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Stellantis: “Investiamo in Italia, l’Europa dia regole chiare”

Il CEO Antonio Filosa ribadisce in Parlamento gli impegni del gruppo auto e presenta le sue richieste

Il CEO di Stellantis, Antonio Filosa, in Parlamento
Foto di: Stellantis

A capo di Stellantis da poco più di un anno, Antonio Filosa si presenta alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato con più di una richiesta alle Istituzioni, sia nazionali che internazionali.

“È indispensabile che il quadro normativo sostenga la competitività del settore in Italia e in Europa”, dichiara il CEO del gruppo auto, che passa ai dettagli:

“L’azzeramento delle emissioni e la transizione verso l’elettrico sono obiettivi che continuiamo a condividere. Servono, però, realismo sulle regole e realismo sui tempi della loro attuazione”, è il riferimento allo stop alle vendite del 90% di auto e furgoni a benzina e diesel nel continente dalla metà del prossimo decennio.

Nel discorso di Filosa si inserisce il capitolo “made in Ue”, requisito che vincolerà il rilascio di sussidi e incentivi alla presenza nei veicoli di almeno un 70% di componenti prodotti nei 27 Stati membri.

“Se, da un lato, il ‘made in Europe’ si candida a sostenere il futuro dell’automotive europeo”, dall’altro, “è necessario rivedere la tempistica prevista per l’obbligo di installare batterie prodotte nell’Ue”, perché “prevedere la localizzazione della produzione di celle in Europa dopo il 2030 è più realistico”.

Antonio Filosa (CEO di Stellantis, al centro della foto) in audizione alla Camera dei deputati
Foto di: Stellantis

Energia e lavoro, quanto costate

Gli altri due temi toccati dal CEO riguardano i costi di energia e lavoro in Italia: i primi, fra gennaio e marzo scorsi, sono stati pari a “205 euro al megawattora”, contro i “90 euro in Spagna e i 100 euro in Francia”, cioè “meno della metà”.

“È evidente come questo divario non sia sostenibile, tanto da noi, quanto dai nostri fornitori”. Servono “risposte davvero straordinarie e urgenti”.

Passando ai costi del lavoro, “serve introdurre meccanismi di flessibilità in linea con le esigenze operative contemporanee. Una flessibilità – continua Filosa – che gratifichi e tuteli le persone e che, al contempo, sintonizzi la produzione, il mercato e le altre dinamiche esogene”.

Il CEO ricorda pure che “gli impegni previsti dal Piano Italia sono stati e saranno tutti mantenuti” e che la società “continuerà a investire in modo significativo”. Anzi, col nuovo Piano industriale il gruppo punta ad andare “oltre”:

“Portiamo l’e-car a Pomigliano, investiamo oltre 1 miliardo di euro ad Atessa per la nuova generazione dei veicoli commerciali, portiamo una nuova Alfa Romeo a Melfi, rilanciamo Maserati con il piano che presenteremo entro dicembre a Modena, continuiamo a investire con oltre 5 miliardi solo per l’innovazione nei prossimi 5 anni e riportiamo al centro la filiera italiana con oltre 7 miliardi di acquisti annui”.

Ma per “sostenere gli investimenti”, Stellantis ha bisogno di due cose: “competitività e regole”.