Incentivi auto 2025: il Governo cerca soldi, ma non per l'acquisto
Durante un incontro con i vertici Stellantis il ministro Adolfo Urso ha anticipato un fondo per il 2025 a sostegno delle imprese
Agli incentivi auto 2025 il Governo ha detto addio già qualche giorno fa tramite il ministro del Made in Italy Adolfo Urso che, durante un'interrogazione parlamentare, ha commentato lapidario "È finito il tempo dei bonus". Niente più soldi per sostenere l'acquisto di auto nuove, a seguito dello svuotamento del Fondo Automotive deciso dall'esecutivo durante le discussioni sulla prossima legge di bilancio.
Ciò però non significa che il Governo abbia deciso di non sostenere in alcun modo il mercato automotive in Italia. Già qualche mese fa infatti Urso aveva anticipato l'intenzione di destinare soldi non più all'acquisto ma alla produzione. Ancora non sappiamo di quale cifra si parli. Secondo quanto dichiarato dal ministro in occasione di un incontro con i vertici Stellantis "Destineremo tutte le risorse del fondo, che pensiamo di aumentare nel corso della manovra, sul fronte dell'offerta, a sostegno delle imprese, soprattutto degli investimenti della filiera dell'automotive".
Cosa non ha funzionato
Il titolare del Mimit ha ribadito come gli incentivi auto 2024 non abbiano funzionato "Quest'anno abbiamo investito un miliardo di euro di intesa con Stellantis, che aveva sostenuto che la misura avrebbe aumentato la produzione in Italia. E' accaduto esattamente il contrario e quindi, come preannunciato, non la riproporremo più".
Come il Governo intenta sostenere l'offerta non è ancora chiaro, né tantomeno da dove e come verranno reperiti i fondi. Come detto quelli stanziati in passato dal Governo Draghi sono stati tagliati dell'80%, per un totale di 4,6 miliardi di euro. Ciò che rimane sono "briciole" per sostenere un settore in forte sofferenza. Ora la notizia di un parziale dietrofront in manovra.
Urso ha poi lanciato l'idea di un piano incentivi auto - per sostenere la domanda - a livello europeo "Stabili e duraturi nel tempo, con risorse comuni destinate ai consumatori europei'. Una sorta di recovery fund dedicato all'acquisto di auto nuove e meno inquinanti guidato dall'Unione Europea.
Le richieste a Stellantis
L'incontro con Stellantis di oggi è stata poi l'occasione per rinnovare le richieste al Gruppo guidato da Carlos Tavares, chiedendo un maggiore impegno in Italia
A Stellantis oggi chiediamo che si assuma la responsabilità sociale del rilancio dell'auto italiana. Chiediamo un vero, significativo e chiaro piano industriale, che entri nel dettaglio di ogni stabilimento in Italia e che preveda un significativo aumento degli investimenti nel nostro Paese. [...] Il Sistema Italia, non questo governo o questo ministro, chiede a Stellantis con forza di scommettere sul nostro Paese. Di dare all'Italia quello che l'Italia ha dato alla Fiat. Se il piano industriale risponderà a queste esigenze noi ci siamo, daremo il massimo sostegno
La risposta è arrivata in breve tempo per bocca di Daniela Poggio, vicepresidente Communication & Public Affairs di Stellantis Italia "Stellantis ha un piano per l'Italia e lotteremo per difendere la nostra leadership".
"Stellantis non ha intenzione di chiudere alcuno stabilimento in Italia, così come non ha intenzione di procedere a licenziamenti collettivi", ha aggiunto il responsabile delle risorse umane per l'Italia, Giuseppe Manca, in una nota aziendale.
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