Questo il risultato dell’ultimo report presentato oggi a #FORUMAutoMotive

Il titolo dello studio è chiaro: “Lotta alle emissioni: diesel da assolvere”. Presentato oggi nel corso di #FORUMAutoMotive, questo report argomenta la sua tesi portando dati importanti, che dopo vedremo, e che testimonia una volta di più come la querelle “diesel sì-diesel no” sia ancora lontana dall’essere risolta, nonostante anche il Governo abbia varato Ecotassa ed Ecobonus.

Il che è un bene, se non altro perché le soluzioni affrettate e semplici a problemi complessi andrebbero sempre evitate.

Le fonti

Prima di entrare nel dettaglio dei numeri, però, da una parte è bene sottolineare come a promuovere il report sia stata, come scritto nel sottotitolo, l’Unione Petrolifera: associazione fondata nel 1948 dalle principali aziende che operano in Italia nell’ambito della trasformazione, appunto, del petrolio e della distribuzione dei prodotti petroliferi. Un ente, dunque, fortemente coinvolto nella vicenda, nella quale presenta interessi economici fortissimi.

Dall’altro, per onestà intellettuale va anche detto che le quote di mercato perse dai motori diesel sono andate a quelli a benzina. Il che, per le casse delle aziende petrolifere, poco cambia. Il discorso assumerebbe (assumerà?) contorni diversi qualora avvenga il passaggio all’auto elettrica.

I numeri

Dicevamo dei numeri; riportiamo un passaggio dello studio: “Un’auto diesel “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a un veicolo “Euro 1”. 

Stessi progressi sono stati compiuti nel trasporto pesante, dove un motore “Euro VI” presenta emissioni 8 volte inferiori rispetto a uno omologato “Euro III”.

Inoltre si cita l’aumento delle emissioni medie di CO2 (da 112,8 a 121,5 g/km) delle auto vendute nei primi 2 mesi del 2019, come conseguenza dell’erosione di quote di mercato del diesel da parte del benzina, che sono meno efficienti e, dunque, per loro natura, a parità di percorrenza emettono più anidride carbonica.

Non solo CO2

Non è “solo” l’anidride carbonica il parametro da prendere in considerazione quando si parla di emissioni di un motore. “Oggi un’auto “Euro 6” emette il 95% in meno di NOx rispetto a una “Euro 0” e il 96% in meno di PM rispetto a una vettura “Euro 1”. 

L’evoluzione tecnologica dei motori diesel Euro 6 consente di ridurre le emissioni di PM2,5 a valori trascurabili”.

Quindi, qual è la soluzione?

Per l’Unione Petrolifera non ci sono dubbi: “Eliminare le alimentazioni diesel serve a migliorare la qualità dell’aria se si parla delle vecchie alimentazioni; no, invece, per quelle di nuova generazione.

E l’auto elettrica?

Il punto “debole” del report è proprio questo: non si fa il minimo riferimento all’auto elettrica, se non indirettamente, in questo passaggio: “Non esistono auto a zero emissioni. Per misurare correttamente il reale impatto sull’ambiente, occorre valutare l’incidenza complessiva del binomio “veicolo-vettore energetico” considerando l’intero ciclo di vita (LCA). Su queste basi, si può affermare che non esistono auto a "zero emissioni”.

Il che è vero, ma il raffronto fra i diesel di più di 10 anni fa e i diesel odierni (impietoso, grazi ai passi da gigante fatti dalla tecnologia) non può bastare se si vogliono dare risposte di lungo termine alle questioni ambientali, sempre più urgenti.

Fotogallery: Auto Diesel, chi dice addio e chi no