"Nessuno ci conosce, è il nostro vantaggio. E la GT arriverà"
Charles Fuster, a capo della divisione Italia di Genesis, parla delle ambizioni del gruppo: da Magma alla GT, dall'ibrido al V8
L'Hospitality si trova proprio in prossimità delle ultime curve del circuito di Le Mans. Fuori, in pista, le due GMR-001 stanno disputando la loro prima 24 ore con anche una buona dose di velocità. D'altro canto, Genesis ha voluto far capire di non essere arrivata nel mondiale Endurance per fare presenza.
Jacky Icxk testimonial, spiegamento di forze importanti, piloti di valore come Juncadella o Lotterer, investimenti ingenti. E una Concept GT svelata il giorno prima della grande corsa. Corollario per far capire che anche lato prodotto, la volontà di offrire un percorso definito è conclamata.
In occasione della 24 Ore di Le Mans 2026, Charles Fuster, il Brand Director di Genesis per Italia e Francia, risponde alle domande sul futuro della casa Coreana, dalla Magma alla Concept GT, passando per ibrido, elettrico e termico.
CHI È
Charles Fuster
Charles Fuster è il Brand Director di Genesis per Italia e Francia, nominato per guidare il debutto ufficiale del marchio di lusso coreano in questi mercati nel 2026. Con oltre 15 anni di esperienza internazionale nell'automotive, ha ricoperto ruoli di primo piano nel gruppo Stellantis per brand come Fiat, Jeep e Lancia.
Partiamo dalla realtà: Genesis in Italia è ancora quasi sconosciuta. Come si costruisce un brand premium da zero?
È la nostra realtà, e non abbiamo paura di dirlo. Ogni giorno, quando dici che lavori per Genesis, la risposta è "non conosco". Anche qui, girando tra i presenti, la prima cosa che senti è che il brand non è riconosciuto. Poi, però, senti che le macchine sono belle. E da lì si parte. Arriviamo con una grande ambizione, ma anche con una grande umiltà. Sono due cose che devono stare insieme...
Genesis a Le Mans, la conferenza stampa e il reveal modelli
Il Motorsport è uno degli strumenti per accelerare questa conoscenza?
È una piattaforma di marketing straordinaria per far conoscere il brand. C'è una chiave molto tecnica: le tecnologie che usiamo in pista possono finire domani sulle macchine stradali. Ma c'è anche una visibilità immediata, che è altrettanto importante.
Il team Genesis Magma Racing è fatto di persone che hanno vinto. Abiteboul ha vinto con Renault, Tarquini ha vinto in Formula 1, Lothar Collatz ha vinto a Le Mans. Non è un esercizio di stile: è la dimostrazione che l'azienda ha deciso di puntare sul Motorsport per farsi conoscere in Europa, con persone che sanno cosa significa vincere.
Il mercato italiano però è tradizionalmente diffidente verso i brand non europei nel segmento premium. Come si risponde a chi ha sempre guidato tedesco?
Possiamo essere un'alternativa molto credibile a chi ha sempre guidato tedesco, per essere ben chiari. Le nostre macchine sono premium: la cura dei dettagli, i materiali pregiati, le performance. Sul prodotto possiamo rispondere ai competitor storici.
La sfida non è il prodotto, è la credibilità. E la credibilità si guadagna nel tempo, con coerenza. I tedeschi ci hanno messo cento anni. Noi siamo nati nel 2015, quindi ci vuole anche umiltà nel riconoscere che ci serve tempo.
Però arrivate in Italia con una gamma 100% elettrica, in un mercato che ancora resiste all'elettrico. Non è controproducente?
È una domanda giusta. La novità è che nel 2027 arriva un motore ibrido sulla GV70. È una risposta pragmatica dell'azienda: mettiamo su strada i prodotti che il cliente vuole, non quelli che qualcuno ci ha imposto di fare. Detto questo, arriviamo anche sul segmento giusto con la GV60: il C-SUV è esattamente il segmento dove l'elettrico ha più senso, anche per il mondo delle flotte aziendali.
