smart, l'ad: "La #2 deve costare 20.000 euro per avere successo"
Wolfgang Ufer, CEO del brand, spiega il posizionamento della nuova due posti e della strategia dietro la sua progettazione
Per gli italiani, soprattutto per chi vive nelle grandi e medie città, smart è sempre stata solo ed esclusivamente quella lì: la piccola, iconica, due posti. Tanto che il nome fortwo lo conoscono in pochi, perché il marchio stesso è diventato sinonimo del modello. Da qualche tempo, però, la famiglia si è allargata, in tutti i sensi, e fino a poco fa non era nemmeno scontato che la citycar fosse ancora nei piani di un brand con ambizioni più grandi.
Invece, al salone di Pechino è arrivata la conferma: la fortwo, pardon, la #2, si farà davvero. E proprio a Roma, città che più di tutte ha adottato la citycar come una delle sue, smart ha iniziato a svelare i primi dettagli su interni e piattaforma. In attesa di vedere la versione di serie il prossimo ottobre al Salone di Parigi, abbiamo fatto qualche domanda a Wolfgang Ufer, CEO di smart da inizio 2026, per capire meglio il posizionamento della nuova nata e le sfide che dovrà affrontare per replicare, in un contesto completamente diverso, il successo delle versioni precedenti.
All'inizio c'erano dei dubbi sulla reale realizzazione della piccola due posti, ma alla fine è successo. Cosa ha dato il via libera al progetto?
C'erano tanti criteri da verificare e soddisfare prima di poter dire che l'auto poteva arrivare sul mercato. Ad esempio, le dimensioni, la piattaforma elettrica, la ricarica, la batteria, l'autonomia, la sicurezza. E, in definitiva, dev'esserci un valido business plan.
smart #2, primo sguardo a interni e piattaforma
Significa che dobbiamo avere un buon prezzo di ingresso. Un criterio molto importante era appunto il prezzo di partenza, che dev'essere competitivo, ma parliamo anche di un'auto ben equipaggiata. Non sarà una entry-level. Lo abbiamo fatto, partendo proprio dalla costruzione di una nostra nuova piattaforma.
Qual è il prezzo che avete in mente?
Noi puntiamo di stare sui 20.000 euro. Questa è la nostra fascia di prezzo. Viceversa, non possiamo raggiungere il nostro obiettivo. E vogliamo davvero che quest'auto abbia successo.
smart #2, primo sguardo a interni e piattaforma
Dalla prima smart, il mondo è cambiato. L'Italia ama le auto piccole ma non le elettriche, da ricaricare magari in un garage che però, in città, hanno in pochi. Gli stessi che avevano scelto la smart a benzina per poterla lasciare per strada. Avete considerato questi elementi?
Sì, ma noi crediamo ancora che l'elettrico sia il futuro, anche a Roma. E un altro obiettivo che ci siamo posti nello sviluppo della nuova auto è stato quello di offrire un'autonomia maggiore, che garantisca una certa flessibilità. A Roma, come sappiamo, l'infrastruttura di ricarica non è delle più diffuse, trattandosi di una città storica e particolare.
Tuttavia, credo che con l'autonomia che offriremo, che sarà circa il doppio rispetto a prima, l'auto potrà essere utilizzabile fino a due settimane senza bisogno di ricarica. Magari poi la si può caricare semplicemente nel mentre che si fa la spesa. D'altra parte, credo anche che prima o poi la tecnologia migliorerà sempre di più, sia in termini di autonomia che di velocità di ricarica. Pertanto, guardo al futuro con ottimismo, un futuro che per smart è completamente elettrico.
smart #2, primo sguardo a interni e piattaforma
Qual è la percorrenza media giornaliera di un proprietario di una attuale fortwo?
Il 75% delle persone in Europa vive in aree urbane e, in media, viaggiano con 1,5 persone in auto percorrendo 30 chilometri al giorno. Dunque, con l'autonomia che offriremo siamo sicuri di aver fatto la scelta giusta.
Questa è un'auto solo per l'Europa o anche per altri mercati? Avete degli obiettivi di vendita annuali?
Questa è una smart a livello globale. Quindi sarà disponibile per tutti. Ma ovviamente, la regione più grande e più importante per la #2 è l'Europa e, pertanto, molti dei criteri e delle premesse provengono da noi. Ecco perché la iniziamo a presentare partendo da Roma: sappiamo esattamente di cosa abbiamo bisogno ed è quello che abbiamo integrato nell'auto. La nostra ambizione è di tornare ai numeri che avevamo precedentemente con smart. Ora, è vero, offriamo solo il powertrain elettrico, ma penso che i tempi stiano cambiando.
Quindi parliamo di circa 15.000 unità all'anno?
Non all'inizio, ma aumenteremo gradualmente. E, ovviamente, come sapete, la piattaforma è flessibile e ci dà la possibilità di pensare al futuro con altre auto che possano avere successo in Italia e in Europa. Sono positivo.
Fotogallery: smart #2, primo sguardo a interni e piattaforma
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