E-fuel e biocarburanti riducono le emissioni, ma quanto inquinano?
L'Europa apre ai carburanti sintetici, ma i dubbi restano. Uno su tutti: qual è il loro impatto sulla salute? Ecco un po' di numeri
Zero emissioni in strada. L’Europa ce l’ha fatta, finalmente: lo stop a benzina e diesel dal 2035 è ora realtà. Ci sono voluti due anni e qualche compromesso per mettere (quasi) tutti d’accordo, ma adesso è ufficiale: dalla metà del prossimo decennio, nelle concessionarie ci saranno solo auto elettriche, a idrogeno e a e-fuel.
Già, perché la novità delle ultime settimane è che l’Unione europea ha aperto le porte ai carburanti sintetici, considerati “neutri” dal punto di vista climatico. Ma c’è un aspetto da non sottovalutare e che invece non viene considerato abbastanza: l’inquinamento.
Al di là infatti dei dubbi su impatto climatico e volumi di produzione, gli e-fuel (ed eventualmente i biocarburanti) sono destinati ad alimentare i tradizionali motori termici, che funzionano tramite combustione. La reazione chimica rilascia però delle sostanze che incidono sulla qualità dell’aria e, di conseguenza, sulla nostra salute. Vediamo nei dettagli.
Gas serra e inquinamento: differenze
Per cominciare, specifichiamo che le emissioni di gas serra e quelle inquinanti non sono la stessa cosa. Le prime sono all’origine del cosiddetto effetto serra e, a cascata, del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici; le seconde generano invece l’inquinamento, responsabile a sua volta di asma, malattie cardiovascolari, tumori e altro. Si parla di circa 70.000 morti premature all’anno solo in Italia (fonte European Environment agency).
Campioni di e-fuel
Campioni di biocarburanti
Ricordiamo poi che gli e-fuel si formano combinando idrogeno (H) e anidride carbonica (CO2) catturata dall’atmosfera. Il risultato finale è un carburante sintetico, definito a zero emissioni perché la CO2 rilasciata allo scarico è compensata da quella catturata in atmosfera durante la produzione. I biocarburanti non riescono invece a eliminare tutti i gas serra, ma li riducono dell’88% circa. Ma il discorso cambia se si parla di inquinamento.
Quanto inquinano i biocarburanti?
Per capire l’impatto che biocarburanti ed e-fuel hanno sulla qualità dell’aria, ci vengono incontro due studi. Il primo è dell’Icct (International council on Clean transportation) ed è stato pubblicato a marzo 2021 per analizzare gli effetti in America di una miscela di biodiesel al 20%.
Stando ai numeri riportati, non solo il biocarburante non taglia affatto le emissioni nocive, ma addirittura le aumenta. Si va dal 2% in più degli ossidi di azoto (NOx) al 10% dei monossidi di azoto (CO), passando per il 7% degli idrocarburi incombusti (CO). Di invariato resta solo il particolato (PM).
| Inquinante | Aumento |
| Particolato (PM) | 0% |
| Ossidi di azoto (NOx) | 2% |
| Idrocarburi incombusti (HC) | 7% |
| Monossidi di azoto (CO) | 10% |
Vedi tutte le notizie su Obiettivo 2035 Quanto inquinano gli e-fuel?
L’altro report è invece molto più recente. Presentato da Transport & Environment (T&E) a marzo 2023, fa un confronto sugli ossidi di azoto (NOx) rilasciati da benzina tradizionale ed e-fuel. E le cifre sono praticamente identiche.
Nei test ufficiali, il carburante fossile emette una quantità di NOx pari a 24 mg/km, mentre quello sintetico scende solo a 22-23 mg/kg. Nulla cambia nei test in laboratorio (21 mg/kg contro 21-22 mg/kg).
“Il confronto con i biocarburanti e gli e-fuel in termini di prestazioni energetiche, emissioni e potenziale industriale evidenzia come l’elettrico rappresenti la soluzione migliore per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione in modo più efficace, con minore spesa e maggiore potenziale occupazionale”, è il netto giudizio di Carlo Tritto, Policy officer di T&E.
Il futuro elettrico
Decisamente diverse sono le dichiarazioni della eFuel Alliance, lobby internazionale nata per promuovere la benzina sintetica. “Gli e-fuel emettono una quantità di ossidi di azoto e di particolato significativamente inferiore rispetto ai carburanti convenzionali”.
Mancano però indicazioni precise. Gli studi sembrano quindi sgombrare il campo da qualsiasi dubbio: il futuro dell’auto non può che essere elettrico o a idrogeno. Lo spieghiamo anche nel nostro editoriale, che mette in fila tutti i grattacapi di e-fuel e biocarburanti.
Fonte: Icct, T&E, eFuel Alliance
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