio base Shell PurePlus Technology -  è la più importante fonte a livello globale di prodotti GTL. Ma, nella pratica, che cosa è il GTL? Si tratta di un processo che converte il gas naturale in un olio base sintetico cristallino, sostanzialmente privo delle impurità presenti nel greggio e destinato ai lubrificanti sintetici premium. Con questa tecnologia si possono progettare le molecole da inserire nell'olio motore, creando lunghe catene di molecole di carbonio, punto di partenza ideale per la produzione di oli base - cioè i componenti principali (75-90%) degli oli motore finiti - puri e puliti.

L'importanza della chimica

Proprio perché quest'olio deriva a livello molecolare dal gas naturale, risulta di gran lunga più stabile rispetto agli oli base tradizionali; il risultato è una minore volatilità dell'olio motore e migliori proprietà di scorrimento alle basse temperature. Rispetto alle controparti tradizionali di gruppo II e III, gli oli base formulati con la tecnologia PurePlus hanno una minore viscosità alle bassissime temperature (da -25 a -40 °C) e quindi riescono a lubrificare il motore già efficacemente dall'avviamento a freddo. Queste proprietà forniscono una serie di importanti benefici al motore, fra cui l'aumento della pulizia, della protezione dall'usura e del risparmio di carburante. La gamma core dei prodotti Shell Advance Ultra con tecnologia PurePlus è composta al 100% da oli base di prima scelta, i PurePlus (GTL), sebbene in alcuni casi è possibile che vengano aggiunte piccole quantità di altri oli base in conformità ai requisiti specifici della formulazione.

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