Per le verifiche con le telecamere servono anche gli agenti di Polizia

Il ministero dell'Interno fa chiarezza sui controlli Rc auto, col parere numero 300/A/1223/19/105/2 dell’8 febbraio. E conferma il no alle telecamere se utilizzate da sole, in automatico, senza gli agenti che presidiano la postazione a bordo strada: non vale la notifica a casa del proprietario dell’auto, pizzicata senza polizza.

L’unica soluzione è una pattuglia che, con uno strumento, immortala la targa della vettura, consulta il database alimentato da Motorizzazione e assicurazioni, e ferma subito il guidatore. In alternativa, ferma la macchina a caso ed effettua il controllo.

Numeri allarmanti

Le verifiche sul campo sono un metodo fondamentale per limitare il fenomeno dell’evasione Rc auto: l’Ania (Associazione delle assicurazioni) stima che nel 2017 ben 2,8 milioni di veicoli, pari al 6,3% del totale degli immatricolati, non possedevano una copertura assicurativa. La percentuale superava il 10% al Sud Italia, era nella media nelle regioni centrali ma molto inferiore (4,1%) nel Nord. Nel Centro sono soprattutto il Lazio e Roma che presentano un’incidenza pari al doppio (rispettivamente 9% e 9,8%) di quella delle altre Regioni della stessa area.

Pirateria stradale in agguato

Il fatto è che spesso chi viaggia senza Rc auto si trasforma in pirata della strada, scappando dopo aver causato un incidente per non pagare i danni all’altro guidatore di tasca propria: non ha la Rca che copre le conseguenze dei sinistri.

Tutto in alto mare

Ormai dal 2012, la legge per arginare il fenomeno davvero c’è: controlli in automatico tramite autovelox e telecamere delle Zone a Traffico Limitato. Ma gli occhi elettronici non sono omologati per operare in funzione anti-evasione Rc auto. Tutto era e resta in alto mare, a discapito della sicurezza stradale. E con pesantissimi disagi per la vittima che subisce un incidente causato da un pirata: deve rivolgersi al Fondo vittime della strada, sudando le proverbiali sette camicie per ottenere il risarcimento.