Stellantis: tutte le auto che saranno costruite in Italia fino al 2032
A Pomigliano d'Arco dal 2028 sarà prodotta la nuova Pandina e due nuovi modelli di volume. Una potrebbe essere la nuova Fiat Punto
La svolta nei rapporti fra Governo e Stellantis è arrivata, come previsto. Il top management della multinazionale a trazione italo-francese ha presentato al ministero delle Imprese e del Made in Italy un piano industriale rivisto e corretto per garantire il futuro delle fabbriche italiane. Piano che passa per l'impegno di produrre dal 2028, a Pomigliano d'Arco (Napoli) due nuovi modelli basati sulla piattaforma dedicata alle nuove auto compatte e di volume del gruppo.
Non si conoscono i nomi delle vetture, al centro di quello che viene chiamato "Piano Italia". Ma alcuni indizi fanno ipotizzare un ritorno della Fiat Punto (o Grande Punto), che potrebbe derivare dalla futura generazione della Peugeot 208. Per l'utilitaria francese, infatti, sappiamo già che dal 2026 verrà realizzata in Spagna, sulla base della piattaforma cosiddetta STLA Small, che darà vita a più modelli per altrettanti brand.
Render del 2023 di come immaginavano la nuova Fiat Punto
Jean-Philippe Imparato, responsabile di Stellantis e protagonista delle trattative col Governo
Una nuova Panda made in Italy
L'annuncio sulla piattaforma è di Jean-Philippe Imparato, responsabile europeo del costruttore, che ha parlato durante il Tavolo Stellantis del 17 dicembre organizzato a Roma. Un faccia a faccia col Governo che è diventato l'occasione per comunicare anche il futuro arrivo di una Panda (ribattezzata recentemente Pandina) di nuova generazione, che dovrebbe sostituire quella prodotta proprio a Pomigliano d'Arco e che non va confusa con la Fiat Grande Panda, realizzata in Serbia.
"Tutti gli stabilimenti italiani rimarranno attivi - promette il responsabile europeo di Stellantis - e già dal 2026 la capacità produttiva crescerà grazie ai nuovi modelli".
Fra questi ci saranno le nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, in uscita nel 2025 e 2026 dallo stabilimento di Cassino (Frosinone), dove è stato confermato l'arrivo di terzo modello top di gamma basato sulla piattaforma STLA Large e che ipotizziamo essere la nuova Maserati Quattroporte.
Il Tavolo Stellantis al Mimit
Auto elettriche e auto ibride
Ogni stabilimento avrà un piano di produzione specifico fino al 2032. Al tempo stesso, tutti i futuri modelli prodotti in Italia - fatta eccezione della DS N° 8 - saranno costruiti sia in versione ibrida che elettrica, contrariamente a quanto previsto dall'ex ceo Carlos Tavares.
Questo annuncio, in particolare, ha incontrato i favori di Governo e parti sociali, preoccupati dal rischio di avere fabbriche sotto utilizzate a causa dalla scarsa domanda di auto elettriche. Ed è sempre nell'ottica di saturare la cosiddetta capacità produttiva dei cinque stabilimenti italiani che è stato deciso di produrre i due nuovi modelli compatti e quindi di volume a Pomigliano.
| Stabilimento | Produzione attuale | Piano 2030+ |
| Mirafiori (TO) |
Fiat 500e Maserati Granturismo cambi eDCT |
Fiat 500 ibrida (2025) Fiat 500e restyling (batteria) Fiat nuova 500e |
| Modena (MO) |
Maserati MC20 Progetto alta gamma |
- |
| Atessa (CH) |
Fiat Professional Ducato Peugeot Boxer Citroen Jumper Opel Movano |
Gamma Large VAN Nuova versione Large VAN |
| Cassino (FR) |
Alfa Romeo Stelvio Alfa Romeo Giulia Maserati Grecale |
Alfa Romeo Stelvio (2025) Alfa Romeo Giulia (2026) Nuova ammiraglia |
| Pomigliano d'Arco (NA) |
Fiat Pandina Alfa Romeo Tornale Dodge Hornet |
Fiat Pandina (fino al 2030) Nuova Fiat Pandina 2 modelli STLA Small (2028) |
| Melfi (PZ) |
Jeep Compass Jeep Renegade Fiat 500X |
|
Il rendering della Nuova Alfa Romeo Stelvio attesa per il 2025
L'abitacolo della nuova DS N°8 assemblata nello stabilimento di Melfi
L'attuale generazione della Fiat 500e che dal 2025 sarà equipaggiata con una nuova batteria
Ancora in stand-by la gigafactory
Rassicurazioni solo parziali, invece, sulla fabbrica italiana di batterie per auto elettriche che dovrebbe nascere a Termoli (Molise). Qui Stellantis "sostiene con un finanziamento la joint venture ACC". La decisione dipenderà però dalla "evoluzione delle tecnologie e in considerazione del mercato e della competitività dei fattori abilitanti del sistema Paese".
Non confermato neanche il target produttivo da 1 milione di veicoli all'anno in Italia. "Vediamo come va il mercato, non voglio fare promesse che non posso mantenere", specifica Imparato.
Lo stabilimento Stellantis di Termoli in attesa di riconversione
Capitolo 2035
Al Mimit viene pure concordato un rifinanziamento in legge di Bilancio del fondo automotive, per un totale di 1,6 miliardi di euro nel 2025-27. Il tesoretto andrà tutto a industria e filiera, senza incentivi all'acquisto.
Ma l'auto era stata protagonista della giornata politica anche nelle ore precedenti al Tavolo, quando il ministro Adolfo Urso aveva parlato telefonicamente col commissario europeo per i Trasporti sostenibili e il Turismo, Apostolos Tzitzikostas, illustrandogli il non paper di Italia e Repubblica Ceca che chiede all'Europa di rivedere lo stop alla vendita di vetture a benzina e diesel dal 2035.
La stretta di mano fra Adolfo Urso e Jean-Philippe Imparato
La proposta - riferisce il dicastero - renderebbe "sostenibili e realisticamente raggiungibili" gli obiettivi di decarbonizzazione "attraverso una tempestiva revisione del regolamento e avendo come bussola la competitività dell'industria europea". L'idea è di anticipare dal 2026 all'inizio del 2025 la clausola di revisione sul "tutto elettrico" per dare spazio anche a e-fuel e biofuel, qualora si dimostrino carburanti a zero emissioni di gas serra.
"Il commissario Tzitzikostas - continua la nota - ha confermato a Urso la sua piena disponibilità a dialogare sul tema con i Governi e con le parti industriali. Il commissario e il ministro si sono poi dati appuntamento per il prossimo 21 gennaio a Strasburgo, a margine della riunione plenaria del Parlamento europeo".
Stando invece al ministro, il non paper
"ha subito raccolto un ampio consenso tra i Paesi dell'Unione, oltre al sostegno esplicito delle associazioni imprenditoriali di Italia, Germania e Francia, delle maggiori associazioni europee delle Pmi e dell’Acea (l’associazione delle Case auto europee). Anche il gruppo parlamentare del Ppe, maggioritario a Strasburgo, ha elaborato un documento in sintonia la linea italiana".
Alla lista delle Case contro il 2035 si aggiunge dunque Stellantis. "Speriamo che l'autorità europea capisca che ora non si scherza. Bisogna cambiare passo", auspica Imparato, che incalzato sulla possibile fusione con Renault, risponde: "No".
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