I residenti che non pagano il biglietto ridotto per l'ingresso nella ZTL pagheranno, senza sconti per violazioni identiche ravvicinate nel tempo

Ticket per entrare con l’auto in una Zona a Traffico Limitato: la Cassazione (sentenza 1374/2019) fa chiarezza una volta per tutte. Chi risiede nella ZTL ha diritto a pagare un mini-biglietto, molto meno costoso di chi abita fuori dalla ZTL: se non versa quel ticket low cost, dovrà subirne le conseguenze.

Quindi, ogni volta che ha circolato nell’area riservata, deve pagare il singolo verbale di circa 90 euro. Nel caso esaminato dalla Cassazione, l’automobilista è entrato 50 volte nella ZTL senza permesso, pertanto ha ricevuto a casa 50 multe, e dovrà sborsare 4.500 euro circa.

Questione controversa

In passato, più volte la Cassazione e i Giudici di Pace hanno analizzato il caso delle multe seriali: sanzioni identiche ripetute, per violazioni identiche ravvicinate nel tempo. Talvolta i magistrati decidono per l’annullamento di tutte le contravvenzioni, basandosi sulla buona fede del guidatore: non sapeva che stava commettendo le infrazioni, e le multe gli sono state recapitate con settimane di ritardo rispetto alle violazioni.

Altre volte, gli viene fatta pagare solo una multa delle tante seriali subite. Invece, nella situazione che riguarda il residente senza mini-ticket, questi deve pagare tutto. L’automobilista mirava a pagare, in ritardo, solo il mini-abbonamento annuale: niente da fare, deve versare tutte le 50 multe.

Come informarsi

Al di là del caso specifico (il residente non a conoscenza delle regole), resta comunque il problema delle ZTL nelle città italiane: sono sempre di più, e l’automobilista non può che informarsi sui siti dei Comuni (se aggiornati), e osservare con la massima attenzione la segnaletica. E qui si apre un altro capitolo molto discusso: i cartelli sono composti da numerose indicazioni, in verticale, una sopra l’altra, con differenti orari, eccezioni, permessi, disegni stilizzati.

Una segnalazione poco chiara, che richiede tempo per essere interpretata, con l’automobilista che mentre legge i vari cartelli ha alle spalle vetture “in pressione”: situazioni che possono indurre a commettere involontariamente un’infrazione.