Perché le auto avranno sempre più telecamere e meno chip
Edo Cohen, SVP Product in Valens Semiconductor, racconta la trasformazione che è in corso
Le auto vedono sempre meglio. Tra telecamere per il parcheggio, monitoraggio dell’angolo cieco, cruise control adattivo e sistemi di guida assistita, i veicoli di ultima generazione sono ormai pieni di “occhi” elettronici. E il loro numero è destinato ad aumentare ancora con l’evoluzione degli ADAS e della guida autonoma.
Dietro queste telecamere, però, si nasconde una sfida tecnica poco conosciuta ma molto importante: gestire enormi quantità di dati video all’interno di moduli sempre più piccoli, caldi e complessi. Oggi gran parte delle telecamere automotive utilizza ancora un componente dedicato chiamato “serializer”, un chip che serve a trasmettere le immagini dal sensore alla centralina dell’auto. Una soluzione efficace, ma che aggiunge costi, consumi energetici, calore e complessità produttiva.
Secondo Valens Semiconductor, però, il settore potrebbe essere vicino a un cambiamento radicale. L’idea è integrare la connettività direttamente nel sensore della telecamera, eliminando completamente il serializer esterno grazie allo standard aperto MIPI A-PHY. Un’evoluzione che potrebbe rendere le telecamere più compatte, efficienti e affidabili, semplificando allo stesso tempo l’architettura elettronica delle future auto.
Ne ho parlato con Edo Cohen, Senior Vice President Product in Valens Semiconductor, per capire perché questa tecnologia potrebbe diventare cruciale nella prossima generazione di veicoli intelligenti.
CHI È
Edo Cohen
Edo Cohen è Senior Vice President Product presso Valens, dove guida le iniziative di innovazione strategica dell’azienda. Con oltre 30 anni di esperienza, Edo apporta una vasta competenza nell’architettura dei sistemi, nelle specifiche tecniche, nella definizione e nell’esecuzione dei progetti. Edo è inoltre alla guida di iniziative di standardizzazione e attualmente ricopre il ruolo di Co-Chair del Working Group A-PHY ed è membro della MIPI Alliance.
Quanto sono importanti le telecamere per gli ADAS?
Le telecamere sono diventate la principale tecnologia di percezione per i sistemi ADAS e la sicurezza dei veicoli. Oggi non sono più una funzione accessoria, ma una parte centrale dell’architettura dell’auto, spesso in grado di sostituire o integrare altri tipi di sensori. Il loro ruolo continua a crescere, perché i veicoli utilizzano un numero sempre maggiore di camere con risoluzione e prestazioni più elevate per gestire scenari di guida sempre più complessi.
Quali sono le principali sfide progettuali?
Le telecamere automotive devono funzionare in modo affidabile in condizioni estreme, come temperature elevate o molto basse, vibrazioni, umidità e interferenze elettromagnetiche, mantenendo al tempo stesso alta qualità d’immagine e bassa latenza. L’aumento dei dati generati dai sistemi ad alta risoluzione sta inoltre mettendo sotto pressione le comunicazioni interne al veicolo, rendendo la trasmissione dei dati uno dei principali colli di bottiglia tecnici.
Perché eliminare il serializer?
Eliminare il serializer esterno (ovvero il chip che trasforma i dati della telecamera per poterli inviare alla centralina dell’auto, ndr) è una semplificazione importante perché rimuove un chip separato tradizionalmente necessario per preparare i dati delle immagini alla trasmissione. Integrando questa funzione direttamente nel sensore, le camere diventano più compatte, efficienti e semplici da produrre, riducendo anche consumi e calore.
Questo cambiamento è reso possibile dallo standard MIPI A-PHY, progettato per la trasmissione dati ad alta velocità su lunghe distanze in ambito automotive.
Come migliora l’affidabilità?
Meno componenti significa meno punti di possibile guasto. Inoltre, una progettazione più integrata riduce lo stress termico e semplifica il sistema, aumentando la durata nel tempo, aspetto fondamentale per componenti che devono funzionare per oltre dieci anni.
Che ruolo ha il calore?
Il calore influisce negativamente su qualità dell’immagine, precisione del sensore e durata nel tempo. Ridurre il consumo energetico all’interno della camera aiuta a limitare la produzione di calore, migliorando stabilità e affidabilità.
Quali benefici ci sono per gli utenti?
Gli automobilisti beneficiano di sistemi ADAS più sicuri e precisi e di una migliore esperienza di guida. Nel tempo, una maggiore semplicità dei sistemi può anche ridurre i costi, rendendo le tecnologie di sicurezza avanzate più accessibili.
Questa tecnologia è già utilizzabile?
Sì, è già pronta per la produzione nei veicoli attuali. Nuovi sensori con connettività integrata sono già in fase di sviluppo e test, dimostrando compatibilità con i sistemi esistenti e prontezza per l’uso reale.
Perché è importante uno standard aperto come A-PHY?
Uno standard aperto migliora la compatibilità tra fornitori, riduce la dipendenza da singoli produttori e accelera l’innovazione. Inoltre aumenta l’affidabilità nelle difficili condizioni elettromagnetiche tipiche dell’ambiente automotive, dove la comunicazione ad alta velocità deve essere estremamente robusta.
Le telecamere nelle auto continueranno a crescere?
Sì, il numero di telecamere nei veicoli è destinato ad aumentare, perché i sistemi ADAS richiedono una copertura più ampia, maggiore ridondanza e più punti di rilevamento.
Lexus ES Digital Outer Mirror uno dei primi esempi dell'adozione di telecamere al posto degli specchi, con pods molto sottili e telecamere ai lati della plancia
Come evolverà la tecnologia?
Le telecamere automotive continueranno a evolversi verso risoluzioni più elevate, maggiore capacità di trasmissione dati e migliore gamma dinamica. Allo stesso tempo, i sistemi diventeranno più centralizzati e standardizzati, con tecnologie come MIPI A-PHY che permetteranno architetture più semplici, scalabili e affidabili, fondamentali per il futuro dell’assistenza alla guida avanzata e della guida autonoma.
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