Crolla il mercato dei veicoli industriali. Circolano sulle strade veicoli pesanti datati con meno dotazioni di assistenza e sicurezza

Allarme parco circolante datato. A lanciarlo è l’Unrae (Unione Case estere),  riferendosi ai veicoli industriali in occasione della diffusione dei dati di mercato per il febbraio 2019.  “I dati di inizio 2019 sono estremamente allarmanti", afferma Franco Fenoglio, presidente sezione veicoli industriali dell'Associazione.

Più anzianità meno sicurezza

Fenoglio continua dicendo, che "di questo passo l’anzianità del parco continuerà ad aumentare, i benefici in termini di sicurezza e ambiente delle motorizzazioni di ultima generazione (sia alternative che diesel) saranno allontanati nel tempo e l’efficienza complessiva del nostro sistema di autotrasporto reggerà sempre meno il confronto con la concorrenza degli altri Paesi europei”.

Un calo continuo

Il dato di febbraio segue a quello altrettanto negativo di gennaio archiviando un primo bimestre 2019 cone una flessione dell’11,1% per i veicoli superiori alle 3,5 tonnellate con 3.815 immatricolazioni rispetto al periodo gennaio-febbraio 2018. La fascia di veicoli con massa totale a terra uguale o superiore a 16 t segna nei primi 2 mesi dell’anno un calo medio dell’11,3% (3.210 unità).

Appello alle istituzioni

L’Unrae ha chiesto un incontro con il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, per un confronto sulle possibili soluzioni, senza ottenere risposta. C’è solo una vaga promessa di stanziare 100 milioni di euro in due anni per il rinnovo del parco contro rottamazione, ma la crisi del mercato è già evidente, con effetti negativi sulla sostenibilità ambientale e sulla sicurezza stradale: i mezzi più vecchi sono più a rischio incidente, come per le auto, d’altronde.

I numeri della sicurezza stradale

Ricordiamo che nel 2017 le vittime da sinistri in Italia sono salite (3.378 nel 2017, ossia il 2,9% in più del 2016), a fronte di un calo minimo degli incidenti (174.933) e dei feriti (246.750). Con i costi sociali stimati in 19,3 miliardi di euro, cioè addirittura l’1,1% del PIL nazionale.

L’Italia non ha centrato l’obiettivo imposto dall’Unione Europea: dimezzare i morti su strada dal 2001 al 2010, e con ogni probabilità non ce la farà a centrare il target di un -50% dal 2011 al 2020. Chiaramente non c'è un correlazione diretta fra l'anzianità del parco camion e i morti sulla strada, ma è indubbio che anche questo fattore contribuisca alla sicurezza complessiva.