Nel 2028 poi arriva la nuova piattaforma multi-energia, dedicata a Genesis, scalabile dal segmento C in su, pronta per accogliere qualsiasi tipo di motorizzazione ibrida. Dal full hybrid al range extender, passando per il plug-in. Cinquanta sfumature di ibrido, come si suol dire.
Genesis alla 24 ore di Le Mans
Sui volumi in Italia: avete obiettivi dichiarati?
Dipenderà molto dalla rete di distribuzione che costruiremo. A giugno apriamo lo showroom di Padova, ad ottobre quello di Roma, nel 2026 toccherà a Milano.
Con la rete giusta e i prodotti giusti, penso che 3.000 auto consegnate siano un obiettivo ragionevole. Non facciamo una corsa ai volumi, non abbiamo bisogno di comprare il mercato. Altri lo hanno fatto, ma non è quello che ci è chiesto. Preferiamo costruire qualcosa di solido.
Genesis GV60 Magma (2026)
Genesis è il brand premium di Hyundai. Come gestite questa doppia identità?
Siamo il brand premium del Gruppo Hyundai e non è un problema: ci appoggiamo a una realtà che in Europa ha 25 anni di storia, vende 600.000 macchine all'anno e ha un design riconosciuto. Ma sul mercato vogliamo essere Genesis, solo Genesis. Non troverete mai una Genesis in uno showroom Hyundai, né una serie speciale Hyundai che porta il nome Genesis.
Distribuzione dedicata, showroom dedicati, identità separata. In termini di vendite e marketing siamo Genesis. In termini di tecnologia e di appartenenza a un gruppo industriale, siamo il brand premium di Hyundai. È la stessa strada che Lexus ha percorso con Toyota, anche se loro avevano più tempo davanti.
Genesis alla 24 ore di Le Mans
Magma è il sotto-brand sportivo. Non rischia di confondere il posizionamento?
Quando mi hanno presentato Magma, ho pensato subito alla AMG di Mercedes o alla M di BMW. Mi hanno corretto. Per Genesis, Magma non è solo performance: è la dimostrazione di ciò che il brand sa fare al massimo livello.
Non solo potenza, ma materiali, aerodinamica, cura del dettaglio. È il meglio di ogni modello, spinto all'estremo. L'obiettivo è avere una versione Magma per ogni vettura della gamma, per mostrare fin dove si può arrivare. Certo, dobbiamo essere bravi noi a spiegarlo: il rischio di confusione esiste, ma si gestisce con comunicazione precisa. E quando lancerai una Magma su un modello nuovo (non su uno che ha già tre anni di mercato) il posizionamento si racconta molto più facilmente.
E la GT? È un'operazione di marketing o un impegno di prodotto?
Non è solo marketing e ci tengo a dirlo. La GT è una dimostrazione industriale di ciò che siamo in grado di fare. Se hai una macchina così in showroom, il cliente che entra capisce immediatamente che questo è un brand capace di fare un ottimo C-SUV e anche una gran turismo meravigliosa. È come avere in showroom una fascia di prezzo da uno a dieci: dà profondità e credibilità alla marca.
Guardate l'evoluzione dalla prima GT presentata a novembre dello scorso anno a Le Castellet a quella di oggi: è già una progressione pazzesca. Dimostra velocità progettuale e ambizione. L'obiettivo è che Genesis continui a stare in quel segmento. Non è un esercizio temporaneo.
Non so di preciso quando arriverà sul mercato. Non posso darvi una data precisa. Però se guardate la velocità con cui il progetto si sta sviluppando e i passi avanti già visibili ci piacerebbe arrivare presto. Dopodomani, diciamo. Con il 2027 come orizzonte realistico. E sarebbe una bella notizia per tutti.
Fotogallery: Genesis alla 24 ore di Le Mans
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