Perché e-fuel e biocarburanti sono una distrazione pericolosa
L'Europa li approva (solo gli e-fuel), la politica esulta, ma l'industria che produce le auto ha ben altri programmi in testa
Le case automobilistiche non stanno più investendo nello sviluppo di nuovi motori termici. Lo dice anche Luca De Meo, presidente dell'ACEA (l'associazione che riunisce i costruttori di auto europei), amministratore delegato Renault, nonché grande appassionato di auto.
Eppure in questi giorni tutti parliamo di e-fuel perché l’Europa li ha autorizzati.
C’è chi brinda alla salvezza del motore a scoppio, chi applaude perché così si rispetta il principio della cosiddetta neutralità tecnologica e chi chiede di riconoscere anche i biocarburanti.
Allo stesso tempo molti ricercatori ci segnalano che questi carburanti miracolosi ancora non esistono e non è detto che saranno disponibili in quantità sufficienti e a prezzi sostenibili.
Da cui la domanda: non è che forse ci sta sfuggendo qualcosa?
La notizia di partenza è l’OK della commissione europea ad autorizzare gli e-fuel come carburante sintetico che non produrrebbe emissioni di CO2. Uso il condizionale perché gli e-fuel sono ancora in via di sviluppo, cioè una persona normale oggi non li può comprare da nessuna parte. Li trovi nei laboratori. La richiesta di considerare gli e-fuel viene della Germania che vuole tenersi aperta la porta per sviluppare questa tecnologia anche nel mondo dei trasporti.
La Commissione ha accettato il compromesso perché un motore termico alimentato da e-fuel, è comunque neutrale dal punto di vista carbonico. Cosa significa? Semplificando al massimo: un carburante sintetico viene prodotto utilizzando in qualche modo la CO2 già in atmosfera e quando brucia nel motore reintroduce in atmosfera lo stesso quantitivo di CO2. Tolgo 100, reimmetto 100 e la somma è zero.
Ora, quello che non spiega nessuno è che a prescindere della disponibilità degli e-fuel o di altri biocarburanti, dal 2035 difficilmente potremo comprare auto nuove che non siano elettriche o a idrogeno, semplicemente perché quasi nessuno le produrrà. E non le troveremo nei concessionari. E allora che senso ha tutto questo baccano mediatico sui carburanti del futuro?
(continua... nel video)
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