Sosta nella corsia d'emergenza, niente multa per bisogno fisiologico
La Cassazione ha riconosciuto l'esigenza di un automobilista, il malessere improvviso dà diritto a fermarsi
Immaginate la scena: d’improvviso, mentre guidate in autostrada, dovete espletare un bisogno fisiologico. Che vi impedisce di proseguire. Quale soluzione? È il problema dal quale ha dovuto liberarsi un automobilista a settembre 2013: il guidatore si è allora fermato in corsia d’emergenza e, una volta risolto il guaio, è ripartito. Il fatto è che è stato tamponato da una moto, ed è scattata la multa, al che il sanzionato ha fatto ricorso, con la vertenza arrivata in Cassazione (sentenza 13124/2019).
Questione di malessere
Per i giudici infatti il malessere improvviso dà diritto a fermarsi in corsia d’emergenza: non è solo infermità che incide sulla capacità intellettiva; c’è pure il concetto di disagio e di necessità fisica transitoria che non consente di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione.
È incluso il bisogno fisiologico (dipendente o no da malfunzionamento organico). Occorre una condizione di benessere fisico indispensabile per una guida corretta che non ponga in pericolo sia il conducente sia gli altri.
Quale multa
Ricordiamo che un guidatore ha diritto a sostare in corsia d’emergenza il tempo strettamente necessario per superare il problema, ma non più di tre ore. Trascorso quel lasso di tempo, scatta una multa di 431 euro e la rimozione coattiva dell’auto (articolo 176 del Codice della Strada).
Cosa fare
Durante la sosta e la fermata di notte in corsia d’emergenza, in caso di visibilità limitata, devono sempre essere tenute accese le luci di posizione. Preziose le “quattro luci”. E anche il gilet riflettente da indossare se si scende dall’auto.
Se la natura del guasto rende impossibile spostare il veicolo sulla corsia per la sosta di emergenza o sulla piazzola d'emergenza (oppure se il veicolo è costretto a fermarsi su tratti privi di quegli spazi), deve essere collocato, posteriormente al veicolo e alla distanza di almeno 100 metri dallo stesso, il “triangolo”.
